Da settembre 2024 è ufficialmente in vigore la formula 4+2 per l’istruzione tecnica e professionale, che consiste in 4 anni di scuola secondaria superiore e 2 anni di ITS Academy, integrati con esperienze a contatto con le aziende. Ne abbiamo parlato con Maurizio Chiappa, Direttore per l’Istruzione Tecnica e Professionale e per la Formazione tecnica Superiore DGTVET del MIM.
Sono più di 170 gli istituti tecnici e professionali, per 201 indirizzi di studio e 5.449 studenti iscritti, che sono stati ammessi alla sperimentazione della filiera 4+2 della nuova istruzione tecnica e professionale. Si tratta di un percorso che prevede 4 anni di scuola secondaria superiore e 2 anni negli ITS Academy, integrati con esperienze all’interno di aziende produttive, e con il conseguimento finale, in sei anni, del diploma di specializzazione per le tecnologie applicate. Uno degli obiettivi è dare più spazio ai programmi di alternanza scuola-lavoro e didattica laboratoriale, così da favorire l’ingresso degli studenti nel mondo del lavoro.
“La riforma dei percorsi 4+2 è una sperimentazione innovativa – afferma Maurizio Chiappa, Direttore generale per l’istruzione tecnica e professionale e per la formazione tecnica superiore DGTVET del MIM – che si prefigura come un grande cambiamento per la scuola italiana: avere un’offerta formativa flessibile e al passo con le nuove tecnologie è una grande opportunità per tutti”.
A questa riforma si arriva dopo una serie di apparati normativi che il legislatore aveva già prefigurato in precedenza, come l’Alternanza Scuola-Lavoro (successivamente PCTO) considerata fondamentale per una maggiore coesione tra mondo scolastico e produttivo e per il trasferimento di competenze tecniche.
La riforma 4+2 è una necessità per studenti e aziende

l’Istruzione Tecnica e Professionaledel MIM,
che ci ha raccontato la riforma 4+2.
I dati sul mismatch tra domanda e offerta nel mercato del lavoro rendono evidente la necessità di questo tipo di percorso formativo. “Abbiamo la possibilità – commenta Maurizio Chiappa – di sviluppare percorsi tecnici di filiera di qualità, infatti molte scuole italiane hanno aderito alla sperimentazione e le famiglie degli studenti hanno compreso il valore della proposta, anche se il lavoro è solo all’inizio”. Gli studenti che frequentano i percorsi 4+2 stanno sviluppano competenze di base e soft skill che permetteranno loro di essere più connessi con il mondo del lavoro, mantenendo un’attenzione particolare alle professionalità emergenti. Inoltre, hanno la possibilità di fare molte esperienze laboratoriali e l’opportunità di studio all’estero.
“Le aziende della filiera – racconta Maurizio Chiappa – hanno l’occasione di seguire gli studenti, aiutandoli a sviluppare talento e attitudini facendoli partecipare a esperienze diversificate. Le aziende contribuiscono a dare valore alla sperimentazione, perché rappresentano il know-how tecnologico italiano. La riforma 4+2 sicuramente si amplierà, ma il lavoro da fare è ancora tanto. Abbiamo in mente molti obiettivi per i prossimi anni: orientamento attivo a partire dalla scuola secondaria di primo grado (le cosiddette scuole medie), l’aumento del numero di ragazze nei percorsi della filiera tecnologia professionale, e la formazione dei docenti”.
di Rossana Pasian



