AIdAM

I 25 anni di AIdAM tra alta tecnologia e innovazione

Nata nel 1999 con il nome di AIdA per rappresentare le aziende del settore dell’assemblaggio automatico, AIdAM ha festeggiato 25 anni di collaborazione tra imprese, internazionalizzazione e innovazione tecnologica. Negli anni, AIdAM ha consolidato la sua presenza nel settore meccatronico, contribuendo alla standardizzazione contrattuale, alla protezione del know-how industriale e allo sviluppo di progetti con università e istituzioni. Ripercorriamo insieme le tappe fondamentali di questi 25 anni, che hanno visto il mondo cambiare e l’associazione crescere ed evolversi con lui.

Il percorso dell’Associazione Italiana di Automazione Meccatronica (AIdAM) è un racconto di evoluzione, visione e adattamento che abbraccia 25 anni di storia. Fondata nel 1999 con il nome AIdA (Associazione Italiana di Assemblaggio), l’iniziativa nacque dalla lungimiranza di pionieri come Giuseppe Massaro, Elio Vegetti e Massimo Vacchini, desiderosi di rappresentare un settore emergente. L’obiettivo era creare un punto di riferimento per le aziende operanti nell’assemblaggio automatico, un comparto allora poco valorizzato ma con un enorme potenziale di crescita.

Dai primi incontri presso l’Hotel Michelangelo di Milano alla costituzione ufficiale il 15 settembre 1999, la nuova associazione si impegnò a consolidare la collaborazione tra le aziende, proponendosi come portavoce di istanze comuni. Il primo presidente, Elio Vegetti, guidò l’associazione verso una dimensione nazionale, il successore Gianluigi Viscardi favorì lo sviluppo di contratti di fornitura standardizzati e polizze assicurative ad hoc per il settore. AIdA intraprese sin da subito un percorso di internazionalizzazione, affiliandosi alla confederazione europea EFAC (European Factory Automation Committee) e partecipando a fiere e missioni imprenditoriali.

1999-2008: i primi passi dell’associazione

Il primo quinquennio vide crescere la base associativa e l’avvio di progetti ambiziosi. Tra questi, la collaborazione con università come quella di Brescia per ridurre il divario tra formazione accademica e applicazione pratica, un tema centrale per il settore. Parallelamente, l’associazione lavorò su iniziative di tutela del know-how industriale, sviluppando un accordo con la SIAE per il deposito protetto dei progetti aziendali. Le prime attività dell’associazione puntarono anche alla comunicazione esterna per promuovere il logo AIdA, coinvolgendo un numero crescente di aziende e istituzioni. Un altro passaggio importante fu la fiera AmmTech, organizzata da Publitec e promossa da AIdA, una rassegna dedicata al settore dell’assemblaggio la cui prima edizione si tenne a Vicenza nel 2001. La rivista Soluzioni di Assemblaggio (oggi Soluzioni di Assemblaggio & Meccatronica) edita da PubliTec diede eco a questo appuntamento dedicando diverse pagine e raccontando le tecnologie messe in campo dalle migliori aziende italiane e non. Numerose aziende del settore, anche non associate, aderirono esponendo molte macchine di assemblaggio e di montaggio.

Proprio in quegli anni si sviluppò un crescente interesse per il mondo della visione artificiale, anello fondamentale per la robotica industriale che portava le applicazioni a uno stadio di apprendimento e di automazione superiore. Così nel 2006 AIdA costituì il gruppo merceologico IMVG (Italian Machine Vision Group), un vero tavolo di lavoro che riuniva attori diversi del mondo della visione per affrontare temi comuni e contribuire al suo sviluppo, attivo ancora oggi.

2009-2019: dieci anni di crescita e cambiamenti

Nel 2009 AIdA si trasformò in AIdAM, riflettendo la transizione verso un’industria sempre più meccatronica. Questo cambio di nome segnò anche un ampliamento del perimetro operativo, con un’attenzione crescente alla formazione universitaria e alla promozione del “made in Italy” tecnologico all’estero. La nuova presidenza di Alessandro Torsoli si caratterizzò per una maggiore apertura internazionale, culminando nell’apertura di uffici in Serbia e Repubblica Ceca e nella partecipazione a fiere in Paesi emergenti come Tunisia e Marocco. Questi passi consolidarono AIdAM come interlocutore privilegiato per lo sviluppo dell’automazione meccatronica.

Gli anni successivi al 2014 rappresentarono un periodo di consolidamento e innovazione per AIdAM, che divenne un punto di riferimento per la meccatronica italiana. Durante questo periodo, l’associazione non solo promosse la formazione tecnica attraverso la creazione della Rete M2A, una rete di istituti tecnici volta a colmare il gap formativo nel settore, ma siglò anche un protocollo con il MIUR per definire linee guida per i laboratori di meccatronica. Il lancio di un manuale tecnico adottato da scuole di tutta Italia segnò un traguardo importante per l’educazione nel settore. Allo stesso tempo, AIdAM intensificò la sua presenza a fiere e convegni nazionali e internazionali, come SPS e Didacta, consolidando la propria immagine.

2020-oggi: un nuovo corso

Il Consiglio Direttivo AIdAM per il triennio 2024-2027. aidam I 25 anni di AIdAM tra alta tecnologia e innovazione AIdAM raffaele
Il Consiglio Direttivo per il triennio 2024-2027, con l’attuale Presidente Raffaele Barile.

La pandemia del 2020 rappresentò una battuta d’arresto, ma anche un’occasione per ripensare strategie e obiettivi. La riorganizzazione interna portò a un rilancio delle attività. Durante questo periodo, furono avviati progetti innovativi come l’ufficio studi e il magazine digitale “AIdAMinFORMA”, che divennero strumenti preziosi per aggiornare le aziende associate e il settore più ampio. Nonostante le difficoltà, AIdAM dimostrò resilienza e capacità di adattamento, rinnovando il proprio impegno verso la formazione e l’internazionalizzazione.

Il 2024 rappresentò un anno cruciale con l’ottenimento di codici ATECO specifici per il settore automazione, un risultato storico che valorizza ulteriormente il comparto. Questo traguardo, frutto di anni di dialogo con ISTAT, consentirà in futuro analisi più precise e opportunità commerciali mirate. L’associazione continuò a crescere, ampliando la base associativa e intensificando le collaborazioni con istituzioni nazionali e internazionali. Le fiere all’estero e i numerosi contatti con le Camere di Commercio hanno permesso negli anni di creare canali fruttuosi sia per l’associazione che per le aziende, non solo network e contatti istituzionali che hanno riconosciuto l’autorevolezza di AIdAM ma anche eventi B2B e opportunità commerciali al servizio della crescita del settore.

Oggi, AIdAM si presenta come un pilastro dell’automazione e della meccatronica, pronta a affrontare nuove sfide con una base solida di 25 anni di successi e oggi oltre 80 aziende associate. Il suo percorso è la testimonianza di come la collaborazione tra aziende e istituzioni possa trasformare un settore industriale, rendendolo un motore di innovazione e competitività a livello globale.

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