L’aggiunta di una cella di carico ad elevata precisione ad una servopressa Coretec, migliora drasticamente le prestazioni della funzione “Work Explorer” di CORETEC WPS.
Nella moderna produzione industriale, la servopressa non è più soltanto un attuatore: è diventata un vero e proprio strumento di misura. Le soluzioni Coretec – tra cui le serie di servopresse GS e MS – incarnano questa evoluzione, combinando la capacità di applicare forza controllata con funzionalità di rilevamento e analisi dei dati di alto livello. In Italia, Coretec è distribuita da Acquati Group – a product & service division of burster Italia.
Work Explorer: la servopressa che “tasta”
Uno degli elementi distintivi dei controllori Coretec è la modalità Work Explorer. Grazie a questa funzione, il punzone si muove a una velocità di ricerca programmata fino a quando non rileva una minima variazione di forza, interpretata come contatto con la superficie. In quel preciso istante, il sistema registra la posizione, comportandosi di fatto come una sonda di contatto ad alta ripetibilità. Questa capacità è resa possibile da una frequenza di campionamento superiore ai 1.000 campioni al secondo, che garantisce la rilevazione del trigger point con la massima tempestività e accuratezza.
Il limite del sensore interno e il valore di quello esterno

controllata con funzionalità di rilevamento
e analisi dei dati di alto livello.
Le celle di carico integrate nelle servopresse Coretec sono dimensionate sulla capacità massima della macchina, e per questo motivo non dispongono della risoluzione adeguata per rilevare contatti di entità ridottissima, nell’ordine di pochi decimi di newton. A questo si aggiunge il “rumore” meccanico generato dall’attrito della vite a ricircolo di sfere, dai cuscinetti del motore e dalle guarnizioni: componenti inevitabili del sistema di azionamento interno, il cui effetto varia con la temperatura e l’usura, introducendo una fonte di incertezza difficile da eliminare.
L’adozione di un sensore esterno, dimensionato specificamente per la fase di tastatura e montato direttamente sull’utensile, risolve entrambi i problemi. Da un lato, consente di rilevare contatti di 0,5 N su una macchina da 5 kN, arrestando il punzone nel momento esatto in cui tocca la superficie senza deformare il pezzo. Dall’altro, misura esclusivamente la forza applicata al componente, eliminando qualsiasi interferenza meccanica e fornendo alla funzione Work Explorer un segnale pulito su cui operare con ripetibilità significativamente maggiore.
Tolleranze strette e tracciabilità certificabile
Quando la servopressa Coretec viene impiegata come sonda per calcolare dimensioni relative – ad esempio per determinare lo spessore di uno shim da inserire – qualsiasi errore nel rilevamento della forza si traduce direttamente in un errore di posizione. Un sensore ad alta precisione riduce questo margine di incertezza, rendendo accessibili tolleranze di assemblaggio nell’ordine del micron, altrimenti irraggiungibili con un sensore interno standard.
Sul fronte della tracciabilità, settori come la produzione di dispositivi medici e l’industria aerospaziale richiedono che la servopressa sia trattata come uno strumento di misura certificato. Calibrare e certificare secondo gli standard internazionali una cella di carico esterna dedicata risulta notevolmente più agevole rispetto alla qualifica dell’intero sistema di azionamento interno.
L’integrazione nel controller WPS
Per gestire efficacemente questo scenario, il controller WPS di Coretec è dotato di ingressi analogici ad alta velocità progettati specificamente per sensori esterni. L’implementazione di un circuito di forza di feedback secondario ad alta precisione risulta così semplice e diretta, senza richiedere integrazioni complesse o soluzioni custom. Un approccio che trasforma la servopressa da semplice attuatore a strumento di misura pienamente integrato nel processo produttivo.



