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È un 2015 positivo per la Robotica

Secondo i dati raccolti dal Comitato Statistiche SIRI relativamente ai primi sei mesi dell’anno ed elaborati dal Centro Studi di UCIMU - Sistemi per Produrre, il 2015 conferma il buon andamento delle vendite da parte del comparto Robotica in Italia, con un buon 31,1% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un risultato intermedio che fa ben sperare e ipotizzare un risultato di vendite complessivo di chiusura d’anno perfettamente in linea con quello registrato nel 2014, caratterizzato dal record di vendite con oltre 5.000 robot installati.

di Fabrizio Garnero

Novembre 2015

Il 2014 è stato un anno assolutamente positivo per l’industria italiana della robotica, caratterizzato dal buon andamento del mercato interno. La produzione del comparto ha registrato un incremento del 6,1% rispetto all’anno precedente, attestandosi a un valore di 520 milioni di euro. Tale risultato è stato determinato dalla crescita delle consegne sul mercato interno (+15,3% per un valore di 340 milioni di euro). Al contrario, le esportazioni sono calate del 7,7% a 180 milioni. La quota di produzione destinata all’estero è quindi calata: il rapporto tra export e produzione è passato dal 39,8% del 2013 al 34,6%. Nel complesso il consumo italiano di robot ha registrato un aumento del 16,9%, attestandosi a 602 milioni. Le importazioni, anch’esse in salita (+19,1% per un valore pari a 262 milioni di euro), hanno portato il saldo commerciale in negativo di 82 milioni di euro; il rapporto tra import e consumo è passato dal 42,7% al 43,5%. Ancor più positivo l’andamento degli indicatori per quanto riguarda l’analisi del settore in termini di unità: nel 2014, la produzione di robot è cresciuta del 27,1% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 3.534 unità. Anche in questo caso negative le esportazioni: -13,9% per 1.297 unità. Di conseguenza, le consegne interne sono notevolmente aumentate, raggiungendo le 2.237 unità dalle 1.275 del 2013. Anche gli acquisti dall’estero sono cresciuti del 25,9%, a 4.284 unità. Nel complesso la domanda interna si è attestata a un totale di 6.521 nuove unità installate, registrando un incremento del 39,4%.

Sarà crescita fino al 2017
Ma dopo un anno record così importante come il 2014, qual è la situazione attuale per il mondo della Robotica nel 2015, in generale e per l’Italia in particolare? Sicuramente positiva, è la risposta, in entrambi i casi; ma mentre per il nostro Paese possiamo ragionare su dei dati certi, forniti dal Comitato Statistiche di SIRI ed elaborati dal Centro Studi dell’UCIMU - Sistemi per Produrre, per quanto concerne la situazione mondiale dobbiamo ancora aspettare i dati ufficiali dell’IFR. Le previsioni elaborate dall’International Federation of Robotics fanno comunque ben sperare e soprattutto danno un comparto in costante crescita fino al 2017, anno in cui la Cina dovrebbe superare tutti come numero di robot installati nelle proprie industrie. La Statistica Mondiale dei Robot stilata nel 2014 indica, infatti, che entro il 2017 ci saranno più robot in funzione negli stabilimenti di produzione cinesi che in quelli europei o nordamericani. La quantità delle unità operative in Cina raddoppierà, portando il loro numero totale dalle 200.000 unità di oggi a più di 400.000 robot installati. Per fare un confronto: in Nord America, la quantità di unità aumenterà fino ad arrivare a circa 300.000, mentre il numero previsto per le cinque principali economie europee è di 340.000 robot. Le previsioni parlano di una crescita costante pari al +6% per l’Europa, cui corrisponde un +5% per l’Italia. Una percentuale bassa se paragonata al +48% del 2014, ma piuttosto importante se confrontata con le percentuali previste per Paesi come la Germania (+3% previsto), il Nord America e il Giappone (5%) e la Corea (3%). Certo, la maggior vicinanza di questi ultimi a realtà del calibro di Taiwan (+15% di crescita previsto), India (+26%), Tailandia (+19%) e la stessa Cina (+26%) può costituire uno svantaggio competitivo per le realtà nostrane che vorranno o dovranno andare a competere anche sui quei mercati, ma resto convinto che il saper fare, l’esperienza e il know how che le contraddistingue farà la differenza, in positivo.

