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Monday, 22 Gennaio 2018
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Sistema di canali per catene portacavi in plastica

I sistemi di guida in metallo comportano problemi ben noti: corrosione, montaggio dispendioso, peso e costi elevati. Ma le alternative non mancano: già nel 2015 igus ha sviluppato la prima guida per catene portacavi guidelite plus completamente in plastica, per poter offrire sul mercato un canale di guida per catene portacavi leggero, facile da montare ed economico. “Quest’anno abbiamo ulteriormente migliorato il guidelite plus, e quindi le catene portacavi, con un nuovo materiale estremamente resistente agli agenti chimici per il canale di guida”, spiega Michael Blaß, Vice President e-chainsystems® presso igus. “Presenta un nuovo meccanismo di chiusura e giunti di dilatazione flessibili che si adattano a diverse condizioni ambientali e di temperatura”. Con il sistema di canali ottimizzato e il materiale tribologico igumid EG+ nasce adesso un'alternativa ancora più leggera e sicura rispetto ai canali di guida in acciaio inox e alluminio. Il sensibile miglioramento del guidelite plus è dovuto al nuovo materiale igumid EG+, caratterizzato da un assorbimento di acqua estremamente ridotto. Ciò garantisce l’elevata resistenza agli agenti chimici aggressivi impiegati, ad esempio, nella galvanizzazione o nella produzione di fertilizzanti. I costosi acciai inox quali V2A o V4A solitamente impiegati non sono più necessari. Il materiale igumid EG+, con proprietà di scorrimento ottimizzate per il canale di guida e anche per la maggior parte delle serie di catene portacavi, è adatto a un intervallo di temperatura da 0°C a +100°C. Inoltre è privo di alogeni e silicone nonché conforme a RoHS e facilmente riconoscibile grazie al colore blu.

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L'export della meccanica italiana segna un +3,6%

Quali sono le nuove corsie delle esportazioni italiane e quali i Paesi di destinazione delle nostre tecnologie? I dati elaborati dall’ufficio studi ANIMA Confindustria Meccanica Varia offrono indicazioni importanti per analizzare la fenomenologia dell'export della meccanica italiana. Rispetto al primo semestre 2016, gli scambi commerciali sono aumentati del +3,6% per una cifra complessiva pari a 14 miliardi di euro circa. Tra i primi dieci Paesi, che hanno richiesto in misura maggiore le tecnologie italiane, in prima posizione si trovano gli Stati Uniti che nel 2017 hanno fatto registrare un incremento (+22%) rispetto all’anno precedente, fino a raggiungere 1,4 miliardi di euro. Turbine a gas (+37,5%) e macchine per il sollevamento e la movimentazione (+148,2%) sono le due merceologie più attraenti per la bandiera a stelle e strisce. Si confermano partner storici dell'Italia la Germania, al secondo posto, e la Francia, al terzo. Secondo un andamento stabile, i due Paesi europei hanno importato l’italianità rispettivamente per 1,3 miliardi di euro e 1,2 miliardi di euro. Per entrambe le destinazioni aumentano le esportazioni di pompe (Germania +8,4% e Francia +7,4%) mentre si riduce la domanda di valvole e rubinetteria (Germania -27,1% e Francia -17,4%). Si contrae, anche se di pochi punti percentuali (-2,8%) l'export verso il Regno Unito, pari a 622 milioni di euro, che occupa il quarto posto. Il rallentamento è dovuto alla frenata di turbine a gas (-15,3%) e di valvole e rubinetteria (-16,6%), mentre sono in ripresa gli impianti termici (+25,5%). Subito dietro, in quinta posizione, la Spagna con un aumento positivo (+8%) degli scambi. Tra la meccanica esportata, mostrano un buon andamento le pompe (+16%) e le serrature (+15,1%) mentre sono in calo drastico valvole e rubinetteria (-29,9%). Al sesto posto come destinazione dell'export italiano in netta ripresa la Russia: nei primi sei mesi del 2017 sono già entrati in territorio russo 445 milioni di euro di meccanica tricolore, un incremento pari a +45,9% rispetto all'anno scorso. Trovano conferma i trend già analizzati per i Paesi precedenti. Negativo l’export di valvole e rubinetteria (-35,9%) mentre meritano un’attenzione particolare l’incremento di turbine a gas (+77,8%), pompe (+147,9%), impianti termici (+31%) e caldareria (+103%). Al settimo posto la Cina incrementa il suo valore export con un +8,9%, seguono la Turchia in calo (-6,9%) mentre Arabia Saudita (+18%) e Polonia crescono a doppia cifra (+16%). Il trend elaborato dall'ufficio studi ANIMA è ricco di conferme e novità, così come la vita delle imprese italiane.

