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Il 37° Congresso Assofond punta su sostenibilità e innovazione

Il Congresso tecnico di fonderia di Assofond si è concluso con una sessione dedicata al nuovo BREF per le fonderie, le nuove prescrizioni ambientali che le imprese dovranno presto rispettare

di Roberto Guccione

Il tradizionale congresso tecnico di fonderia di Assofond, l’associazione imprenditoriale di categoria che rappresenta le imprese di fonderia italiane, si è concluso il 29 novembre nel prestigioso scenario di Villa Fenaroli a Rezzato (Brescia). Anche quest’anno il Congresso tecnico ha mantenuto l’apprezzata formula mista di sessioni online e convegno conclusivo. I webinar si sono svolti tra il 14-15 e il 18-19 novembre e hanno ospitato circa 50 relatori che hanno affrontato temi quali nuove tecnologie per efficientare la produzione, soluzioni per ridurre l’impatto ambientale dei processi, metallurgia, tecnologia e processo delle fonderie di metalli ferrosi e non ferrosi. Il convegno del 29 novembre ha invece affrontato un tema normativo che tocca molto da vicino l’attività delle fonderie: la imminente entrata in vigore del nuovo SF (Smitheries and Foundries) BREF, il documento di riferimento per applicare le Best Available Technologies (BAT) per le fonderie e le forge. Dal momento in cui le conclusioni sulle BAT riportate nel documento sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (pubblicazione avvenuta il 6 dicembre 2024), le Autorità competenti hanno quattro anni di tempo per riesaminare le Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) rilasciate alle fonderie con l’applicazione dei nuovi obiettivi ambientali definiti nel BREF. La giornata ha avuto avvio con la consegna dei Premi studio Assofond 2024 da parte del Professor Giovanni Caironi, Presidente del Centro studi AIM Assofond per la fonderia, assegnati a cinque studenti che hanno discusso la propria tesi di Laurea Magistrale tra ottobre 2022 e settembre 2024 affrontando tematiche innovate inerenti all’ambito della fonderia. Nella prima sessione dell’evento, Gualtiero Corelli (Assofond) ha affrontato il tema BREF attraverso una sintetica analisi degli aspetti innovativi del documento, evidenziando gli aspetti più critici in relazione agli ambiziosi obiettivi ambientali definiti che, rispetto al precedente documento BREF del maggio 2005, hanno da un lato ridotto significativamente i livelli di emissioni associati alle BAT e, dall’altro, allargato il loro campo di azione a tutte le fasi produttive del processo di fonderia, con specifiche prescrizioni in applicazione alle BAT definite. I nuovi livelli di emissione, in particolare, rappresentano di fatto valori limite di emissione in relazione alla loro valenza giuridica in quanto, come indicato dalla Direttiva IED sulle emissioni industriali, sono di riferimento per le Autorità competenti al rilascio delle AIA. La relazione ha sottolineato, inoltre, alcuni aspetti del documento giudicati positivi: da un lato in relazione alla completezza del documento stesso che, nelle sue BAT Conclusions, interviene puntualmente sull’intero processo di fonderia, fissando precise indicazioni circa gli aspetti “rilevanti” delle fasi e dei processi produttivi rispetto alle quali si applicano le varie BAT; dall’altro in relazione alla “valenza giuridica” delle BAT e dei relativi BATAEL e/o BATAEPL, che costituiranno un riferimento comune e vincolante per tutte le Autorità competenti, limitando fortemente la discrezionalità delle stesse nella definizione di prescrizioni e limiti. Proprio la discrezionalità che, fino a oggi, si è registrata nelle autorizzazioni AIA rilasciate, soprattutto in merito alla fissazione di prescrizioni e limiti differenti non soltanto a livello europeo fra i vari Paesi, ma anche a livello nazionale fra le varie autorità regionali e/o provinciali, ha generato pesanti differenze in merito ai costi della gestione ambientale, con conseguenti ripercussioni negative sulla concorrenza fra le imprese del settore.

