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Monday, 25 Settembre 2017

Vi racconto un anno di attività associativa

Lo scorso 20 aprile, l’annuale assemblea dell’AIdAM, svoltasi nel prestigioso e innovativo contesto dell’Istituto di BioRobotica, Scuola Superiore Sant’Anna, presso il Polo Sant’Anna Valdera, ha dato l’opportunità di incontrare Alessandro Torsoli, Presidente dell’Associazione Italiana di Automazione e Meccatronica per fare, con lui, il punto sull’attuale contesto di mercato in cui operano le aziende del comparto e stilare un resoconto di tutta l’attività associativa svolta nel corso dell’anno, e proprio da qui siamo partiti con l’intervista.

di Fabrizio Garnero 

Maggio-Giugno 2015

Presidente Torsoli, il 2014, che anno è stato per l’Associazione?
Lo definirei di transizione e cambiamento perché abbiamo profondamente rinnovato gli organi di indirizzo e controllo dell’Associazione, sostituendo figure storiche che erano con noi fin dalla nostra fondazione. È stato fatto un buon lavoro, anzi approfitto dell’occasione per ringraziare pubblicamente sia il Comitato di Presidenza sia il Consiglio Direttivo per il tempo e l’impegno dedicato, con un ringraziamento particolare e doveroso a Milena Longoni di Image S che ha portato, oltre alla competenza professionale, un tocco di classe e di eleganza nei nostri Comitati di Presidenza.
Nel 2014 abbiamo portato avanti anche il passaggio amministrativo con l’attribuzione all’Associazione della Partita Iva, il passaggio alla contabilità industriale (per competenza e non più mista cassa-competenza come era in passato) e alla gestione amministrativa con commercialista. Il 2015 sarà ancora un anno di passaggio tra la vecchia gestione e la nuova gestione e gli associati dovranno avere un po’ di pazienza e lavorare su due formati diversi per la lettura dei bilanci: dal 2016 avremo però l’intera documentazione sia di bilancio preventivo che di bilancio consuntivo espressa con la nuova modalità.

