
In un contesto industriale caratterizzato da segnali contrastanti e da una domanda in fase di assestamento, Mitsubishi Electric ha una visione chiara: investire in evoluzione tecnologica, software, intelligenza artificiale e sostenibilità. Con due nuovi SCARA compatti, inoltre, piattaforme digitali avanzate e investimenti strategici nell’AI, l’azienda giapponese prepara il terreno per una trasformazione che guarda oltre la semplice automazione, abbracciando una logica di integrazione intelligente, efficienza energetica e miglioramento continuo.
Il 2025 si è aperto con segnali contrastanti per l’industria dell’automazione. I dati preconsuntivi indicano un rallentamento del mercato, con una flessione generalizzata sia in ambito robotico che nell’automazione in senso più ampio. Si tratta di un trend che, sebbene preventivato, merita attenzione. “I numeri del 2024 non sono stati particolarmente brillanti per l’industria manifatturiera italiana – commenta Marco Filippis, Factory Automation & Mechatronics CNC Marketing Manager di Mitsubishi Electric Italia – Sebbene non abbiamo ancora i consuntivi ufficiali dell’associazione, già dai resoconti intermedi emerge un segno negativo. Tuttavia, arriviamo da due anni caratterizzati da una raccolta ordini anomala”. Il riferimento è al biennio precedente, segnato da una domanda fuori scala e da una logica di approvvigionamento fortemente condizionata dallo shortage. In quel periodo, molte aziende hanno scelto di aumentare in modo consistente gli ordini, portando a livelli elevatissimi le scorte a magazzino. “Negli anni precedenti abbiamo avuto un accumulo di ordini che forse potevano essere meno consistenti. I clienti, preoccupati dalle difficoltà di approvvigionamento, hanno preferito cautelarsi – osserva Marco Filippis – Ora stiamo assistendo a un cauto ottimismo, almeno per il primo semestre dell’anno. Resta da capire se si tratti di un semplice rimbalzo o di un segnale di ripresa strutturale, senza sottovalutare le tensioni geopolitiche e le politiche commerciali internazionali in atto”.
Nonostante il contesto sfidante, Mitsubishi Electric non rallenta il proprio percorso di innovazione. L’azienda, infatti, ha in programma numerosi lanci di prodotto nel corso dell’anno, con un focus esteso su diverse famiglie tecnologiche: inverter, motion, sistemi SCADA, servomotori. “Sarà un anno interessante. Nella seconda metà del 2025, quindi a partire da settembre, inizieremo un’attività strutturata di marketing e presentazione dei nuovi prodotti”, commenta Marco Filippis.

Manager di Mitsubishi Electric Italia.
Ma la novità più significativa riguarda il cambio di paradigma all’interno dell’azienda. Tradizionalmente nota per la produzione di hardware ad alta affidabilità e durata, Mitsubishi Electric sta investendo in modo deciso nel software e nella digitalizzazione. “Stiamo creando nuovi dipartimenti dedicati allo sviluppo software, in parte legati al lavoro sull’intelligenza artificiale, in parte basati su approcci strategici completamente nuovi – spiega Marco Filippis – Parliamo di digital transformation in senso ampio: industria, building, settore marino e altri. Non si tratta solo di evoluzione, ma di un vero cambio di prospettiva per l’azienda. Questo non significa che smetteremo di produrre hardware. Continueremo a farlo, con la stessa qualità e longevità di sempre, ma con una nuova capacità di integrazione con soluzioni software avanzate”. Mitsubishi Electric si prepara dunque a una nuova fase caratterizzata dal consolidamento tecnologico e dall’apertura a nuove visioni. Una strategia che potrebbe contribuire a ridefinire gli equilibri nel mondo dell’automazione industriale.
AI: avanguardia e quotidianità
La strategia di Mitsubishi Electric si fa dunque sempre più orientata al software, con un focus particolare sulle tecnologie legate all’intelligenza artificiale. Negli ultimi anni l’azienda ha introdotto sul mercato una serie di soluzioni pensate per rispondere alle esigenze di un’industria in rapida evoluzione. “Negli ultimi anni – spiega Marco Filippis – abbiamo lanciato software importanti per noi: MaiLab, che utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per ottimizzare i processi produttivi; Vixio, dedicato alla visual inspection, sempre basato su AI; e infine Gemini, una piattaforma di simulazione 3D per il virtual commissioning e la creazione del digital twin dell’intero sistema”. Questo rivela quanto l’azienda avesse già tracciato un percorso concreto sull’intelligenza artificiale, ben prima che il tema diventasse dominante nel dibattito pubblico e industriale. A testimoniarlo è il progetto MAISART (Mitsubishi Electric’s AI creates the Stateof- the-ART in technology), un brand registrato ormai sei anni fa e sotto cui si collocano oltre 380 brevetti legati all’intelligenza artificiale.
