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Friday, 24 Novembre 2017
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L’uso razionale della piegatrice passa dal bloccaggio utensili

Quando si parla di presse piegatrici l’attenzione viene inevitabilmente focalizzata sull’area di lavoro poiché questa è la zona più vitale dell’intera macchina: il modo in cui viene attrezzata e gestita influisce infatti su tutto il ciclo produttivo determinandone velocità, efficienza, sicurezza e redditività. Centrale in quest’area così sensibile è la tipologia di utensile utilizzato che ha visto, nel corso degli anni, l’immissione sul mercato di una miriade di varianti riguardanti l’utensile stesso e il tipo di attacco alla piegatrice. Si è in pratica trattato di un work in progress costante alimentato da buona parte dei produttori di macchine e di utensili, entrambi interessati a personalizzare attacchi e lame con lo scopo di fidelizzare e mantenere legato a sé il cliente.

di Vittorio Gianelli

Maggio 2014


Sicuramente il punto critico in questo processo di evoluzione continua è stata la mancata volontà di tentare di unificare il codolo di attacco degli utensili superiori, il che ha portato a trovare sul mercato una moltitudine di tipi di attacco totalmente diversi e assolutamente incompatibili tra loro. Immaginiamo cosa sarebbe successo se un’analoga situazione si fosse verificata anche sulle macchine ad asportazione di truciolo (fresatrici, trapani, ecc)! L’evoluzione tecnologica e produttiva degli utensili ha però provveduto, e sta tuttora provvedendo, a una naturale selezione che favorisce in particolare le tipologie di utensili fondate sul concetto modulare e intercambiabile a scapito delle versioni monoblocco (cioè utensili di lunghezze pari alle piegatrici con conseguenti lunghe e difficoltose operazioni di sostituzione). L’orientamento prevalente è senza alcun dubbio quello delle tipologie modulari per gli innegabili vantaggi di manipolazione manuale, di flessibilità nelle lavorazioni e di costo. Teda, da sempre, opera prevalentemente su questa tipologia di utensili e riesce a soddisfare, con varie soluzioni, praticamente ogni necessità di allestimento rapido della piegatrice, operazione sempre più richiesta e apprezzata dagli utilizzatori. Teniamo ben presente che ogni sistema di cambio utensili superiori va diviso in due parti distinte: la parte di fissaggio alla pressa piegatrice, definita dal costruttore (nella versione “scanalato e piano” esistono un numero incredibile di dimensioni e tipologie diverse) e la parte di aggancio dell’utensile vero e proprio, definita dall’utilizzatore in base alle proprie disponibilità ed esigenze (Figure 1 e 2).
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L’utensile europeo e il sistema di bloccaggio Speed Grip
Ovviamente nel tempo si sono affermate sempre più alcune tipologie di utensili dotati di maggior praticità, prestazioni e disponibilità: il tipo cosiddetto “EUROPEO” unisce a tutte queste caratteristiche un prezzo notevolmente vantaggioso dovuto alle ridotte dimensioni dell’utensile in sé grazie all’utilizzo di allungatori (i cosiddetti intermediari) che vengono acquistati solo in fase di primo attrezzaggio della macchina e consentono di alzare e adattare facilmente la lunghezza dell’area di lavoro. Il confronto diretto rende evidente la differenza di dimensioni tra le due tipologie di utensili con tutte le conseguenze del caso (Figura 3). Teda inizia la sua attività di progettazione e costruzione di sistemi di cambio rapido utensili puntando proprio su questa tipologia di lame e raggiungendo, nel corso di decenni di esperienza sul campo a contatto con i reali bisogni degli utilizzatori, livelli tecnologici di notevole importanza espressi e riassunti in uno dei prodotti di punta dell’azienda ovvero il sistema denominato Speed Grip System. Il sistema opera su tutte le lame di tipo europeo dotate della cava frontale anticaduta e non richiede alcuna modifica agli utensili, presenta inoltre il grande vantaggio di garantire ampie tolleranze sui codoli di attacco accettando anche codoli di attacco con lavorazioni diverse dallo standard come indicato in Figura 4. Speed Grip garantisce infilamento ed estrazione frontale delle lame, rendendo così veloci ed agevoli le procedure di cambio degli utensili. Inoltre, grazie alle geometrie del sistema, l’operatore deve solo manipolare il peso dell’utensile senza alcun bisogno di sforzi aggiuntivi per sbloccare o bloccare le lame lavorando così in totale ergonomia e praticità.
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Le quattro varianti a disposizione
Poiché molte sono le tipologie di utilizzatori e ognuno di essi ha esigenze diverse oltre a diversi budget, Teda ha affinato nel tempo il bloccaggio Speed Grip declinandolo in 4 varianti, una manuale e tre automatiche pneumatiche.
