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igus risponde alla nuova complessità

Dai 600 gradi di rotazione della twisterchain alle soluzioni per cleanroom, passando per le catene ibride polimero-alluminio e i cablaggi plug & play: l’approccio igus trasforma il sistema di alimentazione in un asset strategico per i costruttori di macchine.

Nel panorama della manifattura contemporanea, l’efficienza ha smesso di essere un vantaggio competitivo per diventare un prerequisito di sopravvivenza. Le linee produttive operano oggi sotto una pressione che non ha precedenti: l’aumento dei costi delle materie prime si scontra con la necessità di ridurre l’ingombro al suolo e di accelerare i tempi di messa in servizio. In questo contesto, l’approccio di igus si configura come una risposta sistemica alla complessità, che va oltre la semplice fornitura di componenti. Si tratta infatti di una strategia integrata di gestione del rischio, in grado di garantire stock elevati e innovazione materica, permettendo ai costruttori di macchine di mantenere standard di eccellenza anche di fronte all’instabilita delle supply chain globali.

600 gradi senza strutture di sostegno

Una delle sfide più annose nella robotica applicata alla pallettizzazione riguarda la gestione dei cavi durante le rotazioni estese. Storicamente, muoversi oltre i limiti standard richiedeva guide esterne: costose, pesanti e difficili da integrare in spazi ristretti. La risposta di igus si chiama twisterchain, una catena progettata per autosostenersi raggiungendo fino a 600 gradi di rotazione grazie al design particolare della maglia e a una corda elastica che la tiene in portanza, eliminando completamente la necessita di strutture di supporto ingombranti. L’impatto sul ritorno dell’investimento e diretto: alleggerendo il robot pallettizzatore dai vincoli meccanici tradizionali, si ottimizzano le dinamiche di movimento e si riduce lo stress strutturale.

Lo conferma Luca Butturini, Product Manager della Divisione dei Sistemi per Catene Portacavi di igus Italia: “Prima era indispensabile utilizzare supporti tecnici complessi; oggi questa necessita e superata. Questo permette di semplificare ogni movimentazione, liberando spazio prezioso e abbattendo i costi di installazione”.

Soluzioni per gli ambienti più esigenti

Nei settori farmaceutico, alimentare e dei semiconduttori, la contaminazione rappresenta il rischio principale. Per questo igus ha sviluppato la e-skin flat, soluzione progettata per operare in ambienti a contaminazione controllata conformi agli standard ISO dalla Classe 1 alla Classe 6, poiché riduce drasticamente l’abrasione e limita il rilascio di particelle.

Se i sistemi per catene portacavi in plastica coprono la stragrande maggioranza delle applicazioni industriali, esistono contesti in cui la plastica da sola non è sufficiente, come per esempio fonderie, lavorazione pesante dei metalli, ambienti con trucioli roventi o carichi estremi su corse lunghe. In questi casi, igus ha sviluppato soluzioni ibride: le catene della serie YE combinano la plastica con maglie in acciaio per massimizzare l’autoportanza, mentre nelle nuove catene YRA le parti in plastica vengono integrate con fondi e coperchi in alluminio resistenti alle proiezioni incandescenti. Il metallo interviene solo dove la rigidità strutturale e indispensabile o dove serve protezione, mentre le proprietà chimiche e la leggerezza dei polimeri igus vengono preservate nel resto della catena. Possiamo dire che si tratti di una risposta pragmatica alle condizioni operative più severe.

Strumenti digitali per decisioni più accurate

In un mercato sovraccarico di promesse, igus si distingue offrendo una garanzia di quattro anni unica nel settore, supportata da un laboratorio di test di 5.500 metri quadrati dove ogni prodotto viene sottoposto a cicli di stress estremo. Ma il vero salto di paradigma riguarda la possibilità di utilizzare strumenti digitali avanzati per trasformare i dati applicativi in informazioni concrete a supporto delle decisioni progettuali. Attraverso i numerosi tool online messi a disposizione da igus, il cliente può inserire i parametri della propria applicazione – velocità, carichi, accelerazioni – e ottenere una stima personalizzata della vita utile del prodotto.

Luca Butturini, Product Manager della Divisione dei Sistemi per Catene Portacavi di igus Italia.
Luca Butturini, Product Manager della Divisione
dei Sistemi per Catene Portacavi di igus Italia.

Questo approccio consente di scegliere ogni volta la soluzione più adeguata su dati calcolati in funzione delle reali condizioni operative: se il sistema certifica 30 milioni di cicli per un prodotto top di gamma, ma l’applicazione specifica ne richiede solo 2 milioni, e possibile selezionare una famiglia di prodotti meno costosa con la certezza della durata. Come sottolinea Butturini: “Garantire quattro anni un proprio prodotto significa avere una conoscenza profonda della materia; significa che il prodotto e di qualità e che si possiedono le competenze scientifiche per certificarne il futuro”.

Standardizzare il pezzo unico

Il vantaggio competitivo dei produttori italiani risiede spesso nella capacita di realizzare macchine speciali, ovvero progetti unici realizzati su misura. Questa unicità, pero, comporta costi di cablaggio elevati e un rischio di errore umano non trascurabile. Il sistema readychain – catene precablate plug & play – unito al connettore Module Connect, in grado di raggruppare fino a 16 diverse connessioni elettriche e pneumatiche in un unico innesto codificato, consente di “standardizzare l’unico”: ridurre la variabilità e il rischio senza rinunciare alla personalizzazione.

A questo si aggiunge la certificazione UL 90°, un asset strategico per gli esportatori italiani verso il Nord America, che garantisce la conformità alle normative statunitensi direttamente alla fonte. Economicamente, questo approccio consente alle aziende italiane di competere anche rispetto a subappalti a basso costo, poiché l’efficienza del sistema pre-certificato elimina scarti, tempi morti e la necessita di personale iperspecializzato per il cablaggio in linea.

Il fattore umano nell’era digitale

Le innovazioni sviluppate da igus si fondano sulla consapevolezza che la tecnologia non può sostituire l’esperienza umana. La strategia commerciale dell’azienda continua, infatti, a puntare sull’ispezione in loco e sul rapporto diretto con il cliente. La digitalizzazione accelera la prototipazione e abbatte le barriere di accesso, ma l’analisi visiva della macchina e la relazione personale restano fondamentali per costruire fiducia.

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