A livello di mercato, in quale scenario si sono mosse le aziende associate? Possiamo finalmente considerarci fuori dalla palude?
Se mi consente, vorrei partire da una sorta di “spaccato” della situazione economica italiana per poi concentrare l’attenzione sul contesto di mercato in cui abbiamo operato e capire se siamo finalmente usciti dalla crisi. Purtroppo le mie considerazioni partono da alcuni dati sconcertanti. Nel corso del 2014 sono, infatti, fallite ancora 14.000 aziende portando il totale, dall’inizio della crisi nel 2008, a oltre 82.000 imprese. Sono stati persi più di 1 milione di posti di lavoro e il Pil italiano è diminuito del 9,1% rispetto al picco pre-crisi toccato nel 2007. Molti studi indicano che metà di questa riduzione non sarà recuperata prima del 2019 e per l’altra metà la perdita sarà ancora più persistente. La disoccupazione generale è vicina al 13% e quella giovanile è prossima al 43%.
Il calo del mercato interno è stato poco meno del 20%, solo in parte compensato dall’incremento dell’export che, fortunatamente, dimostra quanto sia ancora vivo il nostro tessuto imprenditoriale. La doppia, profonda e lunga recessione, ha intaccato nettamente il potenziale di crescita del Paese, abbassandolo dall’1,1% precedente, a meno di mezzo punto percentuale nel medio termine. Rispetto quindi alle traiettorie, già modeste, del decennio 1997-2007, oggi il livello del Pil potenziale è più basso del 12,6%: in altre parole sono andati bruciati oltre 200 miliardi di euro di Pil. Sono dati che tutti conosciamo, impressionanti, ma che rendono l’idea di cosa abbia attraversato il nostro sistema produttivo.
Nonostante tutto io penso positivo, facendo il verso a una celebre canzone poiché, forse, siamo vicini al punto di svolta, anche se non si può certo dire per merito della politica nazionale. Il QE della BCE, il calo dell’Euro e del prezzo del petrolio, potrebbero darci la spinta per uscire in maniera definitiva dalla più lunga e difficile crisi economica del nostro Paese. Non sarà veloce, e la prudenza è d’obbligo, vista anche la situazione internazionale, ma l’importante è riuscire ad avviare quella ripresa che stiamo attendendo da troppi anni.
Un dato positivo è il ricordo del gennaio 2013 quando in occasione della conferenza internazionale di Davos gli esperti prospettavano l’inizio della ripresa nel 2015, e così è stato, lenta ma sentita, e che dovrebbe durare almeno 10 anni: speriamo!
Certamente, in questo panorama molto complesso, possiamo dire che la situazione del nostro comparto è migliore. In assenza di statistiche specifiche di comparto, e questo è un tasto dolente su cui vorrei tornare in seguito, utilizzerò i dati UCIMU che possono comunque fornire uno spaccato abbastanza congruo con quanto avvenuto alle nostre aziende.
Nel quarto trimestre del 2014, l’indice degli ordini di macchine utensili, ha registrato un incremento del 19,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un valore assoluto pari a 138,4 (base 2010=100).
Il risultato complessivo è stato determinato dai positivi riscontri ottenuti dai costruttori sia in Italia che oltre confine. L’indice degli ordini raccolti all’estero è cresciuto del 19,3% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2013.
L’indice degli ordini interni ha registrato un nuovo incremento, pari al 18,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Su base annua l’indice ha registrato un incremento medio, rispetto al 2013, del 14,7%.
Il risultato è stato determinato sia dal positivo andamento delle performance dei costruttori sul mercato estero (+10,1%) sia dai buoni riscontri raccolti sul mercato interno (+37,2%) che è tornato a investire in beni strumentali, sostenuto dall’introduzione della Nuova Legge Sabatini. Con quest’ultima rilevazione sono quindi cinque i trimestri consecutivi di crescita registrati; questo fa certamente ben sperare per il prossimo futuro, considerato che la raccolta ordini si concretizzerà in produzione nei prossimi sei - otto mesi.
Tornando alle nostre considerazioni, anche per quanto riguarda le aziende associate, dalle interviste fatte al nostro Consiglio Direttivo, risulta un mercato interno in ripresa, soprattutto per i costruttori di macchine che nei trimestri passati, invece, segnalavano continue difficoltà, mentre per i fornitori di componenti e sottosistemi il momento si mantiene positivo. Sono segnali importanti che indicano quanto le speranze stiano lentamente diventando realtà.
In conclusione parlerei quindi di una situazione generale che presenta ancora segnali di preoccupazione ma con altrettanti segnali di risveglio: forse siamo veramente vicini al punto di svolta e dovremo impegnarci ulteriormente per agganciare questo importante momento.

