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Transizione 5.0, ripristinate (e aumentate) le risorse

Dopo giorni di proteste da parte delle associazioni di settore, il MIMIT ha deciso di ripristinare e ampliare le risorse per la Transizione 5.0, che saranno ora 1,5 miliardi di euro.

Il tavolo di oggi organizzato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con i rappresentanti delle imprese per parare della questione degli “esodati” (cioè quelle aziende che hanno presentato validamente la domanda di accesso ai crediti d’imposta dopo il 7 novembre 2025 ed erano in attesa dello sblocco dei fondi) del piano Transizione 5.0 ha prodotto un risultato positivo. Il ministro Adolfo Urso ha annunciato il ripristino e persino l’ampliamento delle risorse per gli esodati di Transizione 5.0: saranno 1,5 miliardi di euro, ovvero 200 milioni in più rispetto ai 1,3 miliardi originariamente previsti dalla Legge di Bilancio. Al tavolo al MIMIT erano presenti anche il ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti e il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, che hanno trovato un accordo con le aziende.

Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha espresso apprezzamento per l’esito: “Mantenere 1,3 miliardi con un’aggiunta di 200 milioni vuol dire portare dal 35% del decreto di venerdì al 90% e il 100% sui pannelli fotovoltaici. Questa era la via giusta perché così gli imprenditori possono continuare a fidarsi delle istituzioni”. Orsini ha anche aggiunto di aver chiesto rassicurazioni sull’iperammortamento, con il decreto attuativo atteso operativo nei primi 10 giorni di maggio.

Riccardo Rosa, presidente UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, ha dichiarato: “Siamo soddisfatti dell’esito dell’incontro con cui il governo ha annunciato il ripristino degli impegni assunti per il 5.0. L’auspicio è che davvero non si verifichino più situazioni come quella che abbiamo vissuto con il Dl del 27 marzo. La stabilità e la chiarezza sono indispensabili presupposti per chi deve fare investimenti in tecnologie di produzione e macchine utensili. Detto questo, aspettiamo al più presto il decreto attuativo dell’iperammortamento perché le aziende attendono prima di fare qualsiasi passo proprio a causa di questi continui cambiamenti di rotta”.

In sintesi, la crisi sembra rientrata, le risorse vengono sostanzialmente ripristinate e il credito sale dal 35% previsto dal decreto fiscale a circa il 90-100%.

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