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ABB e l’educazione tecnica nell’era della robotica e dell’automazione

Christelle Keefer, Global Segment Manager for Education di ABB, racconta l’impegno dell’azienda a livello globale per colmare il divario tra scuola e industria, promuovere l’inclusione e sviluppare competenze tecniche e trasversali.

di Rossana Pasian

Nel mondo dell’automazione industriale, l’educazione tecnica non è più un’opzione, ma una necessità strategica. Mentre i robot collaborativi, l’intelligenza artificiale e l’integrazione tra sistemi meccatronici trasformano le linee di produzione, si fa sempre più urgente la domanda: come possiamo formare i professionisti di domani? Secondo Christelle Keefer, Global Segment Manager for Education presso ABB, la risposta è duplice: serve un equilibrio tra solide competenze tecniche e una preparazione trasversale, capace di abbracciare soft skill, visione sistemica ed etica dell’innovazione. “Le aziende oggi cercano un mix tra know-how tecnico, come la programmazione in Python, C++ o ROS, l’intelligenza artificiale, il machine learning e la cybersecurity, e capacità trasversali come il problem solving, l’adattabilità, il lavoro di squadra e la voglia di imparare continuamente”, spiega Christelle Keefer. Questo approccio rispecchia la rapidità con cui evolvono le tecnologie nell’automazione. La formazione, quindi, deve andare oltre l’insegnamento teorico, e puntare a esperienze pratiche che coinvolgano gli studenti in progetti reali e stimolanti. Un esempio concreto è l’ABB RoboCup, una competizione internazionale che sfida gli studenti a risolvere problemi complessi con creatività e collaborazione. Ma l’impegno di ABB nel campo dell’educational va ben oltre i concorsi. “Oltre alla RoboCup – racconta Christelle Keefer – collaboriamo attivamente con università in tutto il mondo, offriamo programmi di stage, sessioni di formazione con robot ABB reali, e supportiamo piattaforme di apprendimento online con tutorial e certificazioni accessibili ovunque”.

Christelle Keefer, Global Segment Manager for Education di ABB

Democratizzazione, inclusività e futuro

Questa democratizzazione della formazione, resa possibile anche da strumenti digitali come i laboratori virtuali e la realtà aumentata, rappresenta una svolta inclusiva. Tuttavia, permangono differenze significative tra i vari paesi. “Alcune nazioni sono molto avanti, con programmi scolastici ben integrati e una forte sinergia tra istruzione e industria. Altre stanno ancora cercando di colmare il divario, a causa di risorse limitate o priorità nazionali differenti”, osserva Christelle Keefer. In questo scenario, la collaborazione tra pubblico e privato diventa essenziale per superare gli ostacoli e garantire pari opportunità. La disponibilità di tecnologia, la formazione degli insegnanti e l’attitudine culturale verso le discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) sono fattori determinanti. Non meno importante è la promozione dell’inclusività. Le disparità di genere e la sotto-rappresentanza di alcune categorie nella robotica richiedono azioni mirate, a partire dalla scuola. “L’esposizione precoce alle STEM, con esperienze pratiche divertenti, fa la differenza – afferma Christelle Keefer – Mentori e role model diversificati sono fondamentali. Le scuole e le aziende devono creare ambienti accoglienti, supportati da borse di studio, programmi di outreach e politiche aziendali flessibili”.
Questo approccio non solo favorisce l’ingresso di più ragazze e gruppi sottorappresentati nel settore, ma crea un ecosistema più innovativo, dove le idee nascono dalla diversità di prospettive. E i giovani? Come possono prepararsi concretamente a un futuro sempre più automatizzato, sia sul lavoro che nella vita quotidiana? “Una solida base nelle materie STEM è fondamentale, ma è altrettanto importante ‘sporcarsi le mani’ – consiglia Christelle Keefer – partecipare a club di robotica, cimentarsi con la programmazione, mettersi alla prova con progetti reali. E non bisogna trascurare le competenze trasversali, come la collaborazione e la creatività”. Dunque, la visione per il futuro della formazione tecnica non può che essere ambiziosa e inclusiva. Le nuove generazioni devono essere non solo utenti della tecnologia, ma protagonisti consapevoli del cambiamento. “Immagino un’educazione sempre più pratica, personalizzata e accessibile. Con tecnologie come i laboratori virtuali e la realtà aumentata, ogni studente potrà fare esperienza con le tecnologie più avanzate, ovunque si trovi. L’integrazione tra competenze tecniche, creatività, etica e sostenibilità sarà cruciale per formare cittadini globali pronti a plasmare il futuro”, afferma Christelle Keefer. L’automazione, quindi, non è solo una rivoluzione tecnologica: è anche e soprattutto una sfida educativa. “Solo investendo nelle persone – nelle loro competenze, nei loro talenti e nella loro capacità di immaginare un domani diverso – potremo costruire un sistema produttivo resiliente, intelligente e umano-centrico”, conclude Christelle Keefer.

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