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Un workflow più facile ed efficiente

e-Xstream engineering, l’azienda di MSC Software che sviluppa Digimat, la piattaforma di modellazione di materiali e di strutture non-lineari multi-scala, annuncia l’imminente rilascio della nuova versione di Digimat. Digimat 2018.0 comprende notevoli miglioramenti a Digimat-RP che apportano nuovi e più alti livelli di efficienza nell’analisi strutturale di componenti fabbricati in plastica rinforzata. Un’interfaccia completamente ridisegnata consente la connessione con più dati di produzione quali linea di saldatura, percentuale volumetrica di fibra, lunghezza della fibra e tensioni residue. La soluzione dedicata all’additive manufacturing di Digimat 2018.0 è stata migliorata insieme alle sue funzionalità di materiali/processi/performance delle parti, quali: ingegneria dei materiali (caratterizzazione virtuale delle strutture in lattice con Digimat-FE), simulazione di processo (fisica migliorata in Digimat- AM per predire errori di stampaggio e per garantire uno stretto controllo delle tolleranze), performance delle parti (flusso di lavoro standard per l’analisi strutturale in Digimat-RP per un affidabile design delle parti). Degna di nota è anche la partnership tra Stratasys ed e-Xstream. È possibile abbinare l’analisi del processo virtuale di stampaggio e l’analisi strutturale dei componenti in ULTEM 9085 prodotti con Fortus 900mc grazie alle soluzioni Digimat-AM e Digimat-RP. La predizione della resistenza delle plastiche rinforzate a fibre corte e lunghe è stata migliorata grazie a un nuovo modello di failure basato sulla sensibilità dei polimeri alle tensioni triassiali. Inoltre, il danno di queste strutture può essere adesso modellato in modo più preciso tramite una legge di danneggiamento controllabile che permette di predire con precisione la dissipazione di energia nella simulazione di impatto.

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Un Diesel per ogni occasione

Continua a crescere la visibilità del marchio Baoli, che in Italia ha ormai conquistato l’1,5% del mercato, tanto che ad oggi un carrello di produzione cinese su due venduto in Italia è a marchio Baoli. Uno dei segreti di questo successo è l’apprezzamento che stanno riscuotendo presso i clienti i carrelli frontali Diesel KB+, una gamma completa e adatta ad ogni esigenza con portata da 1,5 a 5 t. Indicato per gli utilizzi in ambienti esterni, come cantieri o piazzali, il KB+ è un carrello Diesel che coniuga tecnologia e progettualità tedesche ai costi competitivi dei prodotti realizzati in Asia. Progettati per fornire alta produttività ed elevate prestazioni, i carrelli della serie KB+ sono disponibili nelle versioni Diesel da 15, 18 e 20 quintali, in abbinamento a motori Isuzu, e 25, 30 e 35 quintali con potenti motori Mitsubishi. Chi ha bisogno di prestazioni superiori può invece optare per le versioni da 40 e 50 quintali, dotati di potenti motori Cummings e trasmissione idrodinamica KION Group. Il progetto e la tecnologia dei carrelli della serie KB+ sono totalmente made in Germany, per questa ragione dal punto di vista della sicurezza, dell’ergonomia e dell’affidabilità nulla è stato lasciato al caso. Il comfort è assicurato dalla Cabina “Full suspended”, che riduce le vibrazioni provenienti dal suolo. Ampia, spaziosa e facilmente accessibile, la cabina è studiata per garantire la massima visibilità e conseguentemente aumentare la sicurezza. Il KB+ è un prodotto estremamente versatile che può prestarsi a molteplici impieghi, grande attenzione è stata quindi rivolta alla manovrabilità del carrello, garantita in primo luogo dallo speciale sterzo di diametro ridotto.

