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Schneider Electric rileva PTC con un’operazione da 22,6 miliardi di dollari

Schneider Electric acquisisce l’azienda statunitense PTC per 22,6 miliardi di dollari, portando il software di progettazione nell’universo dell’automazione industriale.

Lunedì 5 ottobre, Schneider Electric ha firmato un accordo definitivo per acquisire PTC, società di Boston quotata al Nasdaq e specializzata in software CAD, PLM, ALM e SLM. L’offerta è interamente in contanti, a 205 dollari per azione. Il valore del capitale è di circa 22,6 miliardi di dollari (20,1 miliardi di euro), l’enterprise value di 23,7 miliardi (21,1 miliardi di euro). Il prezzo incorpora un premio del 42,3% sull’ultima chiusura, che sale al 46,1% sulla media ponderata per i volumi degli ultimi trenta giorni di borsa.

PTC ha chiuso il 2025 con ricavi per 2,4 miliardi di euro e un margine di Ebita rettificato attorno al 40%. Conta oltre 30.000 clienti e più di 7.000 dipendenti, con una presenza particolare nella manifattura discreta e ibrida. Secondo il consenso dei broker citato da Schneider, ricavi e ARR dovrebbero crescere di circa il 10% l’anno fino al 2029, escludendo ThingWorx e Kepware. L’operazione vale 21 volte l’Ebita rettificato 2027 stimato, che scendono a 13 volte includendo le sinergie a regime.

La logica industriale

Schneider ha costruito la propria posizione nel software industriale con AVEVA e ha in corso l’acquisizione di Cognite, soggetta ad approvazioni regolatorie. Questi asset coprono i dati di processo e di energia; PTC aggiunge il dato di prodotto e di ingegneria, cioè i sistemi con cui componenti, macchine e impianti vengono progettati e gestiti lungo il ciclo di vita.

L’amministratore delegato Olivier Blum parla di un digital thread unico, che collega progettazione, costruzione, esercizio e manutenzione e fornisce agli agenti di intelligenza artificiale il contesto necessario. Su base pro forma (Cognite inclusa), software e servizi arriverebbero al 24% dei ricavi di gruppo, con oltre 15.000 addetti al software e più di 50.000 clienti. Il mercato indirizzabile, stima Schneider, si moltiplicherebbe per circa tre.

Il gruppo punta su un approccio open by design, interoperabile con fornitori e hardware di terzi. Per i progettisti che usano strumenti PTC su hardware non Schneider sarà il punto da verificare.

Finanziamento e sinergie

Il corrispettivo in contanti è coperto da un bridge interamente impegnato da Morgan Stanley e Société Générale. Il rifinanziamento prevede un aumento di capitale da 5-6 miliardi di euro tramite Accelerated Bookbuilding, già autorizzato dall’assemblea, e nuovo debito per 16-17 miliardi in più valute.

Schneider stima 250 milioni di euro di sinergie di costo a regime entro il terzo anno e circa 800 milioni di sinergie di ricavo, da cross-selling e canali condivisi. L’utile per azione rettificato (prima della PPA) dovrebbe crescere di una cifra bassa dal primo anno di consolidamento pieno e di una cifra medio-alta con le sinergie complete. Il ROCE dovrebbe superare il WACC entro il quinto anno.

Il gruppo conferma i rating di categoria A, il dividendo progressivo e il programma di cessioni da 1-1,5 miliardi di ricavi entro il 2030. Il riacquisto di azioni da 2,5-3,5 miliardi resta in piedi fino al 2030, con una pausa nel 2027 e nel 2028, dopo i 600 milioni previsti per quest’anno.

Tempi

Entrambi i consigli di amministrazione hanno approvato l’operazione all’unanimità. La chiusura è attesa entro il terzo trimestre 2027, previo voto favorevole degli azionisti PTC, che devono rappresentare almeno la maggioranza delle azioni in circolazione, e via libera delle autorità. Schneider ha anticipato al 16 ottobre la pubblicazione dei ricavi del terzo trimestre 2026. Morgan Stanley è advisor principale del gruppo francese, con Goldman Sachs; PTC è assistita da Evercore.

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