PIEGATURATAGLIO

Isifer si innova grazie a Salvagnini

Oltre 30 anni di attività segnati da una crescita costante nel solco della tecnologia avanzata, della motivazione professionale del personale e dei solidi rapporti con clienti e fornitori. È questa la fotografia della altoatesina Isifer che per continuare nella crescita ha scelto di puntare sulla tecnologia Salvagnini.

Da una piccola bottega artigiana nel cuore della Val Badia a un’azienda strutturata, digitalizzata e capace di operare anche sui mercati internazionali. La storia di Isifer è l’emblema di come la profonda conoscenza del mestiere, unita a scelte tecnologiche lungimiranti, possa trasformare radicalmente il modo di fare impresa nel settore della lavorazione della lamiera. Fondata nel 1993 a Longiarù da Isidoro Clara e sua moglie Roswitha Oberlechner, Isifer ha vissuto una continua crescita, culminata nel 2023 con il trasferimento in un moderno e più grande stabilimento, non distante dal precedente, nella zona artigianale di Piccolino, frazione del comune di San Martino in Badia (BZ).

Dalla progettazione tecnica al prodotto finale assemblato, l’azienda sviluppa e realizza al proprio interno robuste strutture metalliche avvalendosi di macchine e impianti per taglio laser, piegatura, calandratura, saldatura, asportazione di truciolo e montaggio, rivolgendosi agli studi di architettura, all’industria e alle strutture turistiche. Sebbene il presidio della Val Badia e delle valli limitrofe, servendo i più prestigiosi hotel, rimanga il core business aziendale, Isifer si spinge sempre più spesso oltre i confini nazionali per la realizzazione di negozi e facciate di prestigio in tutto il mondo.

La scelta del partner affidabile

Da sinistra: Simone Cesaretto (agente Salvagnini); Franz Tolpeit, Isidoro Clara e Roswitha Oberlechner (Isifer).
Da sinistra: Simone Cesaretto (agente Salvagnini); Franz Tolpeit, Isidoro Clara e Roswitha Oberlechner (Isifer).

Oggi, l’azienda guarda al futuro attraverso un importante passaggio generazionale che ha visto l’ingresso nella compagine societaria di due giovani ex-dipendenti, ora soci: Franz Tolpeit, responsabile delle attività di progettazione, e Alan Trebo, responsabile delle attività di produzione. Questa sinergia tra l’esperienza dei fondatori e la spinta innovativa dei nuovi soci ha trovato il suo compimento nella scelta di un partner tecnologico di eccellenza: Salvagnini, brand di riferimento per la produzione di macchine utensili, sistemi industriali e automazioni flessibili per la lavorazione della lamiera.

Quando l’esigenza di rinnovare il parco macchine si è fatta pressante, Isifer non si è limitata infatti a cercare un semplice fornitore di attrezzature, ma un vero partner strategico. La decisione di affidarsi a Salvagnini è maturata dopo un’attenta analisi del mercato e diverse visite fieristiche. “Volevamo comprare un concetto e non comprare una macchina,” spiega Franz Tolpeit, sottolineando l’importanza di una visione a lungo termine. Concetto ribadito da Isidoro Clara: “Il nostro ragionamento è sempre stato quello di cercare un fornitore affidabile, con il quale instaurare un solido rapporto di collaborazione che vada oltre l’aspetto tecnico, mai messo in discussione.”

L’incontro con la realtà Salvagnini ha fatto la differenza. L’approccio al cliente del costruttore vicentino, che traspare dalle parole degli interlocutori, si discosta dalle dinamiche impersonali di altre grandi aziende. Salvagnini, infatti, predilige ospitare i clienti internamente per i corsi di formazione, favorendo la nascita di un rapporto umano diretto e di confidenza. “Questo – conferma Tolpeit – ha permesso ai nostri operatori di conoscere personalmente i tecnici dell’assistenza, creando punti di riferimento chiari che si rivelano decisivi nella risoluzione rapida di eventuali problematiche. Consideriamo fondamentale anche la tempestività con cui ci vengono forniti i ricambi, e in questo siamo favoriti dalla vicinanza geografica. Inoltre, l’assetto di Salvagnini, che vede ancora una proprietà e una famiglia fortemente presenti e attive in azienda, ci trasmette un senso di familiarità, vicinanza e solidità. Il punto di forza di Salvagnini è la effettiva accessibilità e la reale interazione con il loro mondo; ciò si traduce in una garanzia di qualità e di affidabilità, valori che abbiamo sempre cercato e che Isifer cerca di trasmettere ai propri clienti”.