La versione manuale (Figura 5) opera su un’unica leva ergonomica per ogni intermedio contenuta nell’area della staffa di bloccaggio, mantenendo così invariati gli ingombri della zona di rotazione delle lamiere in corso di piegatura. Gli elementi di spinta della leva sono temprati a garanzia di durata e stabilità. Il modulo di bloccaggio è inoltre “autosufficiente” nel senso che non vengono utilizzati elementi estranei come chiavi, leve esterne o altri oggetti: il bloccaggio, completo di richiamo in battuta dell’utensile,  viene attuato in modo immediato con un unico gesto. La versione automatica del bloccaggio Speed Grip, invece, opera con aria compressa agendo su aree di spinta di forma asolata, quindi con sezione estesa, ottenendo forze di serraggio elevate e totalmente sicure. Tre distinti sistemi consentono il trasporto dell’aria compressa nei singoli intermediari. Il Sistema Telescopico con trasmissione aria tramite collettore telescopico in acciaio inox, che permette lo spostamento laterale dei moduli fino a ottenere uno spazio libero di 110 mm (Figura 6). Il Sistema Flex con trasmissione aria tramite tubi flessibili alloggiati in zona protetta, permette anch’esso lo spostamento laterale dei moduli fino ad ottenere uno spazio libero di 110 mm (Figura 7). In fine, la versione Star con trasmissione tramite l’innovativo Star System, consente lo spostamento laterale dei moduli fino a ottenere il suddetto spazio libero di 110 mm ma anche la loro libera rimozione (Figura 8). Questo sistema, che rappresenta la più alta evoluzione dell’applicazione dell’aria compressa applicata al settore del cambio rapido utensili garantisce la maggior flessibilità immaginabile della zona di lavoro della piegatrice. Peculiarità del sistema Star è, infatti, la totale eliminazione di tubi di collegamento tra i vari intermediari. Nessun sistema di alimentazione passa tra un modulo e l’altro, il collegamento dell’aria avviene solo tra le staffe superiori fissate alla pressa in posizione protetta e sicura. Nella staffa Star opera un sistema di riconoscimento dell’elemento che viene bloccato e solo se si tratta di un intermedio automatico Star il sistema permette il passaggio dell’aria compressa. Per qualsiasi altro elemento (utensile, attrezzattura diversa ecc.) la staffa Star opera come una normale staffa meccanica. L’operatore ha quindi la totale libertà di posizionare o asportare uno o più intermediari secondo le necessità di lavoro  e senza alcun vincolo (Figure 9 e 10).
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Utensili di vario tipo ma un’unica soluzione
Come già ricordato, sul versante della piegatura sono presenti, a oggi, una moltitudine di tipi di attacco totalmente incompatibili tra loro. La situazione più critica è quella di utilizzatori che si trovano a lavorare in produzione con più modelli di presse piegatrici dotate di tipologie di utensili diversi e non intercambiabili tra loro. Proprio questa situazione genera una delle esigenze più diffuse, che è quella di trovare un modo per poter adattare le piegatrici alle varie tipologie di utensili o viceversa.Un altro caso è quello in cui, all’acquisto di una nuova pressa, si presenta la necessità di utilizzare una determinata famiglia di utensili già in produzione che però non corrispondono agli attacchi della nuova piegatrice. Ovviamente, in base a quanto detto sinora, le combinazioni possibili sono praticamente infinite. L’enorme esperienza accumulata nel settore del cambio rapido utensili permette a Teda di soddisfare praticamente qualunque richiesta di bloccaggio venga presentata. Nel corso degli anni, l’azienda ha progettato e costruito una quantità di soluzioni ad hoc davvero ampia e variegata e si è dimostrata in grado di risolvere il problema sia presso il costruttore che presso l’utilizzatore finale, analizzando congiuntamente la migliore soluzione possibile. Il disegno di Figura 11 mostra alcune soluzioni prodotte dall’azienda piacentina nel corso di decenni di attività ed evidenzia solo una piccola parte di casistiche riscontrabili, nel gioco di incastri tra la lavorazione del pestone delle presse piegatrici stabilita dai costruttori e le tipologie di utensile prescelte dagli utilizzatori. Come è naturale, per ogni realtà in continuo sviluppo e miglioramento, il mercato della piegatura consente e promuove una continua pluralità. Ma proprio per questo è importante per gli utilizzatori poter fare riferimento ad aziende come Teda che sono in grado di uniformare e dare un senso agli investimenti effettuati nel corso degli anni garantendo così l’utilizzo più razionale possibile di attrezzature e macchinari.

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