
I rappresentanti di EA-European Aluminium -hanno partecipato a una serie di meeting con i neoeletti rappresentanti del parlamento europeo in funzione della salvaguardia di un settore industriale strategico per l’indipendenza futura dell’Unione come quello del metallo leggero
di Orazio Zoccolan
Nello scorso mese di gennaio si sono svolti tre importanti incontri tra i rappresentanti di European Aluminium, associazione continentale dell’industria del metallo leggero, e della Commissione Europea. Si è trattato, secondo i vertici di EA, di un’opportunità da cogliere: interagire con esponenti del parlamento europeo insediatisi solo pochi mesi fa è parso all’associazione particolarmente utile, soprattutto nell’ottica delle proposte di regolamentazione, attualmente in fase di stesura, su tematiche di fondamentali quali il Clean Industrial Deal e il Metals Action Plan. Il 16 gennaio si è tenuto un meeting che ha visto protagonista il Commissario Maroš Šefčovič, responsabile UE per il commercio e la sicurezza economica, e una delegazione di EA che comprendeva il Presidente Philipp Schlüter, Giorgio Di Betta (Chairman della Divisione Estrusione di EA), e Milan Vesely, Ceo di Slovalco. L’obiettivo era quello di condividere le problematiche legate alle principali sfide che l’industria europea dell’alluminio sta andando ad affrontare. Il confronto si è concentrato, in particolare, sulla sempre più preoccupante perdita di rottami dei Paesi dell’Unione, sulla sovraccapacità cinese e, conseguentemente, sulla crescente dipendenza dell’Europa dalle importazioni, tutti fattori che minano la competitività e la sostenibilità dell’industria europea del metallo leggero. Nell’occasione è presentato il piano d’azione elaborato da EA a sostegno della filiera e illustrato il ruolo fondamentale dell’alluminio nella transizione ambientale in corso. Šefčovič ha riconosciuto che in passato il settore è stato trascurato, sottolineando però l’attuale, forte motivazione della Commissione europea a operare a stretto contatto il sistema imprenditoriale del settore. Il nostro impegno a raggiungere i risultati auspicati – ha sottolineato il Commissario europeo – necessiterà tuttavia di tempistiche adeguate per tradursi in fatti concreti.

Quali misure per limitare l’esportazione di rottami metallici europei?
Il giorno precedente, mercoledì 15 gennaio, si era svolto un incontro con il gabinetto del Vicepresidente esecutivo Séjourné sul tema della competitività dell’industria. In quella sede i rappresentanti di European Aluminium hanno sottoposto agli interlocutori il panorama delle aspettative del nostro settore collegate all’imminente Clean Industrial Deal e Metals Action Plan. Sono state illustrate le principali priorità per i prossimi cinque anni -come identificato nell’Aluminium Action Plan- e chiesto un approccio mirato nei confronti di una filiera assolutamente strategica come quella dell’alluminio. In quest’ottica è stato ancora una volta ampiamente documentato come i prezzi alle stelle dell’energia, il ruolo sempre più invasivo della Cina sul mercato globale, la costante perdita di rottami da parte dell’UE e la necessità di accelerare la decarbonizzazione stiano esercitando una pressione senza precedenti sul settore. Proprio sull’esodo in alcuni Paesi terzi dei rottami di alluminio si è svolta infine, il 17 gennaio, una tavola rotonda dedicata. Una delegazione di EA, comprendente Carlos Ruiz de Veye (Chairman della Divisione Riciclo di EA), Frank Øverli di Hydro, Silvia Marini e Ruggero Zambelli di Raffmetal, Alexandre Gellert di Novelis, ha incontrato i responsabili comunitari delle DG Trade, Environment e Growth. Il meeting ha rappresentato il seguito a una lettera che European Aluminium aveva inviato a dicembre alla Presidente von der Leyen per sollecitare misure immediate a protezione del settore. Il confronto ha permesso di fornire ai rappresentanti UE approfondimenti e dati per comprendere pienamente la portata dell’attuale perdita di rottami di alluminio in Europa ed è servito da prologo fondamentale per gli incontri futuri già in programma tra EA e Commissione sulla questione.




