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Dalla resistenza alla strategia, serve ragionare “da filiera”

I dati presentati in occasione della Giornata Economica FEDERTEC raccontano di un mercato in continua evoluzione e attraversato da sempre nuove sfide e crisi, anche geopolitiche. Le industrie rappresentate da FEDERTEC sono chiamate a un cruciale passaggio evolutivo, adottando una visione di sistema e di filiera che permette di resistere con più efficacia alle difficoltà del mercato.

di Edoardo Oldrati

La Giornata Economica FEDERTEC, svoltasi il 26 marzo 2026 a Cinisello Balsamo, si è configurata come un osservatorio privilegiato per decifrare le coordinate di un’industria meccanica italiana sospesa tra incertezza globale e solidità strutturale. In un’epoca di “decoupling” e shock asimmetrici, la capacità di monitorare i dati in tempo reale non rappresenta più un esercizio accademico, ma una competenza core per il top management. L’evento ha cristallizzato una transizione cruciale per il comparto: il passaggio dalla pura “resistenza” alla pianificazione proattiva. Per Mauro Rizzolo, Presidente di FEDERTEC, questo spirito di adattamento deve ora evolvere in una postura più assertiva. “Il 2025 per me è stato l’anno della resistenza – ha confermato il Presidente – Il 2026 sarà quello della strategia e sarà decisivo”. La resistenza infatti non è stata stasi, ma un consolidamento necessario per preparare il salto verso nuovi equilibri competitivi, in un 2026 che si preannuncia come lo spartiacque definitivo per la sopravvivenza della base industriale europea.

Dalla resistenza alla strategia, serve ragionare “da filiera”
Mauro Rizzolo, Presidente di FEDERTEC.


Un quadro stabile

Dopo i saluti introduttivi del Presidente Mauro Rizzolo, i lavori sono proseguiti con la presentazione dei dati FEDERTEC a cura del Direttore Marco Ferrara, seguita dagli interventi dedicati ai principali segmenti del comparto: Alessandro Carmona, Vice Presidente FEDERTEC (Fluid Power); Fabio Gallo, Consigliere FEDERTEC (Mechanical Power Transmission) e Carlo Contasta, Vice Presidente FEDERTEC (Distribuzione).
I risultati consuntivati nel 2025 mostrano un quadro complessivamente stabile per il comparto dell’industria italiana della componentistica e delle tecnologie meccatroniche per la potenza fluida, la trasmissione di potenza, il controllo e l’automazione intelligente dei prodotti e dei processi industriali rappresentato da FEDERTEC. Osservando i dati relativi al 2025 rispetto all’anno precedente, la produzione ha registrato una diminuzione dello 0,1%, attestandosi a 13,4 miliardi di euro, derivante da una crescita del 2% del comparto Fluid Power e da un calo dell’1,1% per il settore del Mechanical Power Transmission. Le esportazioni registrano +1,6% nel mercato della Potenza Fluida e -2,0% in quello delle Trasmissioni Meccaniche, per un valore totale di oltre 8 miliardi di euro, consentendo comunque all’intero settore di mantenere un’elevata penetrazione dei mercati esteri, con una percentuale di export sulla produzione pari al 60,2%, in linea con l’anno precedente. La Germania si conferma il principale partner commerciale per l’intero comparto rappresentato da FEDERTEC, sia per le esportazioni che per le importazioni.
Considerando i due comparti nel complesso, sia le consegne interne che le importazioni hanno registrato un minimo aumento (rispettivamente +0,9% e +0,3%), mantenendo pressoché inalterato il presidio del mercato interno: il rapporto fra le Consegne Interne e il Mercato Nazionale si attesta al 54,8%; mentre il saldo commerciale diminuisce dell’1,9%, attestandosi a 3,7 miliardi di euro.

Dalla resistenza alla strategia, serve ragionare “da filiera”

Un focus su fluid power e trasmissioni meccaniche

Nel comparto Fluid Power, l’analisi del Vice Presidente di FEDERTEC Alessandro Carmona evidenzia una divergenza operativa: nel 2025 il comparto Oleoidraulico ha registrato incrementi positivi ad eccezione dell’Import (-3,0%), mostrando performance migliori rispetto alla Pneumatica, che mostra qualche difficoltà maggiore sull’Export (-4,9%). Per quanto riguarda il Mechanical Power Transmission si registrano variazioni sostanzialmente negative, in particolare per il settore degli Ingranaggi, che evidenzia un calo di quasi 4 punti percentuali sulla Produzione e di 5 punti sull’Export. Le diminuzioni risultano meno marcate per i comparti delle Trasmissioni Meccaniche e dei Cuscinetti. Il comparto, analizzato dal Consigliere Fabio Gallo, risente infatti della crisi del settore “Off-highway” (agricoltura e costruzioni), che genera una fetta importante del fatturato di questo segmento.

Un focus su fluid power e trasmissioni meccaniche

Parliamo (anche) di distribuzione

La distribuzione industriale si conferma un pilastro di resilienza, con un mercato