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Friday, 20 Aprile 2018

Italia-Tunisia: collaborazione a valore aggiunto

Si intensifica la cooperazione tra Italia e Tunisia, un paese in crescita che si propone di diventare un hub per gli investimenti stranieri nel settore industriale. Nel corso del Tunisia Investment Forum, che si è tenuto a Tunisi lo scorso novembre e a cui AIdAM ha partecipato attivamente, sono state gettate le basi per la creazione della Piattaforma di collaborazione italo-tunisina per le tecnologie e i sistemi produttivi avanzati (PITC).

di Fabrizio Dalle Nogare

Marzo/Aprile 2018

AIdAM ha partecipato a Tunisi, il 9 e il 10 novembre 2017, alla sesta edizione del Tunisia Investment Forum (TIF), che ha visto la presenza di personalità politiche di molti paesi africani ed europei, oltre a economisti di fama mondiale e imprenditori di tutte le nazioni coinvolte nel tessuto industriale tunisino, tra cui l’Italia. All’evento hanno preso parte oltre 1.500 persone provenienti da 51 paesi, in rappresentanza di ben 4 continenti.
Speaker e partecipanti ai vari workshop e alle varie tavole rotonde organizzate per l’occasione si sono soffermati sul ruolo della Tunisia e sul trend di crescita che sta interessando il paese, sempre più proiettato verso la ripresa economica: la crescita è stata del 2% nel 2017 e si prevede in aumento di un ulteriore punto nel 2018. A questo proposito, è importante sottolineare come i progressi che stanno interessando il paese vanno nella direzione di una sempre maggiore integrazione nella catena del valore a livello globale.

Il lancio della Piattaforma di collaborazione
Al TIF 2017 sono anche state gettate le basi per la creazione della Piattaforma di collaborazione italo-tunisina per le tecnologie e i sistemi produttivi avanzati (PITC), un’iniziativa congiunta dell’Accademia di Scienze Ingegneristiche della Tunisia e dell’AIdAM. La Piattaforma, accolta con favore e appoggiata dalle istituzioni nazionali presenti sul territorio (all’evento ha preso parte anche l’Ambasciatore italiano in Tunisia, Raimondo de Cardona), si propone di rafforzare e agevolare le relazioni economiche tra Italia e Tunisia attraverso una collaborazione intensiva e reciproca di ricerca e industria nel settore dell’innovazione tecnologica industriale.
Gli ambiti interessati, in particolare, sono quelli dell’educazione superiore, della scienza e della ricerca. L’obiettivo è promuovere tecnologia e innovazione attraverso lo scambio di know-how tra scienziati e accademici in entrambe le direzioni.

Il panel di confronto su Industria 4.0
Tornando ai lavori del Tunisia Investment Forum, nella giornata di venerdì 10 novembre si è svolto il panel di confronto tra Tunisia ed Europa su Industria 4.0, cui ha partecipato anche Jaloul Ayed, ex ministro delle Finanze tunisino.
A moderare l’incontro è stato chiamato Jaime Pérez-Seoane de Zunzunegui, caporedattore dell’Oxford Business Group e fondatore di tre start-up. Per l’Italia sono intervenuti il professor Calogero Oddo dell’Università Sant’Anna di Pontedera, e il Presidente di AIdAM, Michele Viscardi, che si è soffermato in particolare sulle iniziative italiane in tema Industria 4.0, prima tra tutte il Cluster Fabbrica Intelligente (CFI).
“Industria 4.0 non riguarda soltanto la tecnologia, ma anche gli ambiti della cultura e della formazione e, più in generale, il modo di condurre un’azienda oggi”, ha detto Viscardi. “Guardando al futuro, la collaborazione tra il CFI, in grado di analizzare i mega trend in atto a livello sovranazionale, e AIdAM, che conosce caratteristiche e trend di mercato delle aziende del comparto manifatturiero in Italia, sta portando alla creazione dei Lighthouse Plant, cioè dei dimostratori concreti e operativi delle potenzialità di Industria 4.0. Senza dimenticare il ruolo che il Cluster ha giocato nella definizione del Piano nazionale di incentivi varato lo scorso anno dal Governo”.

