Acquati Group è la nuova divisione europea di burster Italia, nata per distribuire le servopresse elettriche e gli avvitatori Coretec su tutta l’area EMEA, affiancandoli alla storica strumentazione di misura burster. Con una rete già attiva in Spagna, Ungheria e Polonia, l’azienda risponde alla contrazione del settore automotive puntando su integrazione tecnologica e supporto tecnico di prossimità.
Trent’anni di storia industriale, una passione per la misura che attraversa decenni e due generazioni di imprenditori lombardi: è da questo substrato che nasce Acquati Group, la nuova divisione che punta a ridisegnare la presenza dell’azienda sul mercato europeo. La storia comincia con Alberto Acquati, che ha trascorso vent’anni a Milano lavorando nel settore della strumentazione di misura, passando da riparatore di strumenti a direttore commerciale, maturando una profonda convinzione: l’Italia eccelleva nella progettazione, ma faticava a sviluppare una vera cultura della misura e del controllo di qualità, a differenza di Giappone, Stati Uniti e Germania.
Nel 1992, con la crisi che travolse molte aziende, Alberto Acquati prese una decisione che avrebbe segnato la sua carriera: fondare nel 1993 burster Italia, società nata al 50% con il partner tedesco Matthias Burster e dedicata alla distribuzione in Italia di sensori e strumentazione del produttore tedesco. A questa prima fase se ne aggiunse una seconda nel 2008, con l’acquisizione della rappresentanza per l’intera area EMEA di Coretec, azienda giapponese produttrice di servopresse elettriche e avvitatori per l’assemblaggio industriale. Come sottolinea Alberto Acquati: “Il nostro motto è sempre stato quello di dare un ottimo servizio sia prima che dopo la vendita. Proponiamo l’hardware più adeguato e il supporto migliore”. La struttura aziendale è volutamente snella: pochi collaboratori interni, una rete di agenti e due piccole aziende esterne che forniscono supporto pre e post-vendita. Questo modello ha permesso all’azienda di mantenersi flessibile, efficiente e reattiva alle oscillazioni del mercato per oltre tre decenni.
Non un rebranding, ma una nuova visione strategica

La nascita di Acquati Group risponde a una necessità precisa: costruire un’identità europea riconoscibile, distinta dai singoli brand rappresentati, capace di dialogare con i mercati del continente in modo diretto e credibile. Federico Acquati, figlio di Alberto, con una solida esperienza internazionale alle spalle, è il principale artefice di questa trasformazione e tiene a precisare un punto fondamentale. “Può apparire un rebranding, ma non lo è – sottolinea Federico Acquati – Acquati Group nasce per dare visibilità europea a qualcosa che non era presente come entità autonoma. Possiamo dire che Coretec in Europa è Acquati Group”. Il problema che si intendeva risolvere era duplice: da un lato, la difficoltà di operare in mercati stranieri senza interlocutori locali in grado di parlare la lingua e il codice culturale di ciascun territorio; dall’altro, la confusione che si generava nel proporre prodotti Coretec sotto il cappello di burster Italia, nome chiaramente associato al solo mercato italiano.
La nuova divisione si propone come “hub europeo”, un punto di riferimento continentale in grado di raccogliere le richieste dei mercati locali e di coordinarle con la rete di distributori burster già attivi nei vari Paesi. Una rete che ha risposto positivamente al progetto, apprezzando la possibilità di avere un interlocutore europeo stabile per prodotti come le servopresse Coretec. Le prime tre nazioni già operative nella rete Acquati Group sono Spagna, Ungheria e Polonia. Si tratta di un inizio, frutto di relazioni costruite nel tempo, che Federico Acquati definisce come il primo tassello di un percorso di costruzione lenta e solida.
Nuovi mercati e versatilità: la risposta alla trasformazione tecnologica dell’automotive
La spinta alla creazione di Acquati Group non è solo di natura strategica: è anche, e forse soprattutto, una risposta alla profonda trasformazione che ha investito il settore automotive, comparto che rappresentava oltre il 50% del fatturato dell’azienda.
Una percentuale imponente, generata da una clientela che acquistava regolarmente strumenti per i controlli di fine linea. Poi il mercato ha frenato bruscamente. Federico Acquati non usa mezzi termini: “Abbiamo creato Acquati Group per conquistare nuovi mercati. Nuovi mercati per noi significa affacciarsi a nuovi territori, a rappresentanti esistenti da anni con cui avevamo già relazioni, proponendo però prodotti che si integrano bene in un’offerta più ampia”.
Accanto a questa direttrice, c’è quella della versatilità produttiva. “L’innovazione non è semplice. Per noi, come azienda commerciale, la versatilità è l’equivalente dell’innovazione. Proporre un’offerta che integri soluzioni su misura burster in prodotti Corectec: in altri termini, una soluzione che i nostri clienti non devono progettare autonomamente”, spiega Federico Acquati. Una mossa apparentemente semplice, ma che richiede visione, coraggio e tempi di esecuzione precisi.
Resilienza e visione
Resilienza come pratica quotidiana: continuare a lavorare anche quando il telefono non suona, mantenere la rete attiva, costruire relazioni che daranno frutti nel medio periodo. Il vantaggio competitivo di Acquati Group non sta nel prezzo, ma nella capacità di arrivare dove i grandi non arrivano: forniture in quantità unitaria, supporto tecnico personalizzato, disponibilità a muoversi sul campo. Come sottolinea Alberto Acquati: “Abbiamo ingegneri che danno un servizio diretto: per completare una messa in servizio in Germania o in qualsiasi altro paese EMEA. È questo il tipo di supporto che distingue il nostro approccio”.
La strada indicata per il futuro è dunque chiara e si articola su tre assi: nuovi mercati, versatilità e resilienza. Una triade che Federico Acquati dice di ripetere prima di tutto a se stesso, come bussola per navigare un mercato che scricchiola ma che, come insegna la lunga esperienza di Alberto Acquati, ha sempre trovato il modo di ripartire.



