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Monday, 22 Maggio 2017

Iperammortamento: un futuro alla manifattura italiana

UCIMU-Sistemi per Produrre ha organizzato recentemente un interessante convegno dedicato a Industria 4.0 e iperammortamento. Quel che è emerso è la necessità di fare chiarezza intorno a un incentivo fiscale vantaggioso ma ancora poco chiaro ai potenziali beneficiari.

di Fabrizio Dalle Nogare

Marzo 2017

Di chiarezza c’era (e c’è) sicuramente bisogno, come ha dimostrato anche visivamente l’altissima partecipazione di imprenditori e addetti ai lavori. Gli incentivi fiscali presenti nel Piano Nazionale Industria 4.0, inserito dopo una lunga gestazione nella legge di Bilancio 2017 dal Governo e operativo a partire dall’inizio di quest’anno, rappresentano sì una grande opportunità per modernizzare le fabbriche italiane sulla via della digitalizzazione, ma sono anche fonte di confusione sia tra i produttori di macchine e sistemi di produzione, sia tra i potenziali utilizzatori. Una confusione che, come è emerso dall’appassionato dibattito che ha seguito gli interventi dei relatori, riguarda soprattutto tipologie e caratteristiche dei prodotti “4.0 compliant”, che rientrano quindi nell’iperammortamento. Più di 300 persone - un numero che ha costretto gli organizzatori a un cambio di location a pochi giorni dall’evento - hanno partecipato all’incontro, che si è svolto a Villa Torretta, alle porte di Milano, sotto l’egida di UCIMU-Sistemi per Produrre lo scorso 7 febbraio.

Un’opportunità per incrementare il livello di competitività
Imprenditori e manager dell’industria manifatturiera italiana, affiancati da operatori di settori utilizzatori di sistemi di produzione e di tecnologie riconducibili a Industria 4.0, ma anche professionisti, studiosi e consulenti, componevano il pubblico del convegno “Industria 4.0 e Iperammortamento”. Al tavolo dei relatori sedevano il Presidente di UCIMU-Sistemi per Produrre Massimo Carboniero, il Direttore Generale per la politica industriale, la competitività e le piccole medie imprese del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) Stefano Firpo e alcuni rappresentanti aziendali: Paolo Massardi, partner di Roland Berger; Roberto Ricci di Marposs Italia e Gian Luca Giovanelli di MCM. Si è parlato di analisi delle opportunità e delle possibili implicazioni connesse con la diffusione di Industria 4.0 nelle imprese italiane, per lo più PMI, nonché di tecnicalità e funzionamento delle misure messe in campo dalle autorità di governo nell’ambito del Piano Nazionale Industria 4.0. Come emerge da una ricerca condotta da UCIMU-Sistemi per Produrre e Roland Berger, e presentata durante il convegno, Industria 4.0 è, anzitutto, un’opportunità per le imprese del settore che intendono incrementare il proprio livello di competitività rispetto ai competitor internazionali.

Due strumenti differenti per il rilancio dell’industria
“I risultati dell’indagine presentata sono un’ulteriore conferma dell’importanza e del valore che il Piano Nazionale Industria 4.0, varato dalle autorità di governo, riveste per il manifatturiero italiano che, finalmente, è stato rimesso al centro della politica economica del Paese”, ha detto Carboniero. “Strumenti come superammortamento e iperammortamento sono ottimi per sostenere e stimolare, in modo differente, il rilancio della competitività della nostra industria, già predisposta a investire”. Precisare qual è la differenza concettuale tra i due strumenti è però necessario, al fine di evitare possibili fraintendimenti. “Con il superammortamento, chi acquisisce un nuovo macchinario può contare su un incentivo per rinnovare e ampliare il parco macchine installato, risultato dalla recente indagine condotta da UCIMU decisamente obsoleto. Con l’iperammortamento, invece, si intende favorire la trasformazione tecnologica digitale delle imprese, stimolando l’introduzione e la diffusione di sistemi tra loro connessi. In questo caso il nodo focale è la connettività, la digitalizzazione e l’interconnessione di macchine e impianti”.

Un cambiamento culturale
Un atto di fiducia da parte dell’imprenditore, insomma, secondo il Presidente Carboniero. E proprio il ruolo degli imprenditori italiani è stato più volte chiamato in causa anche da Stefano Firpo, dirigente del MISE, tra i promotori del Piano. “L’iperammortamento è una misura volta ad accompagnare la trasformazione anche culturale del modo di fare impresa. L’impegno del Governo è stato importante, anche in termini economici e speriamo che i dati sull’utilizzo della misura da parte delle aziende risponda alle aspettative”.  Firpo ha parlato di un cambiamento culturale promosso anche all’interno del MISE e finalizzato a una politica industriale basata non più sui bandi ma su strumenti orizzontali e di incentivo fiscale. “Le performance dell’industria italiana sono molto variegate: a fronte di un sistema altamente competitivo anche a livello globale ci sono realtà che non riescono a innovare e rimangono indietro. C’era la necessità di un piano organico per evitare investimenti anche onerosi, ma spesso inefficienti”.

Una sfida al mondo produttivo
Nel dettaglio, l’iperammortamento è una supervalutazione del 250% degli investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie abilitanti la trasformazione in chiave 4.0 acquistati o in leasing. Il superammortamento, misura prorogata e già in vigore nel 2016, è invece la supervalutazione al 140% degli investimenti in beni strumentali nuovi acquistati o in leasing. A questi strumenti si accede in maniera automatica e, per investimenti fino a 500.000 euro, in fase di redazione di bilancio e tramite autocertificazione. Per investimenti superiori a 500.000 euro per singolo bene è necessaria una perizia tecnica giurata da parte di un perito o ingegnere iscritti nei rispettivi albi professionali attestante che il bene possiede caratteristiche tali da includerlo negli elenchi di cui all’Allegato A o all’Allegato B della legge di Bilancio 2017.
Il diritto al beneficio fiscale matura quando l’ordine e il pagamento di almeno il 20% di anticipo sono effettuati entro il 31 dicembre 2017 e la consegna del bene avviene entro il 30 giugno 2018. “Vigileremo per evitare che chi non ha i requisiti approfitti di misure che non gli competono - ha spiegato Firpo - e ci aspettiamo che anche le associazioni facciano la loro parte nel creare cultura e fare informazione. Questa opportunità lancia la sfida al mondo produttivo, che speriamo possa coglierla”.

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