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Thursday, 27 Luglio 2017

Cablaggio avanzato per i robot

I robot industriali Comau si distinguono per la loro elevata durata grazie anche ai cavi del Gruppo Lapp. La serie di robot compatti Racer, con i quali Comau punta a conquistare anche nuovi segmenti di mercato, oltre all’automotive, porta alla luce nuove sfide per il cablaggio. Il Gruppo Lapp ha infatti sviluppato dei cavi ad hoc ad ingombro ridotto e dall’estrema mobilità per la nuova serie Racer di Comau. In dettaglio, i Racer sono particolarmente compatti, veloci e precisi: caratteristiche che i cavi offerti da Lapp soddisfano perfettamente. L’esperienza di Lapp e la scelta dei materiali adatti permettono di offrire cavi estremamente flessibili ed elastici, riducendo allo stesso tempo lo spessore dell’isolante. Il segreto per costruire un cavo servo adatto a flessione e a torsione estreme è anche il risultato di altri fattori, quali costruzione geometrica o materiali di riempimento e di scorrimento. Questi sono fondamentali perché i conduttori mantengano la loro posizione relativa e possano scorrere l’uno rispetto all’altro senza subire danni.

 

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Filiale in Giappone

Rinforzare la propria presenza in un hub strategico per l’industria delle macchine utensili, della robotica e dell’automazione: è questo l’obiettivo di Rollon, Gruppo di Vimercate specialista in soluzioni per la movimentazione lineare, che ha recentemente aperto una filiale a Tokyo, in Giappone. Ultima tappa del percorso di internazionalizzazione della società, che tra uffici e filiali conta oggi nove sedi estere, di cui due già esistenti in Asia, a Shangai (Cina) e Bangalore (India), un mercato sempre più importante per la crescita di Rollon. Grazie alla nuova struttura, Rollon punta a intensificare la propria presenza in Giappone, un mercato strategico per l’industria delle macchine utensili, della robotica e dell’automazione. “L’apertura di una filiale in Giappone non è un traguardo ma un nuovo punto di partenza”, ha affermato Eraldo Bianchessi (nella foto), Presidente e CEO di Rollon. “L’85% del nostro fatturato è realizzato all’estero: per noi l’export ha un’importanza fondamentale e in quest’ottica guardiamo con sempre maggiore attenzione all’Asia, un mercato da cui ci aspettiamo una crescita notevole anche per i prossimi anni”.

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A ciascuno la sua Industria 4.0

Fanuc, tra i principali player globali impegnati nella promozione della fabbrica digitale, ha organizzato un Aperitivo 4.0 a margine della fiera MecSpe, lo scorso marzo, per discutere di come anche le aziende meno strutturate possono rendere più efficiente il loro processo produttivo.

di Cesare Pizzorno

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Topologia di rete più semplice e sicura

Con oltre 50 anni di esperienza nel campo dei sensori Balluff, che sarà presente a SPS IPC Drives Italia, è un’azienda di riferimento a livello mondiale e dispone di una propria gamma di connectivity per tutti i settori dell’automazione. Qualità, affidabilità e sicurezza sono assicurate, che si tratti di sensori per il riconoscimento degli oggetti, della più moderna tecnologia di misurazione della corsa, dell’innovativa tecnologia RFID o delle nuove soluzioni per la comunicazione industriale.

di Leonardo Albino

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La IV Assemblea del Cluster Fabbrica Intelligente

Si è tenuta mercoledì 21 giugno a Bergamo, nell’incantevole cornice dell’ex monastero di Sant’Agostino, la IV assemblea nazionale del Cluster Fabbrica Intelligente (CFI), l’associazione che raggruppa 450 soggetti fra università, enti di ricerca e aziende, enti regionali e promuove i Lighthouse Plant, impianti faro creati per avere dei sistemi produttivi che diventeranno il riferimento per il settore manifatturiero italiano nel mondo. Alla parte riservata ai soci, la mattina, è seguito un convegno pubblico che è servito a fare il punto sulle attività del Cluster, sulla collaborazione con MISE e MIUR e, appunto, sulla messa in opera degli impianti faro. “I Lighthouse Plant - ha detto Tullio Tolio, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico del CFI - sono veri e propri impianti di produzione in continua evoluzione. Dopo la loro installazione, che in una prima fase potrebbe essere supportata anche dal piano Industria 4.0, è previsto un progetto di ricerca industriale e innovazione che coinvolgerà fornitori di tecnologie, system integrator, enti di ricerca e università e punterà alla realizzazione di innovazioni da testare proprio nell’impianto lighthouse”. “Con il Club LightHouse Plant - ha aggiunto Gianluigi Viscardi, presidente del CFI - il Cluster vuole fornire supporto strategico e operativo a tutte le imprese interessate a puntare sulla ricerca e l’innovazione nel campo manifatturiero”.

 

 

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Un contributo alla Giornata dell’ambiente

Il 5 giugno scorso si è celebrata, come tradizione dal 1972, la Giornata dell’ambiente. Il sistema di panni multiuso MEWA, utilizzato quotidianamente per pulire macchinari e impianti nelle officine e nei reparti di produzione, offre il proprio contributo per la tutela delle risorse. I panni multiuso MEWA, infatti, sono proposti all’interno di un sistema completo che include consegna, ritiro, lavaggio e riconsegna. Si tratta di oggetti che combinano le qualità richieste nella pratica, come la resistenza, la capacità di assorbimento e la durata, in modo da poter soddisfare tutte le esigenze dell’industria. Un contenitore di sicurezza, appositamente progettato, consente lo stoccaggio in sicurezza dei panni usati. Ciclicamente MEWA ritira i panni usati riposti all’interno del contenitore e li sostituisce con panni puliti. Il cliente non deve più preoccuparsi di risolvere il problema dello smaltimento del materiale di pulizia. I panni usati, insomma, vengono lavati in modo ecocompatibile e reimmessi nel ciclo. Le sostanze inquinanti sono sottoposte a trattamento termico o smaltimento specifico.