L’integrazione tra progettazione, taglio e piega

Grazie al software OPS di Salvagnini, Isifer riesce a gestire la programmazione del taglio laser e della pressa piegatrice da un’unica piattaforma.
Grazie al software OPS di Salvagnini, Isifer riesce a gestire la programmazione del taglio laser e della pressa piegatrice da un’unica piattaforma.

Uno dei pilastri del cambiamento tecnologico nella realtà altoatesina è stato l’adozione di un ambiente software unico e integrato. In passato, la gestione separata delle varie fasi di lavorazione generava colli di bottiglia. Oggi, l’azienda utilizza un sistema gestionale avanzato e un software CAD 3D che dialoga in maniera fluida con l’ecosistema Salvagnini tramite il software OPS. Si tratta del software di processo modulare di Salvagnini che funge da coordinatore centrale, gestendo e distribuendo le informazioni tra tutti gli ambienti per rendere il processo più efficiente. OPS definisce regole e algoritmi per automatizzare il processo aggiungendo intelligenza al sistema, con la creazione di una connessione diretta tra l’ufficio tecnico e la produzione.  

“L’impatto di questa integrazione sulle attività quotidiane – sottolinea Franz Tolpeit – è stato dirompente, semplificando molto il lavoro degli operatori. La possibilità di gestire la programmazione del taglio laser e della pressa piegatrice da un’unica piattaforma ha eliminato le inefficienze, garantendo che l’intera officina parli la stessa lingua.” Gli fa eco Isidoro Clara: “Questa soluzione ha soddisfatto le nostre principali esigenze; in sostanza integrare digitalmente le due macchine, oltre a migliorare le prestazioni in termini di velocità e precisione delle lavorazioni, ne ha semplificato la gestione. È una bellissima cosa che ci consente di essere più efficienti e di rispondere rapidamente alle richieste urgenti dei nostri clienti.”

Alte prestazioni e accessibilità nel taglio

Il cuore pulsante del reparto di taglio di Isifer è oggi il nuovo sistema laser in fibra di Salvagnini, un modello L3.G4 con sorgente da 6 kW equipaggiato con cambio pallet, che ha sostituito un precedente laser in fibra da 2 kW e inciso decisamente sulla produttività dell’azienda. L3.G4 è la quarta generazione del laser Salvagnini, una macchina caratterizzata da una nuova architettura che combina ergonomia ed elevata rigidezza. La sua innovativa soluzione gantry, che cambia la visione architetturale dei precedenti sistemi laser del costruttore vicentino, offre massima accessibilità al campo di lavoro che risulta fondamentale in un’azienda come Isifer, dove la produzione è prevalentemente personalizzata. L’elevata rigidezza e precisione nelle lavorazioni, inoltre, ha favorito migliori prestazioni su spessori medi e sottili rispetto al passato. Lavorando su commessa per facciate, strutture portanti e interior design di lusso, ogni lotto è diverso dal precedente e richiede continui interventi, personalizzazioni e verifiche da parte dell’operatore.

Nella configurazione scelta da Isifer, il laser L3.G4 è inoltre dotato di tecnologie avanzate per l’efficienza di processo. Tra queste spicca la visione artificiale basata su reti neurali: NVS verifica il centraggio del fascio laser e, grazie agli algoritmi di machine learning, monitora lo stato dell’ugello per ridurre gli scarti. Da evidenziare anche APC2, il sensore adattivo di processo che monitora in tempo reale le fasi di sfondamento, per un piercing più rapido e di maggiore qualità. APC2 verifica infatti eventuali perdite di taglio e, in caso di anomalie, arresta il processo per poi riprenderlo con parametri opportunamente rimodulati. Consente anche la ricerca automatica della distanza focale.

“Oggi – racconta Franz Tolpeit – riusciamo a tagliare lamiere, con spessori da 10 a 20 mm, che prima di installare la macchina Salvagnini dovevamo far tagliare in conto terzi. Viste le elevate prestazioni, la macchina, per ora, è quasi sotto utilizzata, ma la qualità del taglio, la precisione, l’angolazione sono eccellenti; non si potrebbe desiderare di meglio”. Circa il 70% delle lavorazioni di taglio in Isifer avviene su ferro, ma la macchina gestisce agilmente anche alluminio, acciaio inox e corten, per spessori massimi di 20 mm, e rame, bronzo e ottone fino a 8 mm.

Attenzione all’efficienza e al risparmio energetico

Il sistema laser Salvagnini L3.G4 è caratterizzato da struttura gantry che offre massima accessibilità al campo di lavoro.
Il sistema laser Salvagnini L3.G4 è caratterizzato da struttura gantry che offre massima accessibilità al campo di lavoro.