Tocchiamo il tasto dolente, cosa voleva dire in merito alle statistiche specifiche del comparto…
Questo è un argomento che sento molto anche perché strettamente legato all’attribuzione di un codice ATECO specifico per il nostro comparto per il quale, purtroppo, nonostante gli sforzi fatti, dovremo comunque aspettare il 2018 quando la commissione codice ATECO, che si trova negli Stati Uniti, si riunirà per valutare le varie richieste di codice e delibare di conseguenza. Come nota di contorno le segnalo che la commissione non si riunisce più dal 2008; si parla tanto della burocrazia italiana ma anche quella mondiale non scherza. Comunque non cediamo e seguiamo la questione con attenzione come testimonia il passaggio dall’ISTAT, obbligatorio ma già fatto, che porterà ad assegnare un codice provvisorio che poi verrà ratificato dalla Commissione Mondiale quando si riunirà.
In attesa del nostro codice ATECO è però importante e fondamentale sapere, e far sapere, chi siamo e cosa facciamo: abbiamo quindi definito una struttura operativa che si occuperà della prossima Ricerca Statistica del settore Automazione Meccatronica che partirà quest’anno e i cui risultati saranno diffusi nel mese di Settembre 2015. La compilazione sarà totalmente elettronica con accesso di compilazione dal sito dell’Associazione tramite nome utente e password, con verifiche automatiche. Abbiamo inoltre ritenuto opportuno avere a disposizione una persona che si occupasse di incentivare le aziende associate a partecipare a questa iniziativa, e che si preoccuperà quindi di questa attività ,dalla quale ci attendiamo importanti dati per raffrontare l’andamento del settore anno con anno. Tramite le pagine della rivista invito quindi tutti a partecipare perché la mancanza di dati statistici penalizza sicuramente la visibilità del nostro comparto e costituisce un ostacolo all’attribuzione del suddetto codice ATECO.
Molto, dell’attività associativa, è gravitato attorno alla parola export; è corretto?
Diciamo che l’anno appena trascorso è ruotato attorno ad alcune attività che avevamo già indicato negli esercizi annuali precedenti e che, nonostante le difficoltà, abbiamo portato avanti con impegno. Molte di queste erano, come giustamente detto, finalizzate ad aprire le porte all’export per le nostre aziende, e mi riferisco soprattutto a quelle più piccole.
Nel corso dell’anno, oltre alla Conferenza in Serbia e alla chiusura dell’accordo per la nascita dell’Italian Serbian Cooperation Platform e alla presenza a Le Cat 2014 - Carrefour d’Affaires et de Technologies in Tunisia, abbiamo organizzato missioni esplorative in Marocco e Albania, avviato contatti più stretti con l’ITA-ICE (Italian Trade Agency) e con la Farnesina in modo da avere maggiore supporto sui mercati esteri. In questo modo, abbiamo proseguito nella nostra politica di creare collegamenti utili per i nostri associati anche a livello Comunitario: il nostro intento rimane quello di creare una rete di conoscenze a livello dei mercati potenzialmente aggredibili (tramite ICE-ITA e Farnesina appunto) e contemporaneamente una rete di comunicazione a livello europeo (Bruxelles). Certo le informazioni non sono sufficienti, servono le persone, ed è per questo che ci siamo mossi presso gli uffici di Roma per avviare e gestire i contatti diretti.
Su tutto, però, merita spendere qualche parola su quanto fatto per la collaborazione tra Italia e Serbia …
Senza dubbio. Il prossimo 13 aprile verrà siglato un accordo di cooperazione, denominato Italian Serbian Cooperation Platform (ISCP), tra le delegazioni ad alto livello di Italia e Serbia, che costituirà la base per futuri sviluppi sul tema della Fabbrica Intelligente. Nella stessa giornata inaugureremo la prima sede all’estero di AIDAM la cui responsabilità verrà affidata al Professor Petrovic ,titolare della cattedra di Ingegneria Meccanica presso l’Università di Belgrado, che si occuperà, non solo degli aspetti tecnico istituzionali dell’ISCP, ma assicurerà anche un punto di riferimento per le nostre aziende sul territorio serbo e in futuro per l’intera area balcanica.
Questa iniziativa che, non abbiamo dubbi, darà i suoi frutti in futuro, verrà replicata anche negli altri Paesi dove stiamo avendo contatti ad alto livello da più tempo. In particolare vorrei segnalare che quest’anno organizzeremo delle collettive associative in Tunisia a giugno e in Marocco a dicembre.

