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Tecnofreddo sceglie Salvagnini per realizzare i suoi sistemi di refrigerazione

Investimenti lungimiranti e personale qualificato sono alla base del successo internazionale di Tecnofreddo, azienda siciliana specializzata nella progettazione e realizzazione di sistemi di refrigerazione. Flessibilità e qualità aumentate grazie a macchine come la recente pressa piegatrice B3 fornita da Salvagnini.

“La mia azienda è nata più di quarant’anni fa, senza nessun aiuto, senza alcun passaggio di consegne dei miei genitori; l’ho creata io con tanti sacrifici. È stata dura però, nel corso degli anni, l’azienda ha gradualmente ottenuto una grande riconoscibilità in tutta l’Italia e anche all’estero.” Comincia così il racconto di un imprenditore del Sud, radicato a Marsala, ma con la mente e i suoi prodotti in giro per il mondo, attraverso la voce diretta di chi ha vissuto tutte le difficoltà e le soddisfazioni del settore manifatturiero nazionale e internazionale. È il racconto di Osvaldo Asaro, titolare della Tecnofreddo, azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di sistemi di refrigerazione che trovano applicazione in svariati settori industriali e della climatizzazione.

“La nostra sede produttiva è sempre stata a Marsala – precisa Asaro – ma l’azienda ha mantenuto per ragioni di praticità la sede legale a Bologna.” La Sicilia per Asaro non è solo uno scenario geografico: è una terra che richiede un impegno maggiore per imporsi sui mercati. “Essendo un’azienda meridionale non è facile arrivare al Nord o sui mercati europei e competere con gli strumenti della tecnologia avanzata e della specializzazione. È stata molto dura, ma sembra che ci stiamo riuscendo”.

Tecnologia e uomini: accoppiata vincente

Da sinistra: Osvaldo Asaro, titolare di Tecnofreddo, Marco Cacciatore, area manager Salvagnini, e Gianmarco Asaro, Marketing Manager di Tecnofreddo.
Da sinistra: Osvaldo Asaro, titolare di Tecnofreddo, Marco Cacciatore, area manager Salvagnini, e Gianmarco Asaro, Marketing Manager di Tecnofreddo.

Negli anni, Tecnofreddo è cresciuta e ha investito non solo in qualificato capitale umano, ma anche e soprattutto in tecnologie avanzate, come attesta la recente introduzione di una macchina di Salvagnini. L’acquisizione della pressa piegatrice della linea B3 del costruttore vicentino risponde alla costante volontà dell’azienda siciliana di puntare su soluzioni produttive di qualità, su macchine ad alta efficienza concepite per aziende che intendono investire sul proprio futuro senza incertezze.

“Perché anche le lavorazioni eseguite da macchine performanti fanno la differenza – evidenzia Asaro – La scelta di internalizzare le lavorazioni della lamiera nasce da una necessità strategica: la gran parte dei nostri competitor, dislocati soprattutto nel Nord Italia, non le realizzano direttamente ma preferiscono rivolgersi al mercato del contoterzi, limitandosi soltanto all’assemblaggio finale dei sistemi di refrigerazione. In Sicilia, purtroppo, non abbiamo una filiera sviluppata sotto questo punto di vista, quindi ci siamo convinti che certe lavorazioni andavano realizzate all’interno della nostra azienda. È stata una scelta vincente: quella che sembrava solo una necessità è diventata una opportunità di crescita. Grazie ad alcuni importanti investimenti, tra i quali una macchina di taglio laser e la pressa piegatrice Salvagnini B3, in sostituzione rispettivamente di una punzonatrice e di una delle due piegatrici già presenti in officina, abbiamo significativamente aumentato i nostri livelli di flessibilità e di efficienza produttiva. La flessibilità è senza dubbio la cifra che ci ha consentito di raggiungere grandi traguardi tecnici e commerciali. Grazie al nostro ufficio tecnico di alto livello professionale, Tecnofreddo opera come una sartoria industriale: progettiamo e realizziamo sistemi di refrigerazione su misura per i nostri clienti. Non abbiamo un catalogo di prodotti standard, abbiamo un catalogo generale dove mostriamo le macchine che realizziamo, ma il nostro mercato è quello del su misura: noi arriviamo dove non arrivano gli altri”.

Nel 2024 l’azienda di Marsala ha chiuso con circa 11 milioni di euro di fatturato e per quest’anno si stima di arrivare ai 15 milioni. Mediamente, il 60% viene dal mercato domestico con una predominanza delle regioni settentrionali; il restante 40% arriva da Paesi esteri, tra i quali Francia, Norvegia, Danimarca, Inghilterra, Irlanda, Paesi Arabi, Nord Africa e India.