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Una simulazione da primi in classifica

Con la tecnologia di simulazione ANSYS al volante, Ferrari si aggiudica i titoli Costruttori e Piloti e il campionato FIA World Endurance Championship.
Ferrari conquista così il suo quinto titolo Costruttori - e il ventiquattresimo in assoluto, grazie alle soluzioni di fluidodinamica computazionale (CFD) ANSYS che permettono di mantenere eccellenti prestazioni aerodinamiche. Questa tecnologia consente agli ingegneri di massimizzare la downforce, ridurre al minimo il degrado dei pneumatici e ottimizzare il flusso d'aria intorno al veicolo per mantenere i componenti critici entro le gamme di temperatura ideali, elementi essenziali per superare i concorrenti. “Quando le gare durano dalle 6 alle 24 ore, velocità e affidabilità risultano essere fattori assolutamente critici per le auto che competono nel WEC”, ha dichiarato Ferdinando Cannizzo, coordinatore tecnico di Ferrari Competizioni GT. “ANSYS consente al nostro team di testare rapidamente più configurazioni tra un giro e l’altro e offre informazioni accurate, permettendoci di migliorare velocità e affidabilità in tempo reale”.
“Il nostro team ha lavorato con Ferrari per più di 20 anni e continuiamo a essere ispirati dalla loro spinta verso innovazione ed eccellenza”, commenta Sandeep Sovani, director industry marketing in ANSYS. “La tecnologia di simulazione ANSYS, combinata con i prodotti e i piloti di classe mondiale della Ferrari, dà luogo a un binomio inarrestabile in pista che ci rende impazienti di intraprendere molti altri viaggi insieme”.

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Per una produzione di serie intelligente

Innovativo e personalizzato: ecco le caratteristiche che identificano il compressore High Speed Turbo HST di Boge. Durante l’uso ogni singolo componente deve restare fermo a oltre 100.000 giri al minuto. Per consentire una produzione qualitativamente perfetta in qualsiasi momento, Boge Kompressoren ha investito quasi 2 milioni di Euro in un progetto di produzione intelligente a Bielefeld. Su una superficie di 2.000 m2 è entrata in funzione una linea di produzione che unisce tra loro componenti, tecnologia e fattore umano.Il nostro compressore High Speed Turbo è la risposta alla crescente richiesta di soluzioni personalizzate caratterizzate da un’efficienza energetica elevata”, ha dichiarato Thorsten Meier, amministratore delegato di Boge. “Per strutturare in modo semplice e sicuro il processo produttivo e il montaggio del concetto meccanico innovativo, abbiamo modificato tecnologie produttive orientate al futuro per renderle rispondenti alle nostre esigenze”. Il modello ispiratore della fabbrica intelligente è la SmartFactoryOWL di Lemgo.

 

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Insieme per una presenza più capillare

Con un parco installato di oltre 200.000 unità in tutto il mondo, supportato da un’assistenza globale tempestiva ed efficiente, FANUC ROBODRILL è la punta di diamante delle macchine per lavorazioni meccaniche dell’azienda giapponese, perfetta per soddisfare gli stringenti requisiti di versatilità del mercato italiano delle lavorazioni CNC a 5 assi. Per supportare la forte richiesta di un mercato in crescita e coglierne le opportunità e le sfide, FANUC affiancherà OVERMACH nella distribuzione commerciale di ROBODRILL, così da fornire ai clienti finali un servizio ancora più professionale e di alta competenza. Il centro di lavoro verticale FANUC ROBODRILL serie -DiB ADVANCED di nuova generazione è una macchina CNC a 5 assi tra le più robuste e veloci disponibili oggi sul mercato. Grazie alla sua grande precisione e ripetibilità, è ideale per cicli di produzione prolungati e completamente automatici e rappresenta un’alternativa versatile a macchine di dimensioni maggiori. Tra le caratteristiche tecniche di maggior spicco dei modelli della serie ADV si fanno notare il cambio utensili rapido e la possibilità di gestire utensili di taglio con un peso fino a 4 kg. L’installazione di un servomotore aggiuntivo ha reso più veloce il cambio utensili portandolo a 0,7 s, consentendo di spingere la produttività grazie a tempi di taglio di 1,3 s; può essere utilizzato con 21 utensili, è dotato di mandrino BIG-PLUS BBT30 e offre la migliore affidabilità della categoria.