Parlando di Fabbrica Intelligente viene in mente un tema caro all’AIdAM, quello della formazione e della conoscenza: cosa è stato fatto?
Proprio con l’intento di formare figure professionali adatte alle nostre aziende abbiamo portato avanti i contatti con l’ITCS Erasmo da Rotterdam per la formazione intermedia di personale meccatronico, mentre per le figure di alto management stiamo patrocinando il Master in Meccatronica dell’Università LIUC di Castellanza.
Ci siamo inoltre iscritti sia all’AFIL (Fabbrica Intelligente Lombardia), sia al cluster Fabbrica Intelligente Nazionale, perché riteniamo sia importante avere un canale di comunicazione aperto verso questo mondo, del quale siamo una parte rilevante. Ci siamo inoltre accreditati presso il Club della Meccatronica di Modena, e iscritti all’AIS3 di Belgrado e a Confindustria Serbia.
Temi quali Industria 4.0, Internet of Things, la manifattura additiva, il digital manufacturing, insieme a tutti gli altri aspetti della Fabbrica del Futuro, fanno parte del nostro lavoro quotidiano, e compito della nostra Associazione è cercare di spingere le aziende a tenersi aggiornate, fare squadra e proporre nuove soluzioni ai propri clienti, convinti come siamo che oggi la competizione si giochi più sul piano della conoscenza che su quello economico.
Occorre inoltre dire che tutta la struttura dei fondi destinati agli investimenti in innovazione (sia italiani che europei), passeranno attraverso i cluster, ed è importante che le aziende ne facciano parte, non solo come iscrizione, ma anche partecipando in maniera attiva ai vari tavoli tecnici. Sarà quindi fondamentale che gli associati si iscrivano all’Associazione regionale relativa alla propria sede, partecipino alle riunioni che verranno organizzate e si mantengano in contatto con la nostra Direzione che potrà svolgere una efficace azione di regia a livello nazionale.

Internazionalizzazione, formazione e non poteva certo mancare il tema aggregazioni…
Come Associazione cerchiamo di dare il buon esempio mantenendo contatti aperti in varie direzioni e nel corso del 2014 (ma stiamo proseguendo anche nel 2015) i rapporti, in particolare con UCIMA, sono stati continui per valutare le potenziali sinergie a vantaggio degli Associati, mentre con Assofluid e AIPI continua la collaborazione avviata oramai da tempo.
Certo, non dobbiamo nasconderci che l’intero sistema associativo italiano, a partire dal sistema confindustriale, è in una fase di cambiamento epocale e, a oggi, non riusciamo a vederne bene i contorni futuri ne tanto meno poterne valutare le conseguenze.
È soprattutto per questa ragione che stiamo aspettando per capire quale sarà l’evoluzione e cosa accadrà in futuro: AIdAM non ha problemi, non ha necessità impellenti di “convergere” con altre associazione e siamo nelle condizioni di poter valutare con calma soprattutto nell’interesse delle nostre aziende.
Il senso di appartenenza, la rappresentatività e l’autonomia gestionale rimangono aspetti che, come Associazione, riteniamo centrali e non discutibili. Ma siamo comunque certi che, così come spingiamo le aziende ad aggregarsi, altrettanto dovremo fare come Associazione, sempre nell’interesse delle aziende associate, cercando di fornire strumenti sempre più efficaci per affrontare la competizione che, a nostro giudizio, sarà sempre più internazionale e quindi sempre più complessa.
Su questo tema, sappiamo che alcune aziende associate stanno tentando di creare un aggregazione per il mercato nord-americano: come sempre stiamo dando tutto il nostro supporto a questa iniziativa e nel caso vi fosse qualcuno interessato a questo mercato può segnalarcelo.
È comunque nostra intenzione affrontare il tema aggregazioni attraverso un Convegno o una tavola rotonda, utile soprattutto per aggredire i mercati internazionali: in pratica cercheremo di realizzare un incontro sulle “best practices” di settore e chiederemo il supporto delle aziende, associate e non, che hanno già affrontato questo passaggio.
Non ci dimentichiamo certo dei nostri territori, e quindi abbiamo di recente avviato contatti di collaborazione con Euroimprese, agenzia di sviluppo del territorio e incubatore di start-up operante nell’area nord Lombardia, accreditata presso la Comunità Economica Europea, sempre con l’intento di creare contatti potenzialmente utili per le nostre imprese.
Stiamo inoltre cercando di dare supporto ad alcune start-up nel settore della manifattura additiva perché riteniamo che in questo comparto potrebbero esserci sviluppi imporatanti per le nostre aziende.