“Abbiamo integrato queste tecnologie sia nei prodotti hardware che nei software, in particolare nell’automazione industriale– aggiunge Marco Filippis – Parliamo di funzionalità avanzate come la manutenzione predittiva, con sistemi in grado di analizzare lo stato di efficienza dell’impianto ed in particolare della catena cinematica e dei componenti correlati. Siamo stati pionieri in questa tecnologia; una scelta strategica dettata dall’intuizione di un trend in arrivo”.
Ma l’investimento non si è fermato all’intelligenza artificiale. Nel 2019 Mitsubishi Electric ha acquisito ICONICS, società americana specializzata in soluzioni SCADA ad alte prestazioni con geolocalizzazione 3D, supervisione distribuita e funzionalità avanzate di gestione dati. A partire dal 1° aprile 2025, ICONICS ha assunto una nuova identità sotto l’ombrello dell’azienda nipponica: Mitsubishi Electric ICONICS Digital Solution (MEIDS). “Questo, è un momento molto importante. Non essendo più due brand distinti, sarà possibile integrare le tecnologie attuali e future su piattaforme enterprise evolute,” osserva Marco Filippis. MEIDS rappresenta un’estensione significativa delle capacità del gruppo. Con GENESIS, per esempio, è possibile gestire plant distribuiti a livello globale, sfruttando la potenza dell’IoT, degli Edge gateway e dell’analisi avanzata dei segnali. “Questa evoluzione – commenta Marco Filippis – ci consente di uscire dalla comfort zone della fabbrica e di affrontare in modo più ampio il mondo della digitalizzazione industriale”.

degli Edge gateway e dell’analisi avanzata dei segnali.
Tutte le facce della sostenibilità
Nel contesto di una transizione energetica sempre più urgente, Mitsubishi Electric mette il proprio impegno per la sostenibilità ambientale, legandolo anche al tema dell’intelligenza artificiale. Non si tratta solo di tecnologie all’avanguardia, ma di una visione ampia, che punta a promuovere un cambiamento culturale tanto interno quanto rivolto al mercato. “La sostenibilità è fondamentale per noi. Abbiamo lanciato una campagna attiva per sensibilizzare i clienti su temi chiave come energy saving, circular economy e carbon footprint – afferma Marco Filippis – Oltre ai settori energivori, che sono da sempre consapevoli della necessità di efficientare, vogliamo coinvolgere tutto il tessuto industriale”. Un obiettivo che passa attraverso soluzioni concrete. Nel mondo software, per esempio, Mitsubishi Electric ha sviluppato EcoAdviser, una piattaforma intelligente che, grazie all’integrazione con sensori sul campo e algoritmi di intelligenza artificiale, raccoglie e interpreta dati energetici per ottimizzare i processi in ottica di efficienza. “Grazie a un sistema di learning continuo, EcoAdviser consente di addestrare modelli di AI per ridurre l’impatto ambientale. È uno strumento che evolve con l’impianto stesso,” spiega Marco Filippis.
Accanto al software, non mancano le tecnologie hardware di ultima generazione. Tra queste spicca il nuovo motore EM-A, a magneti permanenti e poli salienti, sviluppato e brevettato da Mitsubishi Electric. “Questi motori, abbinati ai nostri inverter, ci permettono di superare lo standard IE5; quindi, parliamo di un’efficienza che definiamo IE5 plus,” sottolinea Marco Filippis. Il risultato è tangibile: curve di consumo energetico sensibilmente migliori rispetto agli standard attuali e un chiaro contributo alla riduzione dell’impatto ambientale per i clienti. Ma la visione dell’azienda va oltre la performance tecnica. “Potremmo limitarci a vendere motori efficienti, e già saremmo in linea con le normative – commenta Marco Filippis – Ma il nostro approccio è più profondo: vogliamo diffondere consapevolezza. L’efficienza è una necessità, non solo un’opzione”.
