La robotica mobile è il passo successivo verso la flessibilità

Nel 2021 ABB ha fatto un’importante acquisizione, inserendo nel suo portafoglio le soluzioni AMR di ASTI Robotics. “La robotica mobile è il passo successivo verso la flessibilità” è il motto che accompagna questo importante “matrimonio” robotico. Ne abbiamo parlato con Michele Pedretti, Local Business Line Manager CSSR Robotics & Discrete Automation di ABB.

L a robotica mobile sta diventando sempre più un punto focale per molti mercati e applicazioni, sia nel settore industriale sia altri. Conscia di ciò, ABB ha deciso nel 2021 di inserire nella sua offerta anche i robot mobili autonomi, grazie all’acquisizione della compagnia spagnola ASTI Robotics. Fondata nel 1982, al momento l’azienda vanta una delle più nutrite flotte installate di AMR in Europa, insieme a un ampio portafoglio clienti, che va dal settore automotive, alla logistica e al Food&Beverage. 

Si prevede che i robot mobili autonomi potranno garantire alti livelli di flessibilità; ABB e ASTI vogliono, in questo senso, realizzare la loro visione comune di aiutare i clienti a sostituire le attuali linee di produzione sequenziali con reti pienamente flessibili, in cui gli AMR intelligenti trasporteranno materiali e prodotti tra stazioni di lavoro interconnesse.

“ASTI Robotics si inserirà in tutti i settori che tratta ABB – spiega Michele Pedretti – dall’assemblaggio, al medicale, passando per Food&Beverage e automotive. L’obiettivo sarà quello di gestire i nuovi prodotti ASTI esattamente come facciamo da decenni in modo molto attento e apprezzato dai nostri clienti della robotica. Abbiamo una struttura organizzativa caratterizzata da un team di tecnici con elevate competenze, quindi abbiamo molti colleghi dedicati specificatamente a tutte le attività del pre-vendita, altri al post-vendita, altri ancora per il supporto dedicato solo per i system integrator/partner per supporto soluzioni anche molto complesse, fino al Service con un’ambia offerta di servizi disponibili. Supporteremo sempre i partner nello studiare e promuovere nuove soluzioni innovative per aumentare anche la loro competitività”. 

L’intenzione è quella di integrare efficacemente prodotti e soluzioni ASTI con l’ecosistema ABB Robot per avere soluzioni modulare e anche pacchetti software estremamente completi e flessibili, ma soprattutto semplici da implementare, così da creare una proposta d’integrazione unica e distintiva per tutti i clienti ABB.

L’integrazione tra ABB e ASTI è ancora in fase di sviluppo, ma gli obiettivi e i piani comuni di sviluppo sono già ben chiari e pianificati nel dettaglio. ASTI è già molto presente in Italia e in Europa nelle più svariate applicazioni di logistica e intralogistica in differenti mercati – commenta Pedretti – dall’automotive al Food&Beverage, passando attraverso il farmaceutico e ovviamente la grande distribuzione. Mercati molto diversi, ma tutti in grande fermento e rinnovamento uniti da un comun denominatore: la necessità d’essere flessibili, modulari e facili da gestire.

ABB ha acquisito ASTI Robotics nel 2021.
ABB ha acquisito ASTI Robotics nel 2021.

Raggiungere alti livelli di automazione

Gli impianti stanno rinnovando le produzioni, diventando più efficienti, flessibili, autonomi e controllati. Lo scopo di molte aziende è quello di avere linee e impianti autoconfigurabili e altamente flessibili. “Ci sono delle variazioni di richieste impressionanti – spiega Michele Pedretti – i problemi di approvvigionamento sono causati anche da picchi di richieste di prodotti molto diversi tra loro. Questo comporta la necessità di essere molto flessibili sia nelle tipologie che nelle quantità”. 

Più una linea è automatizzata, più è semplice gestire le richieste del mercato: inserire i robot mobili, anche in impianti già esistenti, permette di avviare una produzione più efficiente, flessibile e specializzata. In aggiunta all’acquisizione di ASTI, ABB ha recentemente siglato un accordo di collaborazione con Sevensense, start-up svizzera che sviluppa sistemi di intelligenza artificiale, visione 3D e navigazione autonoma. “Questa collaborazione è molto importante – spiega Michele Pedretti – per la nascita dei robot mobili autonomi, perché porterà un nuovo livello di automazione e adattabilità delle fabbriche”. La tecnologia di navigazione di Sevensense sfrutta visione artificiale avanzata e algoritmi di intelligenza artificiale per creare una mappa 3D accurata, mettendo a disposizione funzionalità di navigazione superiori e soluzioni a costi più vantaggiosi rispetto alla navigazione guidata con laser scanner. Un AMR dotato di tecnologia SLAM 3D (Simultaneous Localization and Mapping) è in grado di interpretare accuratamente l’ambiente circostante, individuare la presenza di persone, pallet o altri robot, e decidere in modo autonomo come aggirare gli eventuali ostacoli, ricalcolando in modo continuo le posizioni, gli ingombri e gli spazi. Questo livello di intelligenza consentirà interazioni più sicure fra persone e macchine, e contemporaneamente garantirà l’efficienza dei flussi di materiali all’interno di fabbriche e magazzini. 

“Dobbiamo partire dal presupposto che le tecnologie flessibili sono quelle più innovative e richieste – spiega Pedretti – ma dobbiamo anche tener presente che ci sono tanti tipi di soluzioni, ognuna spesso preferibile in un ambito piuttosto che in un altro.

Matrimonio di robot

Un’altra soluzione robotica legata al concetto di flessibilità è il cobot, che può essere agevolmente integrato con un AMR. “Abbiamo già sviluppato con un nostro partner – racconta Michele Pedretti – una soluzione per il settore biomedicale dove un robot YuMi è stato installato su un robot mobile: servirà per manipolare e verificare provette e campioni d’analisi tra una macchina e l’altra. Questo prototipo è solo un esempio, ma possiamo immaginare molti altri ‘matrimoni’ tra cobot e AMR in ambito industriale. Pensiamo a un robot in grado di spostare componenti o pezzi da un fine linea a un altro, oppure a soluzioni dove il robot mobile trasporta un robot, non per forza collaborativo, nella stazione di assemblaggio in cui è richiesto: durante lo spostamento, grazie alla sicurezza ridondante intrinseche dell’AMR, non si muoverebbe, nel momento in cui vengono accoppiati alla macchina il robot può iniziare a muoversi e lavorare”.

La robotica mobile è, quindi, certamente il passo successivo verso un alto livello di flessibilità. “I settori che stanno richiedendo maggiormente questo ‘matrimonio’ di robot – afferma Pedretti – sono al momento la logistica nei magazzini, il biomedicale e il mondo degli elettrodomestici. Questo sistema permette, infatti, di fare diversi controlli qualitativi su più parti della linea, spostandosi in autonomia pre e post pallettizzazione, facendo controlli sulla produzione in essere; questo è molto importante per quei settori”.

L’acquisizione di ASTI per ABB Robotics è, quindi, particolarmente strategica per le due aziende, ma soprattutto promette di essere di grande beneficio per i clienti di entrambe, i quali potranno beneficiare degli importanti know-how integrati delle due realtà.

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