Spenderei, infine, qualche parola in merito alla nostra fiera di riferimento, Mechatronika: quando si farà?
Nel corso dello scorso non era prevista; ciò nonostante, anno abbiamo realizzato uno spazio espositivo in BIMU con buona soddisfazione delle aziende partecipanti. Ma è proprio sul tema della fiera che abbiamo una grossa novità: a fronte degli incontri e delle valutazioni effettuate con Fiera Milano e la Fiera di Hannover, la prossima edizione di Mechatronika avrà una sponsorizzazione a livello internazionale e vedrà la partecipazione massiccia di aziende dall’estero, proprio grazie al supporto commerciale dell’Hannover Messe. Non solo, ma l’evento farà convergere a Mechatronika più settori merceologici, in passato appartenenti ad altre manifestazioni, e costituirà uno spaccato importante dei costruttori di Automazione e Meccatronica in Italia.
Per costruire un evento del genere abbiamo però bisogno di tempo e realizzarlo nel 2015, a ridosso della EMO e con l’EXPO in conclusione, era troppo rischioso. Inoltre, per evitare la concorrenza con altre fiere importanti, penso principalmente ad Automatica nel 2016, si è ritenuto opportuno portare la prossima edizione al 2017.
La data è lontana ma nel frattempo verranno organizzati eventi a supporto: se ne è già verificato uno ad Hannover con l’aperitivo per le aziende italiane espositrici intitolato a Mechatronika e altri ne seguiranno per mantenere alta l’attenzione su questo evento.
Non vi nascondo che attendere cosi tanto tempo sia elemento di preoccupazione, ma l’intenzione è quella di costruire finalmente un evento di portata internazionale e per farlo serve un accordo, appunto internazionale, che ore abbiamo. L’obiettivo è, non solo quello di portare i potenziali clienti esteri a visitare questa fiera, ma anche ricordare che rimaniamo un paese a forte vocazione manifatturiera e che per i visitatori italiani la nuova Mechatronika costituirà un evento importante al quale non mancare. Invito quindi, fin d’ora, soprattutto i costruttori di macchine, a mettere a calendario, e preventivare, la partecipazione all’evento in modo tale che anche la “meccatronica made in Italy” abbia finalmente la sua vetrina qualificata.

 

Let Me Tell You About a Whole Year of Association Activity

Last 20th April we met Alessandro Torsoli, President of the Italian Association of Automation and Mechatronics, at the annual AIdAM assembly, held at the prestigious and innovative background of BioRobotics Institute, Scuola Superiore Sant’Anna, at Polo Sant’Anna Valdera. We had indeed the opportunity to discuss about the current market of this sector and to report about the whole activity performed by the trade association during the year. Actually, this was the starting point of our interview.the interview.

by Fabrizio Garnero 

President Torsoli, what can you tell us about the year 2014 of your association?
I would say the year 2014 was featured by transition and change, as we have deeply renewed some of the association offices, thus replacing some well-established people who had been with use since the foundation of the association itself. We think we did quite a good job, and I would like to thank publicly either the Board of Directors or the Executive Board for both time and commitment dedicated to the association. Quite a special thanks goes to Milena Longoni from Image S who brought a touch of class and elegance into our Boards of Directors, in addition to her professional expertise.
In 2014 we also performed quite an important administrative step, as we provided the association with a VAT number, in addition to the shift to cost accounting with a different regime compared to the past and the administrative management with an accountant. The year 2015 will also be a transition year between the old and the new management. The member companies are supposed to be still a little patient and work on two different forms as for balance sheet analysis. Since the year 2016 we will be able to have the papers related either to budget plan or to final balance with the new method.

