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Sunday, 28 Maggio 2017
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La pannellatura adattativa: qualità garantita e costante nel tempo

Grazie alla tecnologia adattativa MAC 2.0, la pannellatrice Salvagnini misura in tempo mascherato eventuali variazioni del materiale in lavorazione che, se rilevate fuori dalle tolleranza accettabili, vengono compensate automaticamente tramite l’aggiustamento dei movimenti delle lame. Grazie alla tecnologia adattativa MAC 2.0, la pannellatrice Salvagnini misura in tempo mascherato eventuali variazioni del materiale in lavorazione che, se rilevate fuori dalle tolleranza accettabili, vengono compensate automaticamente tramite l’aggiustamento dei movimenti delle lame.

La pannellatrice P4 di Salvagnini è progettata per il futuro, per evolvere e per soddisfare le mutevoli tendenze produttive. È ideata per essere facilmente integrata con dispositivi di manipolazione automatica e per funzionare in fabbriche 4.0.

di Fabrizio Garnero

 

Settembre 2016


Una caratteristica importante dell’ultima generazione di pannellatrici Salvagnini P4lean, in particolare, è la nuova tecnologia adattativa MAC 2.0 grazie alla quale la pannellatrice misura in tempo mascherato eventuali variazioni del materiale in lavorazione che, se rilevate fuori dalle tolleranza accettabili, vengono compensate automaticamente tramite l’aggiustamento dei movimenti delle lame. Ne risultano qualità dei pezzi costante nel tempo, anche al variare del materiale e questo significa zero scarti, e tempi di produzione ottimizzati, per il massimo della produttività. La nuova tecnologia MAC 2.0 contribuisce anche alla riduzione del costo per pezzo, poiché vi è garanzia del risultato preciso di piega a prescindere dalla qualità del materiale.

Una pannellatrice realmente adattativa
Con oltre 3.000 installazioni in 75 paesi, il più grande stabilimento dedicato alla produzione di pannellatrici e 40 anni di esperienza e competenze acquisite, Salvagnini è a fianco delle aziende che vogliono entrare nella realtà produttiva di Industria 4.0, con la sua ampia gamma di modelli per la Pannellatura 4.0, un processo flessibile, come mai prima d’ora, i cui confini applicativi sono stati estesi anche a quei settori e ambiti considerati, da sempre, poco consoni a questa tecnologia. La P4lean-2520, in particolare, raccoglie tutti i concetti più evoluti della tecnologia di piegatura e della filosofia “Lean” Salvagnini e li integra con nuovi accorgimenti tecnici, che allineano questa macchina alle milestones dello sviluppo sostenibile che rendono queste soluzioni adatte sia alle esigenze d’oggi, sia a quelle di domani. La pannellatrice P4lean-2520 è, infatti, frutto di un’approfondita analisi del mercato e della produzione delle oltre 3.000 pannellatrici installate presso i clienti Salvagnini come spiega Tommaso Bonuzzi, Direttore Marketing Salvagnini: “Lo sviluppo di questa pannellatrice ha seguito delle linee guida ben precise dettate dal quotidiano di chi lavora la lamiera: essere pronti per il futuro grazie alla forte spinta innovatrice della tecnologia, traendo grande ispirazione dal bagaglio d’esperienze che abbiamo maturato raccogliendo e rispondendo alle varie richieste provenienti dai nostri clienti nei vari settori”. “Noi siamo soliti analizzare la fattibilità dei pannelli per i nostri clienti per poterli consigliare al meglio”; fa parte dell’approccio Salvagnini abituale studiare approfonditamente le specifiche esigenze dei clienti. “Abbiamo quindi un punto di vista privilegiato sulle loro reali problematiche” prosegue Bonuzzi. “Ciò ha permesso di capir bene cosa poter fare sulla macchina per renderla ancor più vicina alle aspettative di quelle realtà produttive che si sono già avvicinate al mondo Salvagnini e, perché no, per renderla appetibile anche per quelle che ancora non lo hanno fatto”. In un’ottica di produzione a kit e di lotto unitario, per esempio, il primo pannello deve essere assolutamente buono, non ci si può permettere scarti o errori. Ecco allora che una soluzione come il sistema MAC 2.0 permette alla macchina di adattarsi in ciclo alle variazioni del comportamento del materiale in lavorazione, rendono la P4lean-2520 adattativa. “Tutte le funzionalità che P4lean racchiude, dal centraggio e manipolazione automatici del foglio, alla misura dello spessore della lamiera con il manipolatore, al riconoscimento del carico di rottura del materiale attraverso il quale viene il calcolato il ritorno elastico e la relativa compensazione durante la piega, assicurano un risultato di piega ottimale fin dal primo pezzo” spiega ancora Tommaso Bonuzzi. “La macchina è, di fatto, intelligente e si corregge da sola in quanto eredita il back ground, la storia e l’esperienza Salvagnini maturata con le migliaia di pannellatrici installate nel mondo. La P4lean-2520 è quindi una macchina perfettamente in linea con più moderne aspettative in quanto assicura all’utilizzatore la possibilità di realizzare rapidamente e senza particolari problemi un lotto unitario, con la qualità che si aspetta”.

I consumi energetici sono stati dimezzati
Rispetto al modello precedente, P4lean-2520 è una macchina dalle maggiori capacità di piega potendo processare pannelli con un’altezza di piega massima di 203 mm, ancora più precisa e affidabile grazie a MAC 2.0, ma anche estremamente più economica in quanto consuma la metà. “Ciò è diretta conseguenza di un’ottimizzazione progettuale della pannellatrice da cui è stato eliminato tutto il superfluo, oltre che la centralina dell’olio così come tutta l’impiantistica idraulica, ad appannaggio di azionamenti di nuova generazione che assicurano consumi eccezionali per una macchina che fa i 3,2 mm di spessore, 2.500 mm di lunghezza per 3.200 mm di diagonale di piega, per 203 mm di altezza di piega. L’antesignana di questa pannellatrice del 2001 consumava 46 kW di energia mentre oggi questa ne consuma solo 9 kW e fa molto di più” dice Bonuzzi. L’utilizzo di soli attuatori elettrici e di cilindri di piegatura a circuito sigillato spinti da motori brushless, oltre ad eliminare l’uso della centralina idraulica, consente quindi di ridurre drasticamente i consumi, ma anche l’usura e la deperibilità dei componenti. Le aziende sono ormai molto attente a ogni voce di costo legato alla produzione e il consumo medio di 9 kW costituisce senza ombra di dubbio un valore tra i più bassi del mercato. Tra l’altro, alla riduzione dei consumi energetici contribuisce anche la nuova ciclica che consente un efficiente e raffinato recupero dell’energia di frenata che non è più dissipata, ma riutilizzata in modo intelligente. “La P4lean-2520 integra un mix di innovazioni talmente appassionanti che non può far altro che affascinare qualsiasi potenziale cliente, soprattutto quelli con più acume e lungimiranza che hanno voglia di crescere e proiettarsi fin da subito nel futuro prossimo” conclude il Direttore Marketing Salvagnini. “Il domani è già qui e questa macchina lo conferma”.

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