Bota Systems è una giovane realtà svizzera, con sede a Zurigo, che progetta e produce sensori forza/coppia multiasse, sensori di coppia e sensori personalizzati, con lo scopo di migliorare ed efficientare i processi. Abbiamo incontrato Etienne Pavoncello, Tecnico Commerciale di Bota Systems, che ci ha raccontato il valore aggiunto che portano agli utilizzatori.
Bota Systems nasce nel 2016 come start-up dell’Università di Zurigo, fondata da Klajd Lika, Ilias Patsiaouras e Marco Hutter dell’ETH Robotic System Laboratory dell’università, con lo scopo di sviluppare dei sensori adatti ai robot quadrupedi, comunemente conosciuti anche come robot-cani. L’obiettivo era renderli abbastanza piccoli da permettere movimenti fluidi, quindi lavorare e muoversi in modo sicuro, naturale e libero come gli esseri umani.
“Abbiamo iniziato a progettare questi sensori con un approccio diverso e più innovativo rispetto a quello che già esisteva – spiega Etienne Pavoncello, Tecnico Commerciale di Bota Systems – i sensori sul mercato, infatti, erano molto grossi o se piccoli avevano un sistema di conversione analogico-digitale esterno e non si potevano mettere a bordo dei robot mobili. Bota Systems ha creato un sistema per cui i sensori sono in grado di prendere le informazioni sulle coppie e sulle forze da tutti i lati, senza l’ausilio di componenti esterni; quindi è una soluzione intelligente che permette ai robot di acquisire letteralmente il senso del tatto”.
Non si perde un secondo

Oggi, Bota Systems è una giovane azienda con un team in crescita, che sviluppa soluzioni di sensoristica 100% Made in Svizzera per diversi settori, in particolare manifatturiero, automazione e medicale. Con lo stesso sensore, dunque, si può andare incontro a esigenze molto lontane tra di loro.
“Una delle applicazioni più interessanti è quella in ambito medico per la chirurgia robotizzata – racconta Etienne Pavoncello – il chirurgo utilizza dei joystick per operare e i nostri sensori lo informano se ha toccato qualcosa e quanta forza sta mettendo. Vengono anche utilizzati per la riabilitazione e la rieducazione motoria dei pazienti: inseriti sui dispositivi ortopedici, i nostri sensori possono adeguare la forza e la resistenza a seconda della terapia da seguire. In ambito industriale, invece, sono molto utilizzati per applicazioni di levigatura e lucidatura, e nel fine linea per il quality test dell’assemblaggio, la pesatura e la successiva pallettizzazione senza la necessità di fermare il robot o l’automazione, in quanto il sensore è in grado di fornire risultati precisi in movimento: questo significa che si può posizionare il prodotto nel cassone giusto, per esempio, senza perdere nemmeno un secondo”.
Precisione in termini di micrometri
I sensori di Bota Systems sono prodotti per essere utilizzati su praticamente tutte le marche di robot presenti sul mercato, e sono adatti a tutti i bracci robotici dai più piccoli ai più grandi, infatti sono disponibili in diverse taglie a seconda delle necessità. Inoltre, l’azienda svizzera ha creato un sistema che li rende plug-and-play: utilizzando i software più comuni come MATLAB o LabVIEW, i sensori funzionano in automatico non appena vengono installati; si tratta di un sistema aperto, pensato in modo tale che le persone possano utilizzarlo facilmente e senza necessità di programmazione. Tutta l’elettronica è integrata, di conseguenza si ha un componente molto compatto, aspetto che risulta vantaggioso per le aziende che hanno problemi di spazio.
Qual è la differenza con un sensore già integrato nel robot? “La soluzione di Bota Systems – spiega Etienne Pavoncello – è decisamente più precisa, soprattutto in termini di ripetibilità. Il sensore più piccolo che abbiamo a catalogo, MiniONE, è stato sviluppato inizialmente per uno specifico costruttore di robot canadese, la Mecademic, specializzata nell’automazione dei processi produttivi dell’industria orologiera, micromeccanica e lenti oftalmiche, quindi oggetti delicati e difficili da manipolare; il nostro sensore riesce a garantire un’accuratezza di 5 micrometri, quindi veramente altissima. Appena sente un minimo contatto si adatta, e quando trova la forza giusta prende l’oggetto”.
I sensori di Bota Systems non hanno bisogno di conoscere la geometria: il sensore, infatti, riconosce le superfici e, anche se si muove o presenta geometrie diverse, sa quanta forza mettere di volta in volta. Ciò significa che è possibile lavorare e manipolare vari oggetti senza dover pre-programmare nulla, basta inserire i dati necessari a monte, dopodiché l’operatore non deve più intervenire.