As for the market, which scenario has featured the activity of the member companies? Can we say that we are at least out of the swamp?
I would rather start by drawing a sort of “picture” of the current Italian economic situation and by focusing my attention on the market in order to understand whether or not we managed to get out of the crisis. Unfortunately, my considerations have to deal with some quite worrying data. In fact, during the year 2014, around 14,000 companies closed down. Since the beginning of the crisis, back in 2008, more than 82,000 companies have closed down indeed. More than 1 million jobs have been lost and the Italian GNP had a 9.1% decrease compared to the peak reached just before the crisis, back in 2007. According to several studies, half of this reduction won’t be recovered until the year 2019. The remaining half will have to face even a long-lasting loss. The overall unemployment rate is close to 13% and the juvenile unemployment rate is close to 43%.
The reduction of domestic market has been slight lower than 20%, only partly balanced by the increase of the export rate that, luckily, proves indeed that our industrial fabric is still lively. The double, deep and long recession has significantly affected the growth potential of our country, thus lowering it from the former 1.1%, less than 0.5% in the middle term. Compared to the quite modest results of the former decade (1997-2007), currently the potential GNP is lower than 12.6%, that is to say that a share of more than 200 billion euro of the GNP has been lost. We all know these quite impressive data, however they show clearly the recent trend of the Italian manufacturing system.
Despite all this, I have quite positive feelings, as I can say that I see the turning point, even though we have not been helped at all by the national politics. The QE by the European Central Bank, the decrease of euro and oil price could give us a push to get out of the longest and most challenging economic crisis that Italy has ever faced. It won’t be fast, and we must be quite prudent, also considering the international situation, however it would be important to manage to start a recovery that has been quite long awaited.
A positive sign is the memory of the International Davos Conference, back in 2013, when the experts said that the recovery would begin in 2015. It was quite true indeed: we are experiencing a slight however favourable recovery that should last at least 10 years: let’s hope so!
Of course, in such a complex situation, we can say that the situation of our sector is quite good. Unfortunately we don’t have any specific data about our sector, and this is something I would like to talk about later. I will refer to the data by UCIMU, which can give us quite a reliable picture of the situation of our companies.
In the fourth quarter of 2014, the index of machine tool orders had a 19.1% increase compared to the same period of the previous year. The absolute value was equal to 138.4 (base: 2010=100). The overall result was due to the positive feedbacks from the manufacturers, either in Italy or abroad.
The index of orders from abroad had a 19.3% increase compared to the months from October to December, 2013. The index of domestic orders still had an 18.8% increase compared to the same period in the previous year. On an annual basis, the index had a 14.7% average increase compared to 2013.
Such a result was due to either the positive trend of manufacturers’ performance in the foreign market (+10.1%) or the good feedbacks coming from the domestic market (+37.2%). In the latter, we have experienced a pulse on investments in assets, relying on the support of the new “Sabatini” Law. Including the latest survey, a growth trend has been recorded along five straight quarters; this can be certainly considered as a positive sign for the next future, as the orders are supposed to turn into manufacturing activity in the next six/eight months.
Back to our considerations, the interviews released to our Executive Board by our member companies show that the domestic market seems to recover, mainly as for machine manufacturers, which complained about long-lasting difficulties in the former quarters. On the other hand, as for components or subsystems suppliers the trend keeps on being quite positive. These are indeed important signs that show that our hopes are slowly turning into an actual reality. Finally, I would like to talk about a general trend that seems to be quite worrying indeed, however featured by signs of recovery: perhaps we are close to the turning point and we need to put a lot of commitment in order to take advantage from the current positive trend.