“Per un’azienda di Milano – aggiunge Asaro – realizziamo macchine che vengono esportate in tutto il mondo, in Iraq, Iran, Perù, Brasile, Argentina. Loro costruiscono impianti industriali da milioni di euro e la nostra macchina è un componente fondamentale della refrigerazione. Forniamo tutte le industrie di processo, dalla farmaceutica all’oil & gas, dal lattiero-caseario alla plastica, al navale e siamo presenti anche nel settore della meccanica. A volte non conosciamo neanche l’applicazione finale perché il nostro cliente-tipo è un terzista, un frigorista o un installatore che ha il contatto con l’utilizzatore finale. Trainati dal miglioramento delle condizioni di mercato e dalle recenti evoluzioni tecnologiche, nel 2024 abbiamo fatto parecchi investimenti: abbiamo acquistato un capannone, magazzini verticali, nuove gru, nuovi muletti, ma la rivoluzione produttiva è coincisa con l’arrivo della Salvagnini B3 voluta per esser più efficienti e tecnologicamente più aggiornati. I benefici conseguiti sono stati sorprendenti al punto che stiamo valutando nuovi investimenti per eseguire l’intero ciclo di lavorazione in automatico”.

In Tecnofreddo si realizzano circa 10.000 pieghe al mese con la B3 fornita da Salvagnini.
In Tecnofreddo si realizzano circa 10.000 pieghe al mese con la B3 fornita da Salvagnini.

L’investimento lungimirante

Perché scegliere Salvagnini? “Siamo stati tentati dall’acquisto di una pressa piegatrice d’importazione – afferma Asaro – ma alla fine, grazie ai frequenti incontri con il team Salvagnini che ci ha illustrato le grandi potenzialità della macchina, abbiamo preferito la soluzione italiana, quale garanzia di qualità e affidabilità, non solo in termini tecnici, ma anche di assistenza pre- e post-vendita. Quando i nostri clienti vengono a visitare la Tecnofreddo e vedono Salvagnini, rimangono colpiti. Anche questo fa parte della qualità e dell’importanza di un’azienda e del suo marchio”.

Parte della gamma di piegatrici B3, progettata combinando le caratteristiche e i benefici delle soluzioni elettriche e idrauliche comunemente diffuse sul mercato con le avanzate competenze Salvagnini di automazione, software, meccanica ed elettronica, la macchina installata presso lo stabilimento siciliano offre una lunghezza di piega massima di 4.250 millimetri per una forza massima di 240 tonnellate ed è dotata di registro posteriore BG7 con traversa ad elevata rigidità. Il suo impiego in Tecnofreddo è rivolto soprattutto alla lavorazione di lamiera zincata Z200 o Z300 con spessori che vanno da 1 a 6 millimetri, realizzando circa 10.000 pieghe al mese.

“Possiamo sapere come utilizziamo la B3 – spiega Asaro – attraverso LINKS, la soluzione IoT Salvagnini che monitora le prestazioni dei sistemi e consente l’accesso ai dati di produzione, logbook, KPI di prestazione, telemetria e il monitoraggio dei parametri attraverso il processo di Condition Monitoring, aumentando così l’efficienza generale dell’impianto”.

Le soluzioni tecniche adottate sulla gamma B3 consentono inoltre di rispettare l’uomo e l’ambiente senza ridurre la produttività. L’architettura rende la macchina più versatile estendendo i vincoli sulle geometrie delle parti. Le tecnologie adattative integrate (S-CROWNING, TFC2) rendono il sistema intelligente, minimizzano scarti e correzioni, ampliano la gamma di prodotti realizzabili.

“La macchina che abbiamo scelto – sottolinea Asaro – poteva sembrare sovradimensionata rispetto alle esigenze iniziali, ma quando l’abbiamo acquistata volevo che fossimo in grado di realizzare anche i telai con componenti da 6 mm di spessore. E così è stato: oggi con il laser e la piegatrice siamo in grado di gestire anche questi particolari. Lotti produttivi e versatilità sono, altresì, fondamentali: quando prepariamo un attrezzaggio sulla pressa piegatrice vengono realizzati diversi particolari, possono essere anche cento pezzi, quasi tutti diversi. In questo, il software Salvagnini è stato fondamentale per gestire il ciclo di lavorazione il cui programma viene sviluppato dal nostro ufficio tecnico e inviato direttamente all’operatore a bordo macchina”.

“Siamo molto soddisfatti dell’investimento fatto con la pressa Salvagnini – conclude Asaro – perché abbiamo potuto consolidare la nostra strategia che punta su un mercato dove c’è minor concorrenza: qui proponiamo i nostri sistemi di refrigerazione customizzati per soddisfare le esigenze di aziende che richiedono uno sviluppo tecnico importante. Certo, bisogna essere bravi a continuare così, perché non è facile, perché ogni macchina è nuova, ogni progetto è una sfida, ma sono orgoglioso dei miei ingegneri, dello staff tecnico che ho costruito e che le aziende concorrenti ci invidiano: me lo dicono tutti i nostri clienti”.

Oggi Tecnofreddo conta circa cinquanta dipendenti stabili, con una forte componente femminile negli uffici tecnici. L’azienda guarda avanti, tra nuovi investimenti e nuove sfide di mercato, con la convinzione che la tecnologia avanzata e la flessibilità “su misura” siano la ricetta giusta per continuare a crescere e distinguersi nel solco dell’elevata qualità.

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