Dalle lamiere forate a quelle stirate, bugnate e zincate preverniciate, i prodotti per rivestimenti offrono oggi un equilibrio avanzato tra funzionalità, resistenza e qualità estetica. Parametri come vuoto su pieno, geometria delle perforazioni, finiture superficiali e resistenza alla corrosione rendono queste soluzioni adatte a un’ampia gamma di applicazioni, dall’architettura alle costruzioni industriali, con un ruolo sempre più centrale nella progettazione contemporanea.
Nel settore dei rivestimenti, le lamiere in acciaio rappresentano una soluzione tecnica e progettuale sempre più versatile. Le diverse tipologie disponibili, dalle lamiere forate e stirate a quelle bugnate e zincate preverniciate, consentono di rispondere a requisiti strutturali ed estetici differenti. La scelta del prodotto più adatto dipende da numerosi parametri, come geometria, percentuale di vuoto su pieno, finitura superficiale e resistenza alla corrosione, che incidono in modo diretto sulle prestazioni del rivestimento e sulle possibilità applicative in ambito architettonico e industriale.
L’architettura contemporanea vuole lamiere forate
La lamiera forata è un prodotto finito che unisce caratteristiche di trasparenza, solidità ed economicità nell’architettura contemporanea per l’estrema lavorabilità e semplicità di installazione. Non esiste limite alla realizzazione dei fori (formato e disposizione). L’applicazione della lamiera forata consente di esaltare il design enfatizzando gli aspetti estetici, senza trascurare gli aspetti strutturali e funzionali. L’utilizzo dei diversi materiali offre infinite possibilità creative anche grazie alle caratteristiche di resistenza e lavorabilità dell’acciaio.
Le lamiere forate sono prodotti in acciaio sulla cui superficie è presente un insieme di fori uguali fra di loro, disposti secondo un determinato reticolo e ottenuti per tranciatura a freddo con punzoni e matrice, cioè per perforazione. Le lamiere forate vengono normalmente prodotte a partire da laminati piani di acciaio al carbonio, acciaio inossidabile, acciaio zincato o protetto con altro tipo di rivestimento, di cui le caratteristiche sono definite da norme unificate. I fori vengono praticati da uno stampo che porta un certo numero di punzoni disposti su una o più file, montato su una pressa che, a ogni colpo, fa avanzare la lamiera di un valore predeterminato.
I parametri che principalmente descrivono le caratteristiche delle lamiere forate sono: dimensione e spessore della lamiera; dimensione dei bordi non perforati, se richiesti; qualità del materiale; forma, dimensione, disposizione e interasse dei fori; rapporto vuoto su pieno. I formati commerciali tipici sono: 1.000×2.000 mm, 1.250×2.500 mm e 1.500×3.000 mm. Mentre i formati a commessa tipici sono: lunghezza massima di 6.000 mm, larghezza massima di 1.500 mm. Gli acciai tipici per questa tipologia di lamiere sono: al carbonio, zincati tipo Sendzimir, inossidabili e autopatinabili.
Le designazioni dei principali tipi di perforazione sono stabilite dalla norma ISO 7806, e la sigla di designazione di una perforazione è composta da lettere e numeri indicanti nell’ordine: forma e dimensione dei fori; disposizione e interasse dei fori; orientamento della perforazione rispetto ai lati della lamiera. Le principali forme dei fori sono: tondo (R), quadro (C), quadro in diagonale (CD), oblungo (LR), rettangolare (LC), rombo (CS) ed esagonale (H). Gli angoli dei fori C-CD-LC-CS-H possono essere arrotondati con raggio massimo di 0,15w, dove w è la dimensione minore del foro. Il diametro dei fori ottenibili per perforazione è generalmente superiore o uguale allo spessore della lamiera; fori di diametro considerevolmente inferiore allo spessore vengono invece ottenuti mediante foratura con trapano (lamiere trapanate) o con altri sistemi come per esempio la fresatura, il taglio laser, il taglio al plasma. La disposizione dei fori può essere a quinconce, alternata a 45°, pari, oppure in linea. L’orientamento della perforazione rispetto ai lati della lamiera descrive la disposizione dei fori rispetto ai lati della stessa. A prescindere dal fatto estetico esistono delle condizioni di utilizzo per le quali l’orientamento ha influenza sulla funzionalità della lamiera forata.
La superficie libera di passaggio di una lamiera forata è un parametro importante soprattutto in alcuni settori d’impiego quali per esempio filtrazione, climatizzazione, vagliatura, insonorizzazione e illuminotecnica. Essa viene normalmente riferita alla sola zona forata di una lamiera senza tener conto di eventuali bordi non forati. Un importante vantaggio delle lamiere forate è quello di poter essere fornite anche con 4 bordi non forati – detti anche bordi pieni perimetrali – oppure con zone forate di forme varie alternate a zone non forate (zone piene). Ciò è tanto più importante quando, per la successiva finitura, le lamiere devono essere piegate e/o bordate, oppure quando è necessario eseguire dei fori di fissaggio. Tenendo quindi presente le possibilità che offrono oggi le moderne macchine perforatrici, il progettista può prevedere, in molti casi, un prodotto finito ottenuto eseguendo direttamente sulla lamiera forata lavorazioni accessorie senza aggiungere altri componenti.
Un sottogenere sono le lamiere con fori a fantasia, che vengono impiegate per scopi prevalentemente decorativi. I fori hanno forme geometriche varie e spesso nella stessa lamiera sono presenti fori di forme e dimensioni diverse. Per i fori fantasia non esiste alcuna unificazione, i tipi prodotti sono vari e ciascun perforatore ha una sua sigla per identificarli. La norma ISO 7806 non si applica alle perforazioni “fantasia” per le quali ogni perforatore utilizza proprie sigle di identificazione. Il foro svasato, invece, è un foro che presenta la circonferenza (foro tondo) o il perimetro (foro oblungo) in rilievo rispetto al piano della lamiera. Le prerogative di questo particolare tipo di perforazione sono di offrire un migliore invito al passaggio di liquidi o solidi, di evitare il contatto fra il materiale da selezionare e la bava che, pur minima, è sempre presente dopo la perforazione, di irrigidire la lamiera e rendere antisdrucciolevole la superficie della lamiera che presenta la svasatura in rilievo. Impiegando tecniche diverse di perforazione, è possibile ottenere vari tipi di svasatura, nonché far risultare la bava rivolta all’interno o all’esterno della svasatura stessa. Le designazioni dei fori svasati sono le stesse dei corrispondenti fori tondi o oblunghi seguiti dalla sigla “SVA”. Ci sono produttori che, arricchendo le prerogative di irrigidimento e di antisdrucciolo di questo tipo di perforazione, hanno ottimizzato i piani di calpestio.
In edilizia… si stira la lamiera!

