
Il tradizionale rapporto sull’andamento del mercato italiano dei semilavorati elaborato da Centroal fotografa un mercato immobile nel 2024, ma mostra migliori prospettive per il 2025
di Alberto Pomari


I dati raccolti dal Comitato Statistico di Assomet–Centroal segnalano per il 2024 un mercato Italiano poco brillante, comunque con dati complessivi in alcuni casi contrastanti. Mentre ad esempio la produzione totale di 664 mila tonnellate di pani per fonderia ha subito un calo del 7% rispetto all’anno precedente, i laminati, con una produzione pari a 566 mila tonnellate, hanno registrato un incremento superiore al 9% rispetto al 2023. Diversa la situazione per gli estrusi, che con una produzione attestata attorno alle 600 mila tonnellate, hanno fatto registrare un calo dell’1,8% rispetto al 2023, e del 14,2% rispetto al 2022, quindi con il rallentamento più vistoso, anche considerando l’aumento della capacità produttiva installata nel periodo; ricordiamo infatti che nel corso del 2024 sono entrati in produzione nuovi impianti di estrusione, che hanno portato a superare il milione di tonnellate la capacità produttiva italiana di estrusi. Senza dubbio è poco promettente un utilizzo al 60% della nostra capacità, un preoccupante segnale di tensione sui margini e sulla redditività delle aziende. Per quanto riguarda i pani da fonderia, la crisi dell’automotive ha pesantemente influito sui risultati, e la produzione di parti e componenti per l’auto incide in modo significativo sul consumo dei getti di fonderia in alluminio; l’associazione di categoria Assiral, in rappresentanza di raffinatori e rifusori di alluminio e leghe, ritiene che almeno il 70-75% del totale dei pani da fonderia in lega leggera venga utilizzato per questo settore. Le motivazioni di questo calo si fanno risalire principalmente alle politiche green della Comunità Europea, che ha spinto apertamente le case automobilistiche verso i motori elettrici, a forte discapito dei motori termici tradizionali. Anche il calo dell’export ha contribuito al risultato: la Germania, uno dei paesi storicamente legato all’export dall’Italia di componenti automotive, sta in effetti affrontando la peggiore crisi economica degli ultimi anni ed è indubbiamente tra i paesi che hanno maggiormente contribuito a questo rallentamento. L’incremento dei costi di produzione a causa della riduzione delle importazioni di gas dalla Russia, le politiche green e la confusa situazione politica europea sono tra le altre concause principali.


Mercato statico nonostante la ripresa dei prodotti laminati
Segnali positivi vengono invece dalla laminazione, settore in cui è meno rilevante l’importanza dell’automotive per le aziende Italiane, mentre i segmenti del packaging alimentare e farmaceutico non hanno subito rallentamenti. La produzione complessiva si è quindi assestata su valori discreti ed in recupero rispetto agli anni precedenti. Infine la produzione di billette ha raggiunto le 511 mila tonnellate, con un incremento dell’1,7% rispetto al 2023, attribuibile ad un probabile riallineamento degli stock e ad un aumento delle esportazioni. Il quadro generale appare comunque quello di un mercato statico, con la produzione che non ha registrato significativi incrementi negli ultimi dieci anni, per tutti i settori produttivi italiani appaiono lontani i risultati del settore alluminio nel 2021. A parte il breve momento di euforia del periodo post Covid, dovuto principalmente all’introduzione del superbonus al 110% che ha influito significativamente sull’andamento della domanda di profili e laminati nel settore trainante dell’edilizia, non si registrano andamenti e spostamenti di rilievo tra un anno e l’altro. Al contrario di quanto invece successo nei paesi asiatici, in Cina in particolare, dove il trend di sviluppo del metallo leggero è stato tumultuoso. Guardando al 2025, le nostre aziende si mostrano positive per un anno migliore rispetto al precedente, confidando che l’UE riveda le politiche green sull’auto in modo da consentire alle aziende del segmento alluminio di poter riprendere a programmare ed investire in modo chiaro sul futuro.