La sostenibilità, infatti, si traduce in un vero modello operativo. La campagna Recycling, ad esempio, coinvolge vari ambiti: dal trattamento delle acque reflue al recupero di plastiche e alluminio. “È una filosofia applicativa che mette l’automazione al centro – prosegue Marco Filippis – Grazie all’automazione possiamo monitorare, correggere e ottimizzare le aree energivore degli impianti, generando valore e nuove opportunità di business”. Anche internamente, Mitsubishi Electric applica rigorose politiche di sostenibilità. Solo nel 2022, l’azienda ha prodotto 1.439 tonnellate di rifiuti, di cui oltre 520 tonnellate sono state riciclate. “Questo dimostra che la responsabilità ambientale parte in primis dall’interno: è parte integrante del nostro modo di operare,” sottolinea Marco Filippis. Ed è proprio qui che si inserisce un altro elemento chiave della cultura aziendale: la filosofia giapponese Kaizen, che significa miglioramento continuo a piccoli passi. “Lo Smart Manufacturing Kaizen Level si basa sull’idea di progressi costanti nelle performance, anche se piccoli – racconta Marco Filippis – L’approccio giapponese ha fatto scuola: quello che oggi in Europa chiamiamo Lean Manufacturing, in Giappone è una pratica consolidata da decenni che fa parte della nostra cultura aziendale. Ottimizzare non significa sempre spingere al massimo la performance, a volte significa trovare un equilibrio: produrre ma in modo più intelligente, sostenibile e coerente con il contesto economico e ambientale”.

Factory Automation di Mitsubishi Electric Italia.
Performance elevate con SCARA compatti
In un mercato in continua evoluzione, dove le esigenze applicative si moltiplicano, si diversificano e richiedono sempre di più soluzioni robotiche, Mitsubishi Electric risponde con una strategia chiara e strutturata: due linee distinte per due tipologie di approccio, mantenendo sempre alte le prestazioni. “Una delle novità più significative introdotte quest’anno è il completamento della gamma della serie compatta di robot SCARA – racconta Simone Farruggio, Product Specialist Engineer Robot della divisione Factory Automation – L’idea è stata quella di strutturare l’offerta in due fasce: da una parte il top delle performance, soprattutto in termini di connettività e integrazione nella nostra piattaforma di automazione, e dall’altra una nuova proposta che risponda alle esigenze di flessibilità e competitività”.
La famiglia di robot FR rappresenta appieno la filosofia Mitsubishi Electric: intelligenza distribuita, capacità di comunicazione evoluta, perfetta sinergia con l’ecosistema di automazione. Una proposta pensata per gli integratori e i costruttori di macchine che richiedono il massimo in termini di coordinamento, affidabilità e tempo ciclo.
Parallelamente, però, prende forma una nuova linea. “La nuova serie CRH mantiene performance molto elevate, comparabili con quelle dei nostri modelli top, ma con un design più snello, ottimizzato per applicazioni dove lo spazio è un elemento critico,” chiarisce Simone Farruggio. La serie CRH copre un range di carico da 3 a 20 kg, rendendola una linea completa e versatile; una scelta strategica che ha permesso a Mitsubishi Electric di accedere a segmenti di mercato prima poco esplorati. “Con i robot MELFA FR ci trovavamo talvolta a proporre soluzioni che andavano oltre le reali necessità dei clienti, risultando sovradimensionate – afferma Marco Filippis – Ora, grazie alla linea compatta, possiamo rispondere con precisione a quelle applicazioni che richiedono ottime prestazioni ma non necessariamente l’integrazione complessa di un’intera piattaforma”. Nel 2025, la famiglia di SCARA si amplia con due nuovi modelli che, grazie alla loro flessibilità, si prestano anche per essere impiegati in contesti dove prima venivano utilizzati i modelli di fascia alta, contribuendo a ridurre i costi complessivi senza rinunciare alla qualità. “Questo ci rende molto più competitivi, senza compromessi sulle prestazioni, anzi: ci ha permesso di essere presenti in ambiti dove prima eravamo più riluttanti,” aggiunge Simone Farruggio.