Un aspetto centrale della strategia di Isifer è l’attenzione all’ambiente e all’autonomia energetica. L’azienda ha investito in fonti rinnovabili, dotandosi di un impianto geotermico e di un impianto fotovoltaico che oggi raggiunge i 130 kW di potenza, supportato da sistemi di accumulo. In questo scenario, la tecnologia di taglio Salvagnini si è inserita perfettamente, con soluzioni avanzate per il controllo e l’efficienza di processo, che migliorano le prestazioni e ne fanno un laser facile da usare, produttivo e versatile, con consumi ridotti (in media, 16 kWh) e costi di esercizio competitivi. L’opzione ACUT, infatti, consente a L3.G4 di tagliare con aria compressa opportunamente trattata, con produttività simile a quella del taglio in azoto, ma a costi decisamente contenuti.

Alla sostenibilità di ACUT contribuisce anche APM2, il nuovo dispositivo compatto che si collega direttamente alla rete pneumatica e che assicura i valori di pressione necessari al processo di taglio. In Isifer, queste caratteristiche hanno permesso di abbattere drasticamente i costi operativi. Circa la metà della produzione complessiva viene tagliata utilizzando l’aria compressa, sfruttando l’energia solare autoprodotta per alimentare i compressori. “Tagliamo tanto in aria – spiega Tolpeit – perché abbiamo il fotovoltaico con batterie e corrente in eccesso, quindi per noi è vantaggioso tagliare in aria, ove si lavori lamiere di spessore 10 mm o inferiore. Rispetto alle vecchie tecnologie, l’impatto sul costo orario è tangibile: prima avevamo pacchi di azoto e ossigeno da 25 bombole ciascuno; adesso abbiamo ridotto molto l’azoto e un piccolo pacco di ossigeno ci dura tantissimo. Le spese di gas sono minime.” Il resto della produzione viene gestito prevalentemente a ossigeno, per gli spessori più elevati, con una piccola quota residua di azoto che si attesta intorno al 7%.

A completare l’ecosistema produttivo c’è la pressa piegatrice Salvagnini B3, in configurazione 170/3000, dotata di registro posteriore a 7 assi ad alta rigidità. Così come per il laser, anche qui il vantaggio competitivo è dettato dalla sinergia software-macchina. “Con la velocità di piegatura della B3 170/3000 – afferma Franz Tolpeit – siamo entrati in un altro mondo; importi nel software il 3D del pezzo da produrre, ricavi lo sviluppo e mandi in macchina. Tutto molto semplice grazie anche alla nuova interfaccia uomo-macchina intuitiva e flessibile che si distingue per le caratteristiche funzionali avanzate. E così, anche il processo di piegatura si è semplificato per l’operatore e la qualità del processo si è alzata enormemente.”

Territorio, comunità e giovani talenti

Al fianco delle tecnologie d’avanguardia, l’altro motore di Isifer è il capitale umano. In un territorio a forte vocazione turistica, come la Val Badia, attrarre personale nel settore manifatturiero potrebbe sembrare una sfida impossibile. Eppure, Isifer vanta un team di 20 dipendenti, tutti rigorosamente locali, con un’età media sorprendentemente bassa: 32 anni. Il segreto risiede in un mix di tecnologia stimolante e di una gestione aziendale profondamente umana, guidata dai fondatori Isidoro e Roswitha. “Con i nostri dipendenti – racconta Isidoro Clara – abbiamo un grande rapporto che va oltre gli aspetti aziendali; parliamo con loro quasi ogni giorno e, singolarmente o in gruppo, chiediamo come va, di cosa hanno bisogno per lavorare meglio, quali sono le loro prospettive. Li coinvolgiamo nelle decisioni, diamo loro libertà di autogestirsi. Se noi siamo affidabili verso l’esterno, è soprattutto merito loro.” Roswitha Oberlechner, vera “madre” dell’azienda, cura l’ambiente di lavoro con piccole ma fondamentali attenzioni quotidiane, curando gli spazi condivisi e creando un clima sereno e familiare.

Inoltre, la presenza di macchinari moderni e puliti è un potente magnete per le nuove generazioni. “Oggi, quello che attrae un giovane – conclude Franz Tolpeit – è la tecnologia, cioè poter lavorare con macchine moderne e in un ambiente computerizzato, digitalizzato. Lì c’è tanto entusiasmo: i giovani attirano altri giovani, ed è la nostra miglior pubblicità.”

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