P2-1620 è il nuovo modello di pannellatrice Salvagnini, che amplia la gamma delle P2 con una soluzione competitiva, compatta e flessibile.
Quali sono le necessità delle aziende in termini di pannellatura? Dalla risposta a questa domanda Salvagnini ha sviluppato una nuova macchina ampliando la gamma di pannellatrici P2 con la P2-1620, una macchina compatta, competitiva e flessibile che sarà protagonista di un webinar organizzato da Salvagnini il 15 aprile alle 10:30.
“Salvagnini propone già P1, una pannellatrice molto compatta che ha avuto un ottimo riscontro sul mercato – conferma Nicola Artuso, Product Manager per le tecnologie di piegatura per Salvagnini – e che, nonostante sconti alcuni limiti applicativi per lunghezza e altezza massima di piega e spessori lavorabili, nel suo ambito di applicazione è un’ottima soluzione in termini di velocità di piegatura e costo per piega. Il mercato chiedeva però una pannellatrice che fosse più compatta e competitiva rispetto alle P2 già a catalogo, senza rinunciare alla flessibilità. Grazie ad alcune analisi realizzate con LINKS, abbiamo individuato alcuni settori in cui circa il 90% della produzione poteva essere realizzato da una pannellatrice con lunghezza di piega massima di 1.600 mm.
P2-1620 nasce da questa analisi: può essere la soluzione ideale per settori come la refrigerazione e l’industria elettrica, garantendo comunque la flessibilità e la versatilità richieste dai terzisti che, come ben sappiamo, lavorano sempre con l’occhio rivolto al domani e a produzioni sempre nuove”. A esclusione dell’opzione CUT, P2-1620 non rinuncia a nessuna delle opzioni a disposizione delle altre pannellatrici della gamma P2, può essere integrata con P-Robot e sfrutta tecnologie distintive di casa Salvagnini come MAC3.0, che permette di mantenere costante la qualità produttiva, e la bending formula, l’algoritmo che definisce la forza necessaria per ciascuna piega e gestisce i movimenti degli utensili universali.
Della gamma P2 mantiene anche l’altezza di piega massima (sempre pari a 203 mm), gli spessori lavorabili (fino a 3,2 mm per l’acciaio e ferro, 2,5 mm per l’inox) e la produttività (17 pieghe in media al minuto). “Estendiamo l’universo P2 con una pannellatrice più semplice, tascabile e versatile – prosegue Artuso – che può essere anche una macchina ideale per entrare nel mondo della pannellatura”.

che fosse più compatta e competitiva.
Una P2 compatta, semplice e versatile
In una fase in cui gli spazi in produzione per le aziende sono sempre ridotti, l’impronta a terra è un elemento sempre più importante. Con P2-1620, Salvagnini propone un impianto di pannellatura estremamente compatto, circa 30 m2 con una riduzione di circa il 15% rispetto a P2-2120, in modo da semplificarne anche l’inserimento nei lay-out produttivi delle officine.
“La pannellatrice P2-1620 è interessante per molte aziende – conferma Artuso – anche a completamento del parco macchine già installato vista la sua flessibilità. Un impianto di pannellatura come questo ha una produttività tale da, per esempio, evitare di aggiungere un secondo turno per gestire i picchi di produzione. Il tutto con un’interfaccia macchina semplice, intuitiva e che richiede operatori con competenze di piegatura minori rispetto a una piegatrice tradizionale. Ricordiamo che la pannellatrice è una macchina ad elevata automazione, in grado quindi di gestire in piena autonomia il processo di piega”. Anche la programmazione, che avviene direttamente da ufficio con il software Salvagnini STREAMBEND, è automatica a partire da un file 3D e ciò semplifica ulteriormente l’utilizzo di questa macchina,
Con la pannellatrice P2-1620 il costo per piega si riduce
Durante il webinar sarà affrontato anche un tema fondamentale per la valutazione di una macchina per la piegatura: il costo per piega. P2-1620 è, come detto, una macchina che richiede un livello di investimento inferiore rispetto a P2-2120 e questo impatta positivamente anche sul costo per piega. “Grazie ai software Salvagnini – spiega Artuso – saremo in grado di calcolare il costo piega di un singolo componente con la pannellatrice P2-1620 e quindi confrontarlo con il costo per piega con una pressa piegatrice. Lo faremo valutando due scenari diversi, ben sapendo che elementi come il costo della manodopera o i tassi di interesse variano molto a seconda del Paese, e abbiamo ottenuto dei dati molto interessanti”.
Nel webinar saranno presentate queste analisi, ma possiamo già anticiparne alcuni. “Il costo mediamente varia dai 9 ai 12 centesimi per piega, senza il materiale. Rispetto a una pressa piegatrice tradizionale abbiamo stimato una riduzione del costo per piega fino al 65%”.
P2-1620, una pannellatrice per Transizione 5.0
A livello di consumi, argomento di grande attualità con gli incentivi di Transizione 5.0, la pannellatrice P2-1620 è una macchina estremamente competitiva. “Come le altre P2 parliamo di un consumo massimo inferiore ai 4 kW/h – prosegue Artuso di Salvagnini – che è particolarmente interessante. Il vero risparmio energetico però non si ottiene tanto rispetto a una pannellatrice più datata, quanto passando da un processo produttivo con tecnologie di piegatura tradizionali a uno basato sulla pannellatrice che ha una produttività tre volte maggiore. È quindi la maggiore produttività che poi permetterà di accedere agli incentivi: infatti se riduco il tempo di produzione a parità di potenza installata, anche il consumo si riduce”.




