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Grazie all’alluminio gli acciai al cromo-nichel si evolvono

Steffen Scherbring, assegnista e dottorando presso la Hochschule Osnabrück – Università di Scienze Applicate di Osnabrück Hochschule, studia il potenziale dell’alluminio negli acciai inossidabili.

Come è possibile rendere gli acciai al cromo-nichel più leggeri, più resistenti e allo stesso tempo più sostenibili? È la domanda alla base delle ricerche di Steffen Scherbring, assegnista e dottorando presso la Hochschule Osnabrück (Università di Scienze Applicate di Osnabrück). Nell’ambito di un dottorato congiunto in un progetto di ricerca di base condotto insieme all’Università di Kassel e alla TU Bergakademie Freiberg, Scherbring studia l’influenza dell’aggiunta controllata di alluminio sulle proprietà dell’acciaio –  e come ciò possa contribuire allo sviluppo di un nuovo materiale per il futuro. “L’acciaio inox è parte integrante della nostra vita quotidiana: dalle posate in cucina ai componenti automobilistici, fino alle applicazioni high-tech. L’obiettivo della mia tesi è evolvere ulteriormente questo materiale affinché risponda alle crescenti esigenze di sostenibilità ed efficienza delle risorse”, spiega il dottorando, specializzato anche in ingegneria della saldatura.

Come l’alluminio rende gli acciai al cromo-nichel

Sebbene l’alluminio sia normalmente utilizzato nella produzione di acciaio quasi esclusivamente come disossidante, questa ricerca ne esamina l’impiego come vero e proprio elemento di lega permanente. I risultati iniziali indicano che l’aggiunta del 5% di alluminio non solo riduce la densità dell’acciaio e ne aumenta la resistenza meccanica, ma ne migliora anche la resistenza alla corrosione, mantenendo al contempo una buona saldabilità e migliori proprietà tribologiche.
Un ulteriore vantaggio è l’aumento della compatibilità con il rottame: la lega tollera infatti una quota maggiore di materiale riciclato senza comprometterne la qualità, un aspetto decisivo in ottica di processi siderurgici più circolari e sostenibili. “Nonostante queste proprietà positive siano note, l’impiego dell’alluminio in tali quantità è stato finora poco esplorato”, precisa Scherbring “Il motivo è legato alla reattività dell’alluminio fuso: al contatto con l’ossigeno reagisce molto rapidamente, un rischio finora considerato troppo elevato nella produzione siderurgica industriale”.
Per questo motivo, le modalità di lavorazione sono attualmente oggetto di test in vari progetti applicativi sviluppati con partner industriali. Le prime applicazioni riguardano prodotti sottoposti a forte abrasione alle alte temperature, come componenti impiegati negli impianti di incenerimento rifiuti o nei sistemi per la produzione di idrogeno. 

di Justine Prüne, Osnabrück University

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