
Non suscitano particolare entusiasmo i più recenti dati, elaborati da Centroal, sulla produzione e il commercio estero di estrusi, laminati e pani per fonderia, tre comparti fondamentali del sistema dell’alluminio italiano
di Orazio Zoccolan, Segretario Generale di Centroal

Nella prima metà del 2024 abbiamo progressivamente assistito a un rallentamento sensibile per quanto riguarda il mercato degli estrusi, che dipende da una domanda minore proveniente un po’ da tutti i tradizionali settori di sbocco di questi semilavorati, per quanto in misura diversa. Particolarmente evidente è la crisi in atto nell’automotive, tale da costringere nei prossimi mesi la produzione a una riduzione dei turni di lavoro. Situazione critica anche per il mercato dei pani di alluminio, in particolare a partire dallo scorso giugno, determinata principalmente, come nel caso degli estrusi, dalle problematiche dell’industria europea dell’auto. A ciò si sommano le crescenti difficoltà nel reperimento del rottame. In controtendenza, invece, il settore dei laminati, che sta impegnando i propri impianti produttivi a pieno regime sin da inizio 2024 ma che, con prudenza, si prepara a una lieve riduzione della domanda per gli ultimi tre mesi dell’anno.

Laminati d’alluminio, produzione ed esportazioni in crescita nel 2024
Nei primi sei mesi dell’anno la produzione di laminati di alluminio è aumentata del 5,3% e le previsioni per il secondo semestre non si discostano molto da questo dato. Le stime indicano un output 2024 di circa 560 mila tonnellate, con un consumo apparente nazionale di poco inferiore a questo valore (considerato il positivo bilancio positivo export/import). I dati del commercio estero di laminati risultano, infatti, in aumento nei primi sei mesi di quest’anno: +5,3% le importazioni e +14,3% le esportazioni. Tendenza negativa, invece, per quanto riguarda gli estrusi. Dopo un inizio 2024 non entusiasmante, il comparto ha cominciato a registrare una generale contrazione produttiva generata da una brusca riduzione degli ordinativi. Al momento non si intravedono segnali di miglioramento che possano far pensare a un’inversione di tendenza, pertanto è molto probabile che il 2024 si concluderà con un deciso segno negativo. Nel primo semestre la produzione italiana di estrusi si è attestata a circa 325 mila tonnellate, in calo del 5,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per l’intero 2024 si stima che la produzione italiana di estrusi di alluminio possa raggiungere 550-560 mila tonnellate, tenuto conto anche della contrazione della domanda interna. Infine, il comparto dei pani per fonderia dovrebbe vedere la sua produzione 2024 attestarsi sulle 680 mila tonnellate, in calo di circa il 5% rispetto all’anno precedente. Secondo i dati ufficiali Istat, i volumi dell’import e dell’export di pani di alluminio hanno subito variazioni decisamente opposte nei primi sei mesi di quest’anno, facendo segnare rispettivamente -9% e +5,9% nei confronti dello stesso periodo del 2023.