Un hub in grado di attirare investimenti stranieri
Un punto di vista privilegiato e autorevole sulle potenzialità della Tunisia e sull’interscambio con l’Italia è quello di Olfa Lazhari, Segretaria generale della Camera di Commercio italo-tunisina (CTICI), convinta che il paese possa effettivamente essere un hub per attrarre investimenti industriali nell’intera regione. “La Tunisia si trova in una posizione geografica strategica, che la rende a tutti gli effetti la porta dell’Africa. Inoltre, è meta di investimenti esteri da diverse decadi e tutte le varie riforme portate avanti, soprattutto negli ultimi 20 anni, hanno rinforzato la fiducia degli investitori stranieri nel paese”, ha detto Lazhari. “Nell’ultimo anno, l’adozione della nuova legge sugli investimenti e la riforma del regime fiscale hanno certamente avuto lo scopo di migliorare il clima degli investimenti e di lanciare messaggi positivi ai potenziali investitori. La Tunisia vanta anche diversi accordi di libero scambio con le principali nazioni europee e a breve aderirà a tutti gli effetti al COMESA, il Mercato comune per l’Africa orientale e australe”.
Spostando lo sguardo sulle aziende manifatturiere tunisine, chiediamo alla Segretaria generale della CTICI se queste siano realmente consapevoli dei benefici che può portare la riorganizzazione della produzione in un’ottica di industria digitale. “Come prima cosa - risponde -, va notato che c’è una strategia nazionale che mira a porre il settore industriale come uno dei traini principali per la crescita del paese, attraverso l’utilizzo di strumenti innovativi quali le nuove tecnologie, l’automazione e la robotizzazione nei processi di produzione industriale. Nell’ultimo periodo, anche gli imprenditori tunisini stanno acquisendo consapevolezza dell’importanza di digitalizzare la propria impresa, per potersi imporre a livello mondiale e modernizzare il tessuto industriale locale”.

L’Italia come modello per le imprese tunisine
Focalizzando l’attenzione sul rapporto tra i due paesi, un passo importante sarà l’attivazione della Piattaforma di collaborazione, annunciata durante il TIF a novembre. “Il progetto ha accolto l’interesse dei numerosi operatori e delle istituzioni presenti al dibattito”, spiega Olfa Lazhari. “Un maggiore approfondimento sarà l’oggetto di una seconda e più grande conferenza che verrà organizzata a Tunisi il prossimo settembre e che, realmente, traccerà le basi di una solida collaborazione. La piattaforma, che sono convinta possa portare risultati visibili e nel breve termine agli operatori dei due paesi, si propone di avere uno scopo non solo puramente industriale, ma anche formativo. Questo, nel lungo periodo, avrà degli effetti tangibili anche nello sviluppo delle competenze e delle figure professionali legate al settore meccatronico in Tunisia, che potrebbero rappresentare un florido vivaio per gli imprenditori italiani nel settore”.
Dunque, un rapporto più intenso tra imprese tunisine e produttori italiani di componenti o macchine di automazione sarebbe un requisito importante per una crescita più decisa dell’industria in Tunisia. “Senza dubbio - continua Lazhari - l’approvvigionamento da parte di aziende tunisine di macchine di automazione italiane peremetterebbe una prospettiva di crescita più decisa all’industria tunisina. Infatti, essendo i tessuti industriali dei due paesi abbastanza simili - entrambi sono formati per la maggior parte da PMI - l’Italia si presenta come il modello più vicino e più prossimo per le imprese, soprattutto manufatturiere, tunisine”.

AIDAM NEWS

Italy and Tunisia: Added Value Collaboration

The cooperation between Italy and Tunisia, a growing country aiming to be a hub for foreign investments in the industrial sector, is getting stronger. During the Tunisia Investment Forum, held in Tunis in November with the active participation of AIdAM, the first steps towards the creation of the Italian-Tunisian collaboration platform for advanced technologies and production systems (PITC) were taken.

On November 9th and 10th, 2017, AIdAM participated in Tunis at the sixth edition of the Tunisia Investment Forum (TIF), which saw the presence of several politicians from many African and European countries, as well as world-renowned economists and entrepreneurs coming from all the nations involved in the Tunisian industrial fabric, including Italy. Over 1,500 people from 51 countries took part in the event, representing 4 continents.
Speakers and participants in the various workshops and round tables focused on the role of Tunisia and the growth trend that is affecting the country, increasingly projected towards economic recovery: growth rate was 2% in 2017 and an additional point is expected to increase by 2018. In this regard, it is important to notice that the development the country is experiencing implies greater integration in the global value chain.

