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Transizione 5.0, il nodo degli esodati: le imprese chiedono risposte

Le imprese che hanno prenotato il credito d’imposta per il piano Transizione 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025 si trovano oggi escluse dalle risorse previste dal decreto fiscale. Una situazione che Confindustria definisce un segnale che non può essere ignorato e che UCIMU giudica penalizzante, chiedendo al governo risposte chiare e coerenti con gli impegni presi.

Il Consiglio dei Ministri del 27 marzo 2026 ha lasciato irrisolto un nodo che pesa sull’industria manifatturiera italiana: il decreto fiscale non prevede risorse per le aziende cosiddette “esodati” del piano Transizione 5.0, ovvero quelle imprese che hanno avviato investimenti in digitalizzazione e sostenibilità confidando negli incentivi previsti dal piano, salvo poi trovarsi escluse dai benefici per ragioni legate ai meccanismi applicativi e alle risorse disponibili. Una situazione che ha sollevato immediate e forti reazioni da parte del sistema produttivo.

“Il Consiglio dei Ministri di ieri sera – recita il comunicato del presidente di Confindustria Emanuele Orsini, rilasciato nella giornata di sabato 28 marzo – ha lasciato irrisolto un nodo grave per il sistema produttivo: l’assenza di risorse per gli esodati legati al piano Transizione 5.0 è un segnale che non può essere ignorato. Apprendiamo con forte preoccupazione la mancanza di risorse destinate agli esodati legati al piano Transizione 5.0. Si tratta di un tema cruciale che non può essere rinviato né ridimensionato. Per questo chiediamo con urgenza l’apertura, già dalla prossima settimana, di un tavolo di confronto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti. È indispensabile che venga confermato quanto condiviso lo scorso 27 novembre: le risorse per gli esodati 5.0 devono essere integralmente mantenute. La credibilità degli impegni assunti è un elemento fondamentale. La fiducia tra istituzioni e sistema produttivo non può venire meno. Su questo punto serve una risposta chiara, rapida e coerente con gli impegni presi”.

Il tema è di stretta attualità anche per il mondo dell’automazione e della meccatronica, settori tra i più attivi nell’adozione delle tecnologie abilitanti previste da Transizione 5.0. Molte aziende hanno pianificato investimenti in macchine, software e sistemi di monitoraggio energetico proprio sulla base delle misure incentivanti annunciate, e l’incertezza attuale rischia di bloccare processi di innovazione già avviati.

Riccardo Rosa presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE ha dichiarato: ”Le disposizioni, contenute nel Dl fisco, relative alle imprese che hanno effettuato le prenotazioni del credito di imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025 sono davvero penalizzanti. Tutto ciò ci lascia davvero basiti; le rassicurazioni ricevute dalle autorità di governo alla fine del 2025 sono state completamente disattese. Con questi continui cambiamenti di fronte da parte delle autorità di governo, le imprese si sentono disorientate e senza punti di riferimento in materia di politica industriale. Il sostegno agli investimenti in tecnologia di produzione è la base per assicurare al paese un tessuto industriale sano e forte, fondato sulla necessaria innovazione per competere sui mercati. Oggi le nostre aziende si sentono tradite da chi dovrebbe essere al loro fianco per facilitarle nella attività di sviluppo economico e sociale”.

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