PIEGATURA

Amada: la rivoluzione silenziosa in officina

Cinque innovazioni (velocità elettrica, robotica, carico parallelo, cambio stampi automatico e programmazione offline) stanno trasformando la piegatura da lavoro di forza a processo intelligente. Amada vuole riscrivere le regole della carpenteria. La redazione di Deformazione ha partecipato il 17 aprile a un Open House presso la sede emiliana dell’azienda, durante cui ha potuto vedere dal vivo queste innovazioni.

Dimenticate tutto quello che sapete sul “lavoro sporco” in carpenteria. Per decenni, la piegatura è stata sinonimo di forza bruta e di costante compromesso tra velocità e precisione. Ma i tempi sono cambiati radicalmente: oggi la vera potenza non risiede più nei muscoli, ma nell’intelligenza meccanica e nel software. Varcare la soglia di un’officina attrezzata con le soluzioni più recenti di Amada significa entrare in un universo dove le macchine non si limitano a eseguire ordini, ma “pensano” e proteggono l’operatore.

Le soluzioni Amada sono le nuove protagoniste di un’evoluzione che vuole rendere la produzione più fluida, sicura e redditizia. Il 17 aprile, Deformazione ha partecipato all’Open House dell’azienda, che ha guidato i partecipanti nel suo Technical Center piacentino per raccontare le sue innovazioni per la piegatura.

La velocità che non ti aspetti

Se pensate che una piegatrice elettrica sia solo una scelta “green”, la cella EGB-6013ARce dimostra che non è più così. La tavola si muove a 250 mm/s, e mantiene questa velocità costante sia in fase di discesa che di risalita, raddoppiando l’efficacia operativa rispetto ai sistemi tradizionali.

Il “segreto tecnico” risiede in una meccanica raffinata basata su sistemi a ricircolo di sfere gestiti da frizioni combinate con riduttori. Questa architettura permette una commutazione fulminea tra alta velocità e alto momento torcente. Tradotto per chi deve far quadrare i conti: i tempi morti spariscono e la redditività sui lotti medio-semplici si alza, il tutto con un ingombro a terra ridotto.

“Il concetto elettrico Amada non è solo una scelta motoristica: è la punta di diamante tecnologica per chi vuole correre senza rinunciare alla precisione millimetrica”, ha commentato Danilo Fanaletti, Consulente Tecnico di Amada Italia e nostra guida durante il giro presso il Technical Center.

L’automazione salva-mani

Prendiamo, per esempio, un pezzo da 12 pieghe: è piccolo, compatto, ma dopo otto ore di lavoro diventa un macigno. Per un operatore umano, manipolare ciclicamente un oggetto simile vicino agli stampi è ostico e pericoloso: la stanchezza e la monotonia sono i peggiori nemici della sicurezza, pensiamo ad esempio al rischio di “piegare” le mani insieme al foglio di lamiera. Le celle robotizzate Amada eliminano il fattore di rischio alla radice: un robot, infatti, non perde mai la concentrazione e non si stanca.

Grazie a un magazzino utensili potenziato fino a 27 stazioni, la macchina lavora senza sosta. Il nuovo sistema “polmone” (buffer) con nastri fino a 2,5 metri permette di effettuare il rifornimento del materiale all’esterno mentre la macchina sta ancora producendo. È possibile caricare e scaricare senza mai premere il tasto “stop”, garantendo un flusso produttivo che l’essere umano, per ovvi limiti fisici, non potrebbe sostenere.

La caccia ai 13 secondi

Il 17 aprile, Amada Italia ha aperto le sue porte per una tavola rotonda e un Open House dedicati alla piegatura.
Il 17 aprile, Amada Italia ha aperto le sue porte per una tavola rotonda e un Open House dedicati alla piegatura.

In officina, il tempo è l’unico bene non riproducibile. Amada ha lanciato la sfida ai colli di bottiglia con lo Smart Loading Device. L’idea è tanto semplice quanto rivoluzionaria: poter caricare i pezzi sul bancale “come vengono”, senza perdere minuti preziosi a cercare il riferimento perfetto. Grazie a una terza testina meccanica laterale, la macchina trova autonomamente l’appoggio stabile e l’offset corretto.

Ma il vero rinnovamento è il Parallel Processing nella cella EGB-1303ARse: mentre il robot sta ancora piegando il pezzo precedente, il sistema di carico sta già preparando quello successivo. Questa procedura genera un risparmio stimato di 13 secondi a ogni piega. Sommato su un intero turno, si può guadagnare ore di produzione extra. La flessibilità è alta, poiché si possono gestire pieghe coniche senza dover attrezzare squadretti aggiuntivi o riferimenti speciali.

Flessibilità con l’ATC

La velocità di piegatura è inutile se la macchina resta ferma per ore durante il cambio stampi. Le serie HG e EGB risolvono il problema con l’ATC, passando dai 15 contenitori per punzoni della versione precedente ai 18 attuali, con ben 25 contenitori per le matrici. Questa evoluzione trasforma la cella in un sistema “set and forget”. È possibile passare da un codice all’altro in totale autonomia, gestendo pezzi con lunghezze da 800 a 1.000 mm, spessori fino a 6 mm e cave importanti come la V40. Che si debba eseguire una piega a Z o una schiacciata (hemming), l’ATC installa gli stampi necessari, anche speciali, mentre ci si concentra sulla strategia di produzione.

L’evoluzione green e offline

L’efficienza moderna passa anche, ovviamente, per l’ambiente e la semplicità d’uso. La serie HG ibrida ne è l’emblema: consuma circa la metà dell’olio rispetto a una idraulica tradizionale, riducendo costi e impatto ecologico in misura significativa. È però nell’integrazione software che Amada vince la partita. Grazie alla programmazione offline, il pezzo viene preparato a computer e inviato alla cella pronto per l’esecuzione. In soli 15-20 minuti, anche un particolare di media difficoltà è in produzione, eliminando la necessità di lunghi “auto-apprendimenti” a bordo macchina.

I tre pilastri che sintetizzano questa filosofia che unisce sostenibilità e semplicità sono chiari:

  • Meno olio: sostenibilità reale e manutenzione ridotta.
  • Zero apprendimento: la cella deve produrre, non essere usata come una scrivania per programmare.
  • Compensazione attiva (Bi-S): il sistema di controllo d’angolo non si limita a misurare, ma effettua una compensazione meccanica attiva sia sulla tavola superiore che su quella inferiore. Il risultato sono pezzi perfetti su tutta la lunghezza, al primo colpo.

“L’officina del futuro è già qui, parla il linguaggio della fluidità. Persino le macchine manuali della serie HRB sono state progettate pensando a domani: la “R” sta per Retrofittabile, il che significa che è possibile iniziare oggi con la piegatura manuale e automatizzarla in seguito, integrandola in una cella robotizzata senza dover buttare l’investimento iniziale. La meccanica avanzata, la robotica infaticabile e i software predittivi stanno eliminando i limiti storici della carpenteria metallica. Non si tratta di sostituire l’operatore, la centralità dell’umano non è mai stata messa in discussione, ma di liberarlo dai compiti più pericolosi e di amplificarne le capacità decisionali, lasciandogli la supervisione di un processo che gira in modo sempre più autonomo e intelligente”, ha concluso Danilo Fanaletti.

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