La lamiera stirata è un prodotto ricavato attraverso la lavorazione di nastri o di fogli di lamiera mediante un processo temporaneo di taglio e stiratura, con il quale vengono create maglie tipicamente a rete. Questo tipo di lavorazione consente di creare la percentuale vuoto su pieno desiderata, conferendo alla lamiera una certa rigidezza. Le maglie sono tutte rigidamente connesse, senza saldature e senza altri sistemi di giunzione. I pattern più utilizzati possono avere una tessitura a rombo, quadra, tonda o esagonale, e variano a seconda del tipo di applicazione. La lamiera stirata viene definita principalmente dai parametri quali lo spessore, la percentuale di vuoto sul pieno e le dimensioni delle aperture delle maglie. Nelle costruzioni viene utilizzata principalmente come elemento di rivestimento e schermatura dai raggi solari per le facciate, ma anche per la realizzazione di camminamenti, parapetti, recinzioni, gradini antiscivolo, controsoffitti e per il design di interni.
Lamiera antiscivolo

Le lamiere bugnate sono prodotti ottenuti principalmente mediante punzonatura di lamiere piane, in modo da creare impronte in rilievo (bugnature), che conferiscono all’elemento maggiore rigidità e resistenza al calpestio. Analogo effetto può essere ottenuto direttamente mediante laminazione a caldo, ma con maggiore utilizzo di materiale. Le tipologie di bugnatura possono essere a rombo, a losanga, tonde, a rettangolo, mardorlate, eccetera. Le lamiere bugnate vengono utilizzate per il loro effetto antiscivolo laddove non venga richiesto anche un effetto drenante, trovando impiego principalmente nella costruzione di camminamenti, gradini, eccetera.
Preverniciato significa resistente

produrre lamiere grecate, pannelli sandwich, profili,
tegole stampate, controsoffitti, scaffalature eccetera.
(Immagine ArcelorMittal)
Nelle costruzioni, l’acciaio zincato preverniciato viene impiegato per produrre lamiere grecate, pannelli sandwich, profili, tegole stampate, controsoffitti, scaffalature eccetera. L’acciaio preverniciato viene prodotto applicando un rivestimento organico sulle facce della lamiera sotto forma di bobine adottando un processo di produzione in continuo conforme alla norma EN 10169. Tale processo è noto come verniciatura in continuo: si tratta di un metodo industriale particolarmente efficiente che consente di rivestire la lamiera d’acciaio prima della produzione dei componenti finiti, in modo tale da conferire una finitura superficiale uniforme, riproducibile e di elevata qualità. La verniciatura in continuo rappresenta un metodo molto efficiente, affidabile ed eco-compatibile per applicare una finitura verniciata di alta qualità alle superfici metalliche, dando vita a prodotti versatili, sostenibili, di grande appeal estetico e in grado di resistere nel tempo. Le performance dei prodotti zincati preverniciati sono conformi a quanto previsto nella norma EN 10169.
Una delle più importanti proprietà delle lamiere in acciaio preverniciato è la resistenza a corrosione: è infatti importante scegliere in maniera accorta il rivestimento metallico per conferire al prodotto finale la necessaria inalterabilità. Un’altra caratteristica rilevante è la resistenza agli UV della vernice: una scelta accorta del sistema di verniciatura e dello spessore minimo della vernice a seconda dell’ambiente contribuisce all’integrità del sistema. È lo strato superiore della vernice a conferire all’acciaio il suo effetto estetico: filtra i raggi UV e protegge il primer dal fotoinvecchiamento grazie all’utilizzo dei pigmenti giusti, svolgendo allo stesso tempo un’importante funzione di barriera contro l’acqua e gli agenti corrosivi. La flessibilità e l’aderenza della vernice al rivestimento metallico in acciaio facilitano le fasi di lavorazione e formatura. Lo spessore del film di vernice e il colore sono riproducibili entro tolleranze molto ristrette tra un lotto e l’altro. La flessibilità del processo coil coating rende possibile l’offerta di un’ampia gamma di finiture superficiali (lisce, graineé, raggrinzate, texturizzate) ottenibili in vari livelli di colori (saturi, metallici, cangianti) e brillantezze (opache, lucide).
In conformità alla direttiva REACH, il preverniciato è esente da composti contenenti cromo esavalente, piombo e altri metalli pesanti, assicurando uno sviluppo sostenibile e una costruzione responsabile dal punto di vista ambientale.
a cura di Fondazione Promozione Acciaio




