Il settore manifatturiero si trova a un bivio e il suo futuro dipende dalla sua capacità di adattarsi alle nuove sfide. La diversità potrebbe essere la chiave per sbloccare l’innovazione e la resilienza necessarie a far progredire l’industria.
Uno studio del Boston Consulting Group ha rivelato che le aziende con team manageriali più diversificati generano ricavi superiori del 19%, guidati dall’innovazione. Questo dimostra che la diversità non è solo un obiettivo, ma è parte integrante di un’azienda di successo che genera ricavi. La diversità nella forza lavoro è fondamentale in tutti i settori, ma in particolare in quello manifatturiero.
Quando i team abbracciano un mix di prospettive, sia in base al sesso, all’età o al background culturale, aprono la porta a soluzioni innovative. L’industria manifatturiera vive di creatività e i team eterogenei la stimolano sfidando lo status quo e offrendo idee nuove. Questi team non sono solo più bravi a prendere decisioni, ma anche a adattarsi: soft skills importanti nell’era delle transizioni digitali e verdi.
Le sfide da affrontare
Nonostante questi vantaggi, il settore manifatturiero fatica ad attrarre un pool di talenti eterogeneo. Tradizionalmente, l’industria non è vista come attraente, soprattutto per le generazioni più giovani. È quindi necessario ripensare al modo in cui l’industria manifatturiera viene presentata come percorso di carriera e rendere il settore più inclusivo. Si parte dalla percezione, in particolare tra i giovani, che spesso considerano l’industria manifatturiera obsoleta e ad alta intensità di manodopera, mentre altri settori, come quello tech, continuano a crescere. Molti giovani laureati sono attratti dal settore tech per la sua cultura lavorativa dinamica, rendendo il settore manifatturiero meno attraente per loro.

Per le donne la sfida è diversa. Le donne rappresentano il 47% del mercato del lavoro, ma sono solo il 25% della forza lavoro nel settore manifatturiero (fonte: Manufacturing Institute, APICS e Deloitte). Mentre la rappresentanza femminile in settori come l’ingegneria dell’intelligenza artificiale è aumentata notevolmente, l’industria manifatturiera è in ritardo rispetto ad altri settori come la tecnologia e i media nell’attrarre le donne (fonte: WEF Gender Gap Report 2024). Le donne di successo nel settore manifatturiero spesso rimangono relativamente sconosciute al di fuori dei circoli industriali di nicchia. Questa mancanza di modelli visibili può dissuadere le giovani donne dal considerare l’industria manifatturiera come una carriera. Lo stesso vale per altri gruppi sottorappresentati, la cui mancanza di rappresentanza rende più difficile attrarre talenti diversi.
Inoltre, si registra una crescente carenza di competenze. Il settore richiede talenti con competenze tecniche, sempre più difficili da reperire. Questo ha fatto sì che molte aziende abbiano difficoltà a ricoprire ruoli chiave.
Cambiare la narrazione
Per attirare i giovani talenti nel settore manifatturiero è necessario cambiare il modo in cui vengono affrontati l’istruzione, il tutoraggio e lo sviluppo della carriera. Questo processo dovrebbe iniziare con i giovani studenti, introducendoli precocemente alle materie STEM. I bambini devono vedere le applicazioni pratiche e reali di questi studi, in particolare nel settore manifatturiero. Uno dei modi per affrontare questo problema è fornire opportunità di apprendimento pratico attraverso l’apprendistato. Inoltre, un programma di formazione complementare offre agli studenti l’opportunità di approfondire l’apprendimento scolastico, migliorando l’alfabetizzazione digitale, il pensiero critico, la sostenibilità e la mentalità imprenditoriale, consentendo loro di pensare fuori dagli schemi. Ad esempio, il programma Girls Go Circular ha fornito a oltre 40.000 studentesse di età compresa tra i 14 e i 19 anni in tutta Europa competenze digitali e imprenditoriali per l’economia circolare attraverso l’apprendimento online.
Le competenze tecniche, come la codifica, stanno diventando sempre più importanti. Un’indagine Eurostat del 2023 ha rilevato che solo il 13% dei giovani (di età compresa tra i 16 e i 29 anni) nell’UE ha scritto codici nei tre mesi precedenti l’indagine. Ciò evidenzia la necessità di aumentare l’interesse e l’accesso all’apprendimento in tutta la regione. Organizzazioni come JA Europe ispirano i giovani mettendoli in contatto con esperti e mostrando loro opportunità in settori come quello manifatturiero. La mentorship precoce aiuta anche a coltivare i futuri leader e a costruire una pipeline di talenti più diversificata e inclusiva.
Costruire una forza lavoro sostenibile e inclusiva
Il futuro del settore manifatturiero dipende dall’attrazione di talenti diversi, dalla riduzione delle barriere e dalla promozione di pratiche inclusive e incentrate sulle competenze. Per prosperare nella doppia transizione, le aziende devono dare priorità all’aggiornamento professionale e alla formazione permanente. In definitiva, il successo dell’industria manifatturiera dipende dai talenti che attira: diversi, innovativi e pronti a plasmare il proprio futuro.
Questo articolo si basa sul panel della European Manufacturing Conference 2024.
A cura di EIT Manufacturing



