
Nato in Assolombarda nel novembre 2016 e oggi anche Tavolo Tecnico nazionale, il progetto STEAMiamoci è stato sollecitato da una situazione oggettiva: le aziende cercano competenze STEM che non trovano, i ragazzi che studiano le materie necessarie sono pochi, e le ragazze pressoché assenti.
Secondo l’edizione 2024 del Global Gender Gap Report del World Economic Forum, ci vorranno ancora 134 anni per raggiungere la parità di genere. Il rapporto analizza quattro parametri fondamentali: partecipazione economica e opportunità, livello di istruzione, salute e sopravvivenza, ed emancipazione politica.
L’Italia si posiziona all’87° posto su 146 nazioni, ben lontana dai primi tre classificati – Islanda, Finlandia e Norvegia – e superata persino da Paesi come Nicaragua e Namibia. Per colmare questo divario, è fondamentale il ruolo di progetti e associazioni che lavorano per abbattere gli stereotipi di genere e favorire l’inclusione femminile in ambiti chiave come l’industria e la tecnologia.
STEAMiamoci: il progetto che incentiva le ragazze nelle STEM
Uno dei progetti più significativi in questo ambito è STEAMiamoci, nato nel 2016 all’interno di Assolombarda per contrastare la scarsa presenza di donne nelle professioni tecnico-scientifiche.
“La verità è che troppi pochi ragazzi si avvicinano alle materie STEM e le ragazze, in particolare, tendono a evitarle perché pensano di non essere all’altezza” – spiega Anna Carmassi, Project Leader di STEAMiamoci. Secondo ricerche condotte da Doxa e dall’Università Cattolica, uno dei principali ostacoli è la mancanza di modelli femminili di riferimento.
Il nome STEAMiamoci nasce dall’acronimo STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) con l’aggiunta della A di Arts, per sottolineare l’importanza della creatività. Inoltre, richiama il termine inglese steam (vapore, energia propulsiva) e il verbo italiano “stimiamoci”, un’esortazione alla valorizzazione delle donne.
L’impatto di STEAMiamoci nelle scuole

Leader di STEAMiamoci.
Il progetto si rivolge soprattutto alle scuole: professioniste del settore STEM incontrano studentesse e studenti per raccontare le loro esperienze, i percorsi intrapresi e le sfide superate.
Un esempio concreto è quello di un istituto tecnico lombardo, che inizialmente aveva solo studenti maschi. Grazie alla collaborazione con STEAMiamoci, il numero di ragazze iscritte è passato da 2 il primo anno a 32 il terzo anno. Questo dimostra come fornire modelli di riferimento femminili possa incentivare le studentesse a scegliere percorsi STEM.
STEAMiamoci opera anche nelle scuole primarie, perché gli stereotipi di genere si formano tra i 6 e gli 8 anni. Da qui è nata l’iniziativa “La primavera delle Pari Opportunità”, che introduce i bambini a nuove professionalità femminili nel mondo scientifico e tecnologico.
Borse di studio e collaborazioni con le aziende
Un altro pilastro del progetto è l’erogazione di borse di studio per studentesse STEM, finanziate da aziende partner. Nel Canavese, ad esempio, sono state assegnate 12 borse di studio grazie alla partecipazione di piccole e grandi imprese del territorio. Questo dimostra quanto il tessuto imprenditoriale italiano sia pronto a valorizzare il talento femminile.
Cambiare la cultura aziendale e sociale
Sempre più aziende riconoscono che la diversità è una risorsa e non un ostacolo. “Noi cerchiamo di promuovere la cultura dell’inclusione” – afferma Anna Carmassi. “Se nel 2025 iniziative come STEAMiamoci non saranno più necessarie, significherà che abbiamo vinto la nostra battaglia”.
Abbattere gli stereotipi e incentivare la presenza femminile nelle STEM non è solo una questione di equità di genere, ma anche di sviluppo economico e innovazione. STEAMiamoci rappresenta un esempio concreto di come sia possibile costruire un futuro più inclusivo, competitivo e ricco di opportunità per tutti.
Se vuoi saperne di più o coinvolgere la tua scuola o azienda nel progetto, visita il sito ufficiale di STEAMiamoci.