 

 

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Il robot entra nel learning lab

Nell’ambito della cerimonia di inaugurazione della rinnovata sede della Fondazione Agnelli - che si è tenuta giovedì 15 giugno a Torino - in collaborazione con Comau apre al pubblico un learning lab dedicato ad attività didattiche sperimentali, che impiegano la robotica e le tecnologie digitali per l’apprendimento di materie curricolari. Protagonista del nuovo spazio è e.DO, un innovativo robot Comau, di piccole dimensioni, sviluppato in un’ottica modulare e open-source. A partire da ottobre 2017, nel learning lab della Fondazione Agnelli, il robot e.DO di Comau è al centro di cinque diversi laboratori didattici, che attraverso una sperimentazione pratica permetteranno agli studenti di imparare materie didattiche curricolari, come matematica, fisica o storia. Tutti i laboratori sono stati sviluppati secondo un innovativo metodo didattico. Ogni percorso inizia con il “tatto”, inteso come primo esercizio di apprendimento. In secondo luogo, l’esperienza empirica porta gli allievi a riflettere e imparare secondo una logica induttiva. Infine, un importante valore viene attribuito al “gioco”, per dimostrare l’importanza di apprendere discipline scolastiche in modo coinvolgente e intuitivo, senza dimenticare l’aspetto ludico.

 

Foto: Andrea Guermani

 

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Una collana editoriale sull’Industria 4.0

 

All’interno della collana editoriale “Guerini 4.0”, dedicata all’Industria 4.0 e lanciata dalla casa editrice Edizioni Angelo Guerini, lo scorso 15 giugno è uscito il volume “La Fabbrica connessa” di Luca Beltrametti, Nino Guarnacci, Nicola Intini e Corrado La Forgia. L’Industria 4.0 può e deve essere realizzata in Italia all’interno delle piccole e medie imprese attraverso un percorso graduale, nel quale le aziende possano fare investimenti contenuti, finalizzati ad aggiornare i macchinari già in possesso, sviluppare competenze ed esplorare le potenzialità che le nuove tecnologie offrono. Il libro, nato da una ricerca di Federmeccanica, propone una visione evolutiva e non rivoluzionaria, nella consapevolezza che il cambio di paradigma tecnologico impone un cambio di paradigma culturale che muove innanzitutto dalla formazione. La prossima uscita, a settembre, sarà “Industria 4.0 nel mondo. Politiche e testimoni a confronto” a cura di Annalisa Magone e Roberta De Bonis, che racconterà le scelte di alcuni Paesi (Germania, Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Cina) che si stanno cimentando sul terreno di questa trasformazione epocale.

 

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Un Gruppo in decisa crescita

Tutti i dati indicano una crescita continua per il Gruppo Lapp. Nell’anno fiscale 2015/2016 (1 ottobre - 30 settembre) lo specialista tedesco in soluzioni integrate nella tecnologia di cablaggio e di collegamento ha accresciuto notevolmente le sue performance, registrando ricavi netti per 901,5 milioni di euro. “Abbiamo ampliato il nostro parco clienti in tutto il mondo e ne siamo molto orgogliosi, perché questo dimostra che i nostri servizi e prodotti sono fortemente apprezzati dal mercato”, ha detto Andreas Lapp (nella foto), Presidente del Consiglio di Amministrazione Lapp Holding AG. L’EBIT è aumentato del 3,9% raggiungendo i 42.9 milioni di euro. Anche l’organico è sensibilmente aumentato e conta attualmente 3.530 dipendenti. Il Gruppo Lapp ha inoltre ampliato il suo business anche grazie a ÖLFLEX® CONNECT, una gamma di sistemi ready-to-connect ideale per l’industria alimentare e dell’energia rinnovabile, e all’ingresso in un nuovo settore: il cablaggio dei veicoli ferroviari, per cui il Gruppo ha creato un portfolio completo di prodotti specifici.

 

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Robot con il senso del tatto

OptoForce, azienda ungherese specializzata nel settore della robotica, presenta quattro nuovi moduli applicativi per i suoi sensori di forza/coppia multiassiali, che consentono ad aziende che operano nell’industria, nel settore degli imballaggi, dei dispositivi elettronici e medicali di introdurre il senso del tatto nei propri robot collaborativi e leggeri, con conseguente aumento del numero di attività automatizzate e risparmio di tempo. Facili da installare, leggeri e robusti, i sensori a sei assi OptoForce introducono il senso del tatto nei robot utilizzati per svolgere lavori ad alta precisione, ad esempio lucidatura, box insertion e altre operazioni di montaggio di precisione. Attualmente compatibili con i robot di Universal Robots e KUKA (e a breve anche con quelli a marchio ABB e Yaskawa), i sensori OptoForce automatizzano queste attività, migliorando l’efficienza, velocizzando lo sviluppo dei progetti e riducendo i costi globali di produzione.

 

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