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AIdAM, forte preoccupazione per il taglio del credito d’imposta Transizione 5.0

AIdAM, Associazione Italiana di Automazione Meccatronica, commenta in modo preoccupato la scelta del governo di tagliare il credi d’imposta per il piano Transizione 5.0: “Un taglio retroattivo che mina la fiducia delle imprese e rallenta lo sviluppo industriale del Paese”. Pubblichiamo il commento dell’associazione su questo decreto fiscale.

L’Associazione Italiana di Automazione Meccatronica (AIdAM) esprime forte preoccupazione e contrarietà rispetto alle disposizioni introdotte dal decreto fiscale pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 marzo 2026, con specifico riferimento al taglio del credito d’imposta previsto per le imprese che hanno effettuato la prenotazione nell’ambito della misura Transizione 5.0.

Il provvedimento prevede una riduzione del 65% del credito d’imposta già prenotato, con effetti retroattivi su investimenti che le aziende del settore hanno già effettuato in piena buona fede, facendo legittimo affidamento sulle norme vigenti e sulle rassicurazioni formalmente espresse dai Ministri competenti alla fine del 2025. Sono colpite, inoltre, le imprese che avevano investito in fonti di energia rinnovabile ad alta efficienza, espressamente incentivate dalla misura originaria.

Si tratta di una decisione che, nel merito, lede il principio fondamentale del legittimo affidamento e, nel metodo, erode quella fiducia istituzionale che è presupposto indispensabile per qualsiasi politica industriale efficace. Le imprese del comparto dell’automazione industriale – che investono su orizzonti pluriennali, pianificano l’aggiornamento tecnologico con anni di anticipo e assumono impegni finanziari rilevanti – non possono operare in un contesto di incertezza che porterebbe solo ad una riduzione drastica degli investimenti e al rallentamento dell’economia è il commento.

AIdAM comprende le difficoltà di bilancio che caratterizzano questo momento e riconosce che la transizione digitale e green del sistema produttivo italiano sia un obiettivo condiviso. Tuttavia, proprio per questo, ritiene imprescindibile che le misure di incentivo siano gestite con coerenza, continuità e rispetto degli impegni assunti: è nell’interesse del Governo stesso garantire la fiducia degli operatori economici, senza la quale anche le politiche industriali più ambiziose rischiano di risultare inefficaci.

Per queste ragioni, AIdAM avanza le seguenti richieste:

1. Riconoscimento integrale dell’incentivo: le aziende che hanno completato i propri investimenti nel rispetto delle regole vigenti devono ricevere il credito d’imposta nella misura originariamente prevista, senza riduzioni retroattive.

2. Apertura immediata di un tavolo di confronto istituzionale: si chiede al Governo di convocare con urgenza un tavolo con le associazioni di categoria coinvolte, al fine di definire soluzioni condivise ed evitare effetti negativi sui mercati.

3. Garanzia di stabilità normativa per le future misure di incentivo: le politiche industriali, per essere efficaci, richiedono prevedibilità e certezza delle regole nel tempo. Si invita il Governo a istituire meccanismi che prevengano il ripetersi di simili situazioni.

4. Dare un forte segno di stimolo all’industria sul tema dell’iperammortamento: lavorare congiuntamente con i settori per la realizzazione di un decreto attuativo già previsto nell’ultima legge di bilancio e abilitare una ripartenza dell’economia tramite uno strumento utile per chi investe in beni strumentali innovativi.

AIdAM si rende disponibile al dialogo costruttivo con il Governo e con tutte le istituzioni competenti, convinta che solo attraverso una collaborazione strutturata tra settore pubblico e privato sia possibile sostenere la competitività industriale italiana, favorire l’occupazione qualificata e accompagnare le imprese nel percorso di transizione tecnologica ed energetica che il mercato globale richiede.

L’Italia ha bisogno di un sistema produttivo forte e innovativo. Questo obiettivo non può essere perseguito senza la fiducia delle imprese che ogni giorno investono nel Paese.

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