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Wednesday, 18 Ottobre 2017
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Il “matrimonio” del secolo per la saldatura robotizzata

Con il taglio del nastro avvenuto lo scorso 17 maggio in occasione di fiera Lamiera, a Milano, di fatto è nato il nuovo polo italiano per la saldatura automatica e robotizzata. Parliamo di Roboteco - Italargon, il nuovo connubio che unisce le lunghe tradizioni, le esperienze, le competenze e il blasone di due realtà storiche e importanti del panorama italiano della saldatura automatizzata, a tutto vantaggio del potenziale mercato di riferimento.

di Fabrizio Garnero

Giugno Luglio 2017

50 esperti, in massima parte ingegneri e tecnici. Una base installata di 3.000 impianti in Italia e all’estero. Oltre 900 clienti attivi per un fatturato di circa 20 milioni di euro. Sono queste le principali cifre che caratterizzano la nuova realtà italiana per la saldatura automatica e robotizzata nata lo scorso maggio dalla salda alleanza esistente tra Roboteco e Italargon. Il taglio del nastro ufficiale è avvenuto durante l’apertura della nuova edizione di Fiera Lamiera a Milano, dove è stato appunto annunciato l’accordo tra Roboteco S.p.A. e SIAD Macchine e Impianti S.p.A., accordo che prevede il conferimento della Divisione Italargon di SIAD Macchine Impianti S.p.A. a Roboteco a partire dal 15 maggio 2017. Sempre da questa data, SIAD Macchine Impianti S.p.A. ha, di fatto, una partecipazione in Roboteco S.p.A.

Un riferimento assoluto per la saldatura
Il “matrimonio” tra le due realtà rappresenta un momento epocale nella storia della saldatura automatica e robotizzata nel nostro Paese e nasce da percorsi affini che hanno portato le aziende a essere riferimenti autorevoli nel settore. Italargon, con oltre 60 anni di storia in Italia e nel mondo, è la divisione di SIAD Macchine Impianti dedicata alla progettazione, realizzazione e manutenzione di impianti per la saldatura, il taglio e la manipolazione, sia nella fornitura di linee di produzione complete automatizzate, che di impianti automatici e semiautomatici e di celle robotizzate chiavi in mano. Roboteco, fondata nel 1988 come Divisione del Gruppo Salteco di Milano, si è costituita in S.p.A. nel 2001 e, grazie alla lunga collaborazione con Panasonic fin dal 1991, si è affermata progressivamente sia nell’ambito dell’automotive che della General Industry. Nel corso degli anni si è specializzata nella promozione e integrazione nei propri impianti della tecnologia giapponese Tawers, un modello rivoluzionario, ormai diffuso in tutto il mondo, che prevede la fusione completa tra robot e saldatrice. In base all’accordo viene mantenuta l’operatività delle tre sedi di Limito di Pioltello (MI), Ceranesi (GE) e Curno (BG), garantendo così la continuità e la consueta efficienza del servizio pre e post-vendita. “Questa “salda alleanza” consente di porre a fattore comune, a beneficio di tutti i clienti attuali e futuri, la lunga tradizione, le ottime capacità di progettazione, integrazione e assistenza e la riconosciuta competenza sui processi di saldatura, creando così un polo di riferimento assoluto per il settore” ha affermato Sandro Santamaria, CEO di Roboteco di S.p.A.

Si parte dalla Spagna per conquistare il “nuovo mondo”
Il business plan della nuova Roboteco - Italargon ha già in agenda quattro progetti importanti che la vedono impegnata fin da subito, come ha sottolineato Sandro Santamaria nel corso del suo intervento prima del taglio del nastro realizzato insieme a Bernardo Sestini, Deputy Chairman di SIAD, Anna Salvetti, Responsabile Marketing del Gruppo Salteco e al signor Pievani, ex direttore generale di Italargon ormai in pensione e per l’occasione invitato per dare un segno di continuità. Tornando ai progetti futuri, il primo e forse quello al momento più accattivante, è legato al mercato spagnolo. “Panasonic ha, infatti, offerto a Roboteco - Italargon la possibilità di seguire questo mercato che per la saldatura è di fondamentale importanza, in virtù del fatto che quest’anno toccherà i 3 milioni di autovetture prodotte” spiega Santamaria. “Per dare un ordine di grandezza, in Italia se ne producono meno di 800.000, quindi si capisce bene l’entità e il potenziale che questa nazione rappresenta per noi. Panasonic ha riconosciuto gli ottimi risultati raggiunti nell’automotive italiana e ha chiesto di replicare lo stesso modello nel mercato iberico ed è quello che stiamo già iniziando a fare con impianti progettati e prodotti a Milano, Bergamo o Genova nelle nostre tre sedi che, come detto, verranno mantenute”. “Ma non solo” interviene Anna Salvetti. “Italargon, dal canto suo, è molto forte all’estero grazie alla rete commerciale SIAD, in particolar modo nell’Est Europa. Questo ci darà la possibilità di lavorare bene ed espanderci ulteriormente anche in questa direzione. Tra l’altro, Italargon vanta un know-how invidiabile sul fronte delle cosiddette macchine di saldatura automatiche dedicate ma non robotizzate, dove integra molti processi innovativi e interessanti che ci permetteranno di accrescere ulteriormente il nostro bagaglio di competenze e conoscenze, soprattutto nel campo delle applicazioni di riporto a mezzo saldatura. All’interno del gruppo Salteco vi è, infatti, Castolin, di cui siamo esclusivisti per l’Italia, che commercializza i prodotti speciali per saldatura, e che con Italargon siamo convinti farà un ottimo lavoro nel campo delle macchine speciali”. Il quarto e ultimo progetto è forse quello più affascinante in quanto, come ha spiegato nuovamente Santamaria, “caratterizzerà in modo importante il futuro di Roboteco - Italargon. Questo sarà, con ogni probabilità, l’ultimo in ordine di tempo a essere concretizzato, ma forse sarà il progetto più determinante in quanto ci permetterà di entrare in modo autorevole in un mercato per noi finora inesplorato, ovvero quello della saldatura laser. Panasonic ha, infatti, acquisito nel gennaio di quest’anno l’americana Theradiode, produttore di sorgenti laser a diodi diretti. Questo ci permetterà di realizzare macchine e impianti di saldatura laser con una soluzione tecnologica totalmente integrata concettualmente simile al Tawers, consentendoci di entrare da protagonisti anche in questo nuovo mondo”.

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