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Selena Sironi, Politecnico di Milano

Processi di formatura ecosostenibili

Tutte le successive relazioni presentate durante la giornata di lavori hanno mantenuto uno stretto collegamento con i requisiti ambientali previsti dal nuovo BREF. Eric Baden della società ExOne e Daniele Chiesa di Fonder Shell hanno approfondito l’innovativo processo a basso impatto ambientale di stampa 3D di sabbia per la realizzazione di anime e forme, contemplato dal nuovo BREF. Oltre ai vantaggi ambientali rispetto alla tradizionale formatura autoindurente no-bake, il processo riduce i costi produttivi grazie alla possibilità di realizzare anime complesse in un solo pezzo. Mirco Moretto, della società Huttenes Albertus Italia S.p.A., ha illustrato i vantaggi ambientali ottenuti nella produzione di anime realizzate con processi Cold Box, raggiunti attraverso la riduzione nelle resine della componente organica a favore di componenti inorganiche da un lato, e dall’altro attraverso la riduzione dei monomeri liberi dei costituenti le resine. L’utilizzo di leganti inorganici nelle fonderie di metalli ferrosi è stato al centro della relazione del prof. Stefano Saetta dell’Università degli Studi di Perugia e dell’ing. Ivan Stefani della società F.A. S.p.A., che hanno illustrato i risultati del progetto “Greencasting”, finanziato all’Unione Europea, che ha visto coinvolti alcuni atenei oltre a diverse fonderie europee fra cui la fonderia F.A., che hanno effettuato esperienze produttive nella fabbricazione di getti di ghisa con utilizzo di anime prodotte con leganti inorganici. Lo studio ha evidenziato i risultati in relazione alla fattibilità di utilizzo anche nel campo dei getti ferrosi di anime prodotte con silicato, e ai notevoli vantaggi ambientali legati alle emissioni conseguenti alla colata delle forme, in particolare in relazione alla mancata presenza di composti organici nelle emissioni che si producono in tale fase; composti alla base delle “molestie olfattive” prodotte dalla decomposizione termica dei leganti organici. Il tema degli odori è stato oggetto della relazione della professoressa Selena Sironi del Politecnico di Milano, che ha affrontato l’argomento approfondendo il corretto approccio metodologico alla gestione delle emissioni odorigene.  L’attuazione delle disposizioni del nuovo SF BREF, e in particolare la conformità ai nuovi obiettivi ambientali e ai relativi livelli di emissione che saranno definiti dalle Autorità competenti a seguito dei riesami delle Autorizzazioni Integrate Ambientali rilasciate alle imprese del settore, potrebbe richiedere modifiche dell’assetto tecnico dei presidi ambientali presenti nelle fonderie, in particolare con riferimento ai nuovi limiti, notevolmente ridotti rispetto agli attuali, e all’allargamento delle problematiche gestionali ad aspetti quali le emissioni di composti volatili (organici e inorganici), il cui controllo richiede tecnologie differenti dai tradizionali sistemi di aspirazione e abbattimento.  La progettazione delle bonifiche ambientali è stata affrontata da Marco Fontanot, con particolare riferimento all’attenzione data dal nuovo SF BREF ai Composti Organici Volatili (con i relativi limiti BATAEL) oltre alla drastica riduzione dei limiti di emissione delle polveri, nell’intervallo 1 ÷ 5 mg/Nm3. Tale progettazione, per poter garantire la sostenibilità economica dei presidi di depurazione delle emissioni prodotte, deve essere finalizzata alla riduzione dei volumi di aeriforme aspirato, attraverso un’efficiente compartimentazione dell’area presidiata o realizzando la captazione il più possibile in vicinanza dell’emissione, anche in questo caso con l’obiettivo di ridurre i volumi di aria aspirata.

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