The launch of the Collaboration Platform
At TIF 2017, the first steps towards the creation of the Italian-Tunisian collaboration platform for advanced technologies and production systems (PITC) were taken. This is a joint initiative by the Tunisian Academy of Engineering Sciences and AIdAM. The Platform, welcomed and supported by the national institutions  in Tunisia (the Italian Ambassador Raimondo de Cardona took part in the event), aims to strengthen and facilitate economic relations between Italy and Tunisia through an intensive and mutual collaboration as for research and industry in the field of technological innovation.
Higher education, science and research are the major areas concerned. The goal is to promote technology and innovation through the exchange of know-how between scientists and academics in both directions.

The panel on Industry 4.0
Back to the Tunisia Investment Forum, on Friday, November 10th, a panel between Tunisia and Europe was held on the issue of Industry 4.0. This was also attended by Jaloul Ayed, former Tunisian Finance Minister.
The round table was moderated by Jaime Pérez-Seoane de Zunzunegui, editor-in-chief of the Oxford Business Group and founder of three start-ups. For Italy, Professor Calogero Oddo from the Sant’Anna School of Advanced Studies and the President of AIdAM, Michele Viscardi, were among the speakers. The latter focused its speech on the Italian initiatives on the matter of Industry 4.0, including the Smart Factory Cluster (CFI).
“Industry 4.0 is not only a matter of technology, as it also deals with culture and education. More generally, it’s about the way to run a business today”, said President Viscardi. “Looking to the future, the collaboration between the CFI, analyzing the current mega trends on an international scale, and AIdAM, which has a knowledge of the features and companies currently on the market in the Italian manufacturing sector, is leading to the creation of the Lighthouse Plants. These are concrete demonstrators of the potential of Industry 4.0. It is also important to mention the role played by the CFI in defining the Industry 4.0 National plan launched last year by the Italian Government”.

A hub that can attract foreign investments
Olfa Lazhari, Secretary General of the Italian-Tunisian Chamber of Commerce (CTICI) offered us a privileged point of view on the potential of Tunisia as well as on the trade exchange with Italy. Mrs Lazhari is persuaded that Tunisia can truly be a hub to attract industrial investments in the whole North African area. “Tunisia is in a strategic geographical position, which makes it an actual door to Africa. In addition, the country has been a destination for foreign investment for several decades and all the reforms carried out, especially in the last 20 years, have strengthened foreign investors’ confidence in the country potential”, said Mrs Lazhari. “In the last year, the adoption of the new law on investment and the reform of the tax system have certainly improved the mood about investments and sent positive messages to potential investors. Tunisia also relies on several free trade agreements with the main European nations and will soon be fully involved in the COMESA, the Common Market for Eastern and Southern Africa”.
As for Tunisian manufacturing companies, we ask the Secretary General of the CTICI whether they are really aware of the benefits that the reorganization of production according to the digital industry trend might bring. “First of all, there is a national strategy that aims to make the industrial sector as one of the main drivers for the country’s growth, through the use of innovative levers such as new technologies, automation and robotization in industrial production processes. Lately, Tunisian entrepreneurs are also becoming aware of the importance of digitalizing their companies, in order to compete on an international scale and modernize the local industrial fabric”.
Italy as a model for Tunisian companies
Focusing on the relationship between the two countries, an important step will be the launch of the above mentioned Collaboration Platform, announced during the TIF in November. “The project has been welcomed by many operators and institutions participating in the conference”, explains Olfa Lazhari. “A deeper study will be the object of a second and larger conference to be organized in Tunis next September and which will really lay the foundations for a solid partnership. The Platform, which I believe will bring concrete results to the operators of the two countries in the short term, does not only have a purely industrial purpose, but also and educational one. In the long run, this will have practical effects also in the development of skills and professionals in Tunisian mechatronics. These are supposed to act as a flourishing nursery for Italian entrepreneurs”.
Therefore, a more intense relationship between Tunisian companies and Italian manufacturers of components or automation systems is expected to be an important requirement for a relevant industrial growth in Tunisia.
“Of course - adds Mrs Lazhari - the supply of Italian automation systems by Tunisian companies would lead to a stronger growth for the Tunisian industry. In fact, the industrial fabric of the two countries quite similar, as both are mostly formed by SMEs. Italy is then the closest model for Tunisian companies, especially those working in the manufacturing industry”.

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