2.865 antropomorfi in soli sei mesi del 2015
Una positività confermata dal dato di vendita del mercato italiano della Robotica relativo al primo semestre di quest’anno che ha raggiunto quota 2.865 robot antropomorfi secondo quanto comunicato dal Comitato Statistiche SIRI, cui corrisponde una percentuale di vendita pari al +31,1% rispetto allo stesso periodo 2014 quando il venduto si era “fermato” a 2.186 unità. Un dato intermedio che fa ben sperare per una chiusura d’anno assolutamente in linea con il record di robot installati in Italia lo scorso anno (oltre 5.000). Un quantitativo ripartibile equamente tra robot venduti (1.425 unità) in forma diretta dai vari costruttori e distributori attivi sul mercato italiano e quelli commercializzati da terzi, vedi gli integratori, arrivati a quota 1.440 robot. Un dato appare assolutamente interessante che ben fotografa una tendenza del nostro paese e conferma l’ottima reputazione dei nostri integratori, abili maestri nel rispondere alle più svariate richieste produttive di automazione con vere e proprie soluzioni di processo robotizzate. Dei 1.440 robot venduti da terzi ben 1.353 unità sono state integrate in celle e impianti destinati alla General Industry, contro le sole 427 unità vendute in modo diretto dai vari costruttori. Questo certifica la spiccata propensione di problem solving delle nostra aziende indipendentemente dall’ambito settoriale da cui arriva la richiesta e ci si trova a operare. La situazione si ribalta completamente parlando invece dell’Automotive, settore di sbocco naturale per la robotica, in cui a far la “voce grossa” sono i produttori di robot con ben 409 unità destinate direttamente alle case automobilistiche e 589 unità vendute a Tier1 e Tier2 del comparto, contro i soli 87 antropomorfi venduti da terzi. Dal punto di vista applicativo a farla da padrone sono il material handling e la palletizzazione (rispettivamente 1.234 e 227 robot impiegati) pari a un incremento percentuale del 25,9% e del 4,1%, subito seguiti dalla saldatura robotizzata con 532 antropomorfi impiegati in processi di spot welding e 171 unità per la saldatura ad arco. Proprio la saldatura a punti è quella che in termini percentuali ha avuto il maggior incremento rispetto allo stesso periodo 2014 con un bel 125,4 percentuale in più. 293 (+38,9%) i robot antropomorfi impiegati per l’asservimento delle macchine utensili, 199 quelli destinati alla fonderia (+10,6%), 81 e 45 quelli installati rispettivamente per i processi di sbavatura (+24,6%) e verniciatura (+40,6%). Gli antropomorfi usati nel montaggio sono invece gli unici che hanno subito un lievissimo rallentamento, 83 contro i 93 venduti nel primo semestre 2014 pari a un -10,8%.

Gli Scara confermano il buon andamento
Positivo anche l’andamento del venduto di robot Scara nei primi sei mesi dell’anno, salito a 279 contro i 212 del 2014 pari a un risultato percentuale di crescita del 31,6% in più. In questo caso, il ruolo dei produttori o importatori diretti è assolutamente preponderante rispetto a quello degli integratori: sono, infatti, 230 gli Scara venduti dai primi (54 per l’Auto e 176 nella General Industry) contro i 49 di terzi (19 automotive e 30 industria). Decisamente meno variegata la tipologia di impiego di questi robot che per le loro caratteristiche intrinseche risultano particolarmente adatti per l’inserimento in linee automatiche di montaggio e assemblaggio (ben 109 unità installate) o per impieghi di material handling (163 robot venduti). Numeri meno eclatanti quelli degli Scara rispetto ai robot antropomorfi che si confermano estremamente versatili e flessibili dal punto di vista dell’impiego, ma che confermano ancora una volta in modo inequivocabile il buon andamento del comparto Robotica che stando alle previsioni fatte dagli appartenenti al Comitato Statistiche SIRI dovrebbe raggiungere un livello di vendita più o meno pari a quello dello scorso anno. È, infatti, previsto un minimo calo in questa seconda parte dell’anno per quanto concerne la raccolta d’ordini, ma il numero complessivo di robot venduti sul territorio italiano dovrebbe comunque attestarsi nuovamente intorno alle 5.000 unità, “100 robot più, 100 robot meno”. Sono aperte le scommesse!!!

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