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Sei i premiati per la 41esima edizione

Sono 6 i neoingegneri premiati da FONDAZIONE UCIMU nell’ambito dell’iniziativa PREMI UCIMU per le migliori Tesi di Laurea dedicate all’industria italiana della macchina utensile. La cerimonia di consegna degli attestati e dei premi si è svolta martedì 12 dicembre alla presenza di una cinquantina di ospiti tra studenti, professori, imprenditori del settore e rappresentanti dei media. I premiati sono stati: Giulia Repossini, Politecnico di Milano, facoltà di Ingegneria industriale e dell’informazione, con la Tesi “In situ sensing for zero defect additive manufacturing: a study on spatters in SLM”; Simona Cavalli, Politecnico di Milano, facoltà di Ingegneria industriale e dell’informazione, con la Tesi “Impact of defects on additive manufacturing production: causes, models and applications”; Daniela Andolfatto, Politecnico di Milano, facoltà di Ingegneria industriale e dell’informazione, con la Tesi “Modelling modular transportation devices for reasoning on reconfigurable manufacturing systems using answer set programming”. Ad esse si aggiunge la Tesi di Laurea magistrale premiata per la categoria “impatto aziendale” svolta da Federico Faccini, Politecnico di Milano, facoltà di Ingegneria industriale e dell’informazione, dal titolo “Previsione della morfologia superficiale in lavorazioni di fresatura”. Due le Tesi di Laurea triennale premiate per la 41esima edizione del Premio. In questo caso i vincitori sono stati Dario Loda, Università degli Studi di Brescia, facoltà di Ingegneria meccanica e industriale, con la Tesi “Procedura sperimentale per la valutazione dell'eccentricità utensile in lavorazioni di microfresatura” e Matteo Saracchi, Politecnico di Milano, facoltà di Ingegneria industriale, premiato per la Tesi “Ottimizzazione del ciclo produttivo di una lunetta per rettificatrice cilindrica per esterni”.

 

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Cinque manifestazioni in un unico appuntamento

Le macchine strumentali sono protagoniste di tanti comparti differenti ma spesso complementari e rappresentano una filiera importante per il nostro Paese che, secondo i dati di preconsuntivo 2017, vale 23,6 miliardi di Euro di fatturato complessivi e impiega oltre 70.000 addetti. Ma sono soprattutto un potente volano per l’export del “Made by Italy” - cioè creato in Italia per essere venduto all’estero - visto che in media il 70% delle tecnologie prodotte in questi comparti viene esportata (dati aggregati da fonti ACIMGA, AMAPLAST, ANIMA, ARGI, UCIMA). Una community industriale vitale, che si metterà in mostra per la prima volta in maniera organica in un evento dedicato alla filiera nel suo insieme. The Innovation Alliance, a Fiera Milano dal 29 maggio al 1° giugno 2018, vedrà infatti svolgersi in contemporanea cinque manifestazioni specializzate, ciascuna di riferimento nel proprio comparto. Il progetto è promosso da Fiera Milano, impegnata a dare supporto allo sviluppo di eventi di sistema e fiere di filiera, intese come utili strumenti di business, ma anche occasione di crescita per i singoli settori coinvolti. Insieme per la prima volta saranno infatti tutte concomitanti le manifestazioni IPACK-IMA, fiera specializzata nelle tecnologie per il processing e il packaging; MEAT-TECH, specializzata nel processing e packaging per l’industria della carne; PLAST, manifestazione di riferimento per l’industria delle materie plastiche e della gomma; Print4All, nuovo format dedicato al mondo della stampa commerciale e industriale e INTRALOGISTICA ITALIA, che riunirà soluzioni innovative e sistemi integrati destinati a movimentazione industriale, gestione del magazzino, stoccaggio dei materiali e picking.

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Abbigliamento professionale funzionale per donne

Cresce il numero delle donne che svolgono professioni artigiane, per molto tempo considerate “tipicamente maschili”. Le donne hanno dunque bisogno di indumenti che presentino la stessa funzionalità di quelli dei loro colleghi uomini, ma in taglie e tagli diversi. Il fornitore di abbigliamento a noleggio MEWA risponde a questa esigenza con un abbigliamento professionale funzionale per le donne.
Nello specifico, MEWA ha integrato la collezione MEWA Dynamic con giacche e pantaloni da donna con cinturino. Altri articoli sono in fase di studio. L’outfit si caratterizza per un’ampia libertà di movimento, i molti dettagli funzionali, le numerose tasche e gli inserti portaminuterie. Esteticamente il design ricorda quello dell’abbigliamento outdoor. “Abbiamo ampliato una collezione di successo, ora le aziende possono vestire tutti i loro collaboratori e le loro collaboratrici con lo stesso look mantenendo un’immagine aziendale uniforme”, ha commentato Silvia Mertens, responsabile Product Management di MEWA.
Anche in questo caso, MEWA propone l’abbigliamento da donna nel sistema full-service: consegna, ritiro, lavaggio e manutenzione dell’indumento.

Dicembre 2017

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