Let’s hit the nerve now: what did you mean when you talked about the specific data of your sector?
Actually, this issue means a lot to me, as it is closely connected to the assignment of a specific ATECO code for our sector. Unfortunately, despite the efforts that we put on it, we will have to wait until 2018, when ATECO commission, located in the United States, is supposed to evaluate the several requests for codes and take a decision. I can add that this commission hasn’t met since 2008: I consider this as a proof that even foreign red tape is not perfect sometimes. Despite all this, we don’t give up and carefully follow this issue, as proven by our communication to ISTAT, the Italian National Institute for Statistics, which is compulsory and will allow us to obtain a temporary code that is supposed to be later approved by the World Commission.
While waiting for our ATECO code, we can say that it is very important to know, and let people know, who we are and what we actually do: therefore, we have created a department that will be in charge of the next statistical research in the field of Automation and Mechatronics. It is supposed to start this year and its results will be released in the month of September, 2015. The research will be performed and filled online, by means of the website of the associations, through the attribution of usernames and passwords and relying on some automatic checks. Besides, we have decided to put one of our employees in charge of inviting the member companies to take part to this research, as we have quite a lot of expectations in terms of data collection. These will allow us to compare the trend of the field year by year. I would also like to invite the readers of this magazine to take part to the research, as the lack of significant statistics certainly disadvantages the visibility of our trend, besides being an obstacle for the assignment of the already mentioned ATECO code.

A significant part of the association activity deals with the word “export”. Is it true?
We can say that last year was featured by some of the activities that we had mentioned in the former annual financial cycles. Despite all the difficulties, we managed to bring forward these activities by putting a lot of commitment. As already mentioned, many of these activities were addressed to promote exports for our companies, mainly the smallest ones. During the year, in addition to the Conference in Serbia, the sign of the agreement for the creation of the Italian Serbian Cooperation Platform and the participation to Le Cat 2014 - Carrefour d’Affaires et de Technologies in Tunisia, we have also organized some business tours to Morocco and Albania, promoted some close relationships with the ITA (Italian Trade Agency) and with the Ministry of Foreign Affairs, in order to get a better support in the international market. Therefore, we have brought forward our policy aimed at promoting some useful connections for our member companies also within the EU: our goal is still to create a network within the markets that are potentially interesting (through the ITA and the Ministry of Foreign Affairs, of course) and, at the same time, an European communication network (Brussels). Certainly, only the information is not enough: people are important and for this reason we have turned to Rome in order to promote and manage direct relationships.

I think it’s important to say something more about the Italian Serbian cooperation...
Of course. On the 13th of April a cooperation agreement, named Italian Serbian Cooperation Platform (ISCP), was signed between high-level Italian and Serbian delegations. It will be the base for the future developments of Smart Factory. On the same day, the very first AIdAM headquarters abroad was inaugurated. Prof. Petrovic, Professor of Mechanical Engineering at the University of Belgrade, will manage it not only by taking care of the technical and institutional aspects of ISCP, but also by acting as a reference for our companies that work in the Serbian territory and, in the future, in the whole Balkan area. We really think that this initiative will be fruitful in the future and will be repeated also in those countries where we have been building high-level relationships for quite a long time. In particular, I would like to mention that some more group exhibitions are scheduled in Tunisia next June and in Morocco next December.

Talking about Smart Factory, I recall a hot issue for AIdAM, that deals with education and knowledge: what has been done as for this issue?
With the aim to provide training for professionals who are suitable for our companies, we have promoted relationships with ITCS “Erasmo da Rotterdam” as for intermediate training of mechatronic workers. On the other hand, we are currently supporting the Post-Graduate Degree in Mechatronics at the LIUC University in Castellanza as for high-level management.
Besides, we have signed up to either AFIL (Lombardy Smart Factory) or national Smart Factory, as we believe that relying on a communication channel towards this world is quite an important thing and we aim to play a relevant role on it. We have also enrolled at Modena Mechatronics Club and signed up to AIS3 in Belgrade and the Serbian Industrial Federation. Issues such as Industry 4.0, the Internet of Things, additive manufacturing, digital manugacturing, along with all the other aspects related to the Factory of the Future, have to be part of our daily activity. One of the tasks of our association is to persuade our member companies to be always up-to-date, promote networking and offer new solutions to their customers, as we strongly believe that the competition currently deals with knowledge more than simply economy. In addition, we have to say that the funds addressed to investments on innovation (either Italian or European funds) will be supplied through the clusters. For this reason, it is important for companies to be part of them, not only by signing up, but also by actively participating to the several workshops. The member companies should then sign up to the regional association closer to their headquarters and take part to the meetings that are organized. They should also keep in contact with our management, which is supposed to act as an overview structure on a global scale.