La serie CRH si inserisce, quindi, in modo strategico nella proposta del brand giapponese, che da sempre punta a offrire soluzioni adatte a ogni esigenza produttiva. “I due nuovi SCARA della famiglia CRH si distinguono per nuovi payload: 10 e 20 kg, con uno sbraccio che va da 600 mm fino a 1 m – spiega Simone Farruggio – Ma il vero salto tecnologico è rappresentato dall’integrazione dei nuovi servosistemi della serie J5, dotati di encoder batteryless. Questo significa eliminare la necessità di sostituire le batterie, con un impatto concreto sulle attività di manutenzione; un vantaggio apparentemente semplice, ma estremamente rilevante sul piano operativo. Infatti, non è sempre semplice intervenire presso l’end user per attività come la sostituzione delle batterie. In alcuni casi, serve programmare fermi macchina o inviare tecnici in loco. Con questa nuova generazione di robot, si riducono significativamente i tempi e i costi, aprendo la strada a una manutenzione quasi nulla”. La versatilità dei nuovi SCARA compatti CRH si esprime soprattutto nelle applicazioni, molto diverse tra loro: dai classici pick&place ad applicazioni più complesse come etichettatura o assemblaggio, fino ai settori packaging, alimentare, medicale e cosmetico, i nuovi modelli CRH offrono un equilibrio perfetto tra ingombro contenuto e prestazioni avanzate.

copre un range di carico da 3 a 20 kg, rendendola una linea completa e versatile.
“Nel settore medicale, la compattezza è un fattore decisivo – sottolinea Simone Farruggio – Si lavora spesso in ambienti come laboratori o ospedali, dove lo spazio è limitato rispetto a un grande stabilimento. I nostri SCARA CRH, grazie a un’altezza totale ridotta, risultano ideali anche in questi contesti. Le performance, comunque, sono comparabili a quelle della gamma top, e ciò ci ha permesso di proporli in contesti dove prima offrivamo solo i modelli di fascia alta”. Il settore elettronico è uno degli ambiti in cui la robotica SCARA trova applicazione più estesa e strategica, dove di conseguenza queste due nuove soluzioni compatte trovano terreno fertile. “È un settore dove abbiamo un know-how molto forte, ereditato dal Giappone – precisa Simone Farruggio – Stiamo lavorando per portare questo patrimonio di competenze anche sul mercato italiano, supportando le aziende nel passaggio dalle attività manuali all’automazione delle linee”.
Un know-how che Mitsubishi Electric mette in pratica anche al proprio interno, in impianti completamente automatizzati. “Abbiamo testato i nostri SCARA all’interno delle nostre linee produttive – sottolinea Simone Farruggio – come nella produzione degli inverter della serie E800. Qui utilizziamo anche il sensore di forza per attività di controllo puntuale della forza, particolarmente richiesto in operazioni di assemblaggio o inserzione. Dove il controllo puntuale non è necessario, i robot Mitsubishi Electric offrono invece funzioni di compliance, che rendono i movimenti più morbidi, riducendo il rischio di danneggiamento dei componenti”.
Questa flessibilità è fondamentale in applicazioni come quella sviluppata per un noto marchio di candele di lusso. “In questa applicazione – racconta Simone Farruggio – il robot ribalta un elemento in legno grazie a un gripper speciale che aggiunge un ulteriore grado di libertà sull’asse Z dello SCARA. Anche in questo caso abbiamo utilizzato la funzione di compliance per garantire una manipolazione delicata”.
Altre applicazioni per questi SCARA si trovano nel settore HVAC, nella produzione di occhiali e soprattutto in ambito elettronico, con attività ad altissima precisione. “Una delle applicazioni più interessanti – spiega Simone Farruggio – riguarda l’inserimento di pin all’interno dei connettori. Un’operazione che richiede precisione millimetrica, dove i nostri SCARA CRH compatti hanno dato prova di grande affidabilità”. Parallelamente, Mitsubishi Electric continua a spingere sull’intelligenza artificiale integrata nei robot e nei sensori. “Nei nostri sensori di forza – illustra Simone Farruggio – abbiamo introdotto algoritmi di reinforcement learning che semplificano la programmazione e ottimizzano forza e velocità. È sufficiente definire pochi input e il sistema ottimizza il ciclo in modo autonomo”.
Oltre all’assemblaggio, Mitsubishi Electric guarda anche al disassemblaggio in ottica di economia circolare. “In alcune linee – chiosa Simone Farruggio – i nostri robot rimuovono componenti da schede elettroniche per recuperarne i materiali, evitando sprechi. È una visione concreta di sostenibilità, che affonda le radici nella cultura giapponese del miglioramento continuo. Per esempio, i nostri SCARA vengono utilizzati per il disassemblaggio di smartphone; in questo modo è possibile recuperare chip, filamenti d’oro e materiali preziosi. È un perfetto esempio di come la robotica possa supportare i processi di riciclo avanzato”. Una versatilità, quella dei nuovi SCARA CRH Mitsubishi Electric, che si traduce in applicazioni trasversali, elevata precisione, sostenibilità e intelligenza distribuita. Un passo concreto, quindi, verso la fabbrica del futuro.



