
A&L ha avuto l’opportunità di partecipare al tradizionale incontro annuale riservato agli associati del Gulf Aluminium Council, ospitato da Sohar Aluminium in Oman
di Alberto Pomari

Cenare in una piacevole notte stellata, in spiaggia di fronte al meraviglioso mare dell’Oman, non è consueto per una riunione del nostro mondo dell’alluminio. Il 7 novembre scorso, a Muscat, per il 14° GAC Dinner, unica tra le riviste di settore, A&L era presente! Anche quest’anno il Gulf Aluminium Council, rappresentato dal suo Segretario Generale Mahmood Daylami, ha meravigliosamente organizzato l’incontro con i suoi associati del Golfo e le aziende fornitrici più importanti provenienti da varie parti del mondo. Due sono state le brevi relazioni che hanno introdotto la serata. Nella prima Said Al Masoudi, CEO di Sohar, ha illustrato i grandi passi e i grandi investimenti dell’azienda nel campo della decarbonizzazione, con la crescente attenzione nei confronti del potenziale offerto dalle energie rinnovabili. Sohar è stata creata per garantire efficienza, protezione ambientale e sicurezza della sua forza lavoro. Oltre alla potline con 360 celle, che consente allo smelter di raggiungere una capacità produttiva annuale di 395.000 tonnellate di alluminio, il progetto ha incluso anche la costruzione di un Carbon plant per produrre anodi, una casthouse per la produzione di lingotti e un’infrastruttura portuale dedicata per lo stoccaggio e l’export di alluminio primario.

Nella seconda relazione il Ceo di Rio Tinto Jerome Pecresse ha indicato gli sviluppi della collaborazione con Sohar in atto in Oman. Rio Tinto detiene il 20% del capitale di Sohar e insieme hanno ora raggiunto la piena produzione presso lo stabilimento in joint venture nel Sultanato dell’Oman. Lo smelter di alluminio ha una capacità produttiva iniziale di 360.000 tonnellate all’anno e si posiziona nel primo quartile della curva dei costi del settore. Il progetto con Sohar Aluminium è un esempio di partnership reciprocamente vantaggiosa con l’accesso a una fornitura di energia continua e a prezzi competitivi; questo stabilimento creerà concrete opportunità di diversificazione economica in tutta la regione. Entrambi i relatori hanno rilevato il crescente fabbisogno di alluminio per l’industria e la necessità di utilizzare energia pulita anche nelle aree del Golfo, che da sempre possono utilizzare fonti fossili a basso costo.


Durante la piacevole serata abbiamo avuto modo di incontrare le aziende italiane, e non solo, presenti. In effetti, sin dall’inizio della sua relativamente recente storia, la produzione di metallo nel Golfo ha potuto sfruttare l’esperienza e la tecnologia offerta dalle aziende italiane. Tra le altre segnaliamo Foundry Ecocer, presente con il fondatore, cavalier Maurizio Sala, accompagnato dalla consorte. Ma anche Fabrizio Ciampoli titolare della Ciampoli Consulting; Antony Tropeano di TTC consulting Inc. e Lior Metzinger, CEO di Fluorsid.

Durante l’evento abbiamo parlato con il Past President del Gulf Aluminium Council, Mohamed Alnaki, che ha raccontato la storia dell’associazione creata agli esordi degli anni Settanta. Nata dall’iniziativa dei principali produttori di primario dell’area, il Gulf Aluminium Concil ha nel tempo assunto il ruolo di principale sostenitore delle iniziative e proposte che provengono da tutti i principali produttori di alluminio primario di questa area strategica. Inoltre il GAC gestirà nel 2025 Arabal, che nel tempo ne ha sviluppato l’attività convegnistica ed espositiva. Sicuramente la futura organizzazione affidata al GAC, darà ulteriore lustro e impulso a questa iniziativa, diventata la principale manifestazione dell’industria dell’alluminio del Golfo.