Internationalization, training and, last but not least, networking...
As an association, we try to set an example by keeping business relationships in several directions. In 2014 (however we are trying to continue also in the current year) we have promoted continuous relationships with UCIMA, the Italian Packaging Machinery Manufacturers Association, in order to evaluate any potential synergy on behalf of our member companies. On the other hand, the long-lasting collaboration with Assoluid and AIPI goes on.  Of course, we have to consider that the Italian association system as a whole, starting from the Italian Industrial Association, is facing a huge change. Nowadays, it is not easy to predict the future of the field or evaluate the effects of such a change. This is the main reason why we are still trying understand both its evolution and what will happen in the future. AIdAM doesn’t have any problem or need to merge with other associations: we can patiently evaluate all the option on behalf of our member companies. Group identity, representativeness and managerial independence are indeed key aspects for our association. However we do believe that, just like we push networking among our companies, we will have to do the same as an association, always on behalf of our member companies, thus trying to supply tools that are more and more effective in order to face the current market competition. In fact, we believe that the latter will deal more and more with the global market, thus getting more and more difficult.
On this issue, we know that some of our member companies are trying to create a network for entering the North American market: as usual, we are ensuring them our support and, in case some more companies are interested in entering this market, please tell us. Therefore, we aim to face the issue of networking by promoting a conference or a round table, useful above all to tackle the international markets. Indeed, we will try to promote a meeting that deals with sector best practices. We will also try to be supported by either member companies or non-member companies that have already had this experience.
Of course, we don’t want to forget about our territories, so that we have recently promoted business relationships with Euroimprese, an agency working in the North of Lombardy and qualified by the EEC, which takes care of developing the territory and favouring the creation of start-ups. The aim is once more to promote relationships that may be potentially useful for our member companies. We are also trying to support some start-ups in the field of additive manufacturing, as we believe that some important developments for our member companies might involve this sector.

Finally, I would like to say something about our reference trade fair, Mechatronika: when is it scheduled?
It was not scheduled last year; nevertheless, we have created an exhibition space within the BIMU with a good feedback from the companies that took part to the event. However we have quite a great news about the trade fair: following the meetings and the evaluations made with Fiera Milano and Hannover Messe, the next edition of Mechatronika will have an international sponsorship and will be featured by a huge participation by foreign companies, thanks to the commercial support of Hannover Messe. In addition, the event will allow Mechatronika to rely on several sectors that belonged to other exhibitions in the past. It will be a very important event for the Italian manufacturers of automation and mechatronics. In order to give life to such an important event, we do need time and we thought it would be too risky to set a 2015 edition, too close to both EMO and the end of the EXPO in Milan. Besides, in order to avoid the competition with other trade fairs - I am talking about Automatica in 2016 - we decided to set the next edition in 2017. It seems quite far away indeed. In the meantime, some more supporting events are scheduled. One of these already happened in Hannover, the aperitif with the Italian exhibitors in the name of Mechatronika, and some more event will follow with the aim to keep the attention on the event quite high.
Honestly, the fact that we have to wait for such a long time is quite worrying, but we want to create an actual international event. In order to do that, we needed an international agreement, and now we have it. Our goal is not only to make potential foreign customers visit the fair, but also to remind the strong manufacturing identity of our country. Indeed, as for Italian visitors the new Machatronika will be a very important event: they cannot miss it. Therefore, I would like to invite mainly machine manufacturers to schedule their participation to the event, as “made in Italy” mechatronics may have at least its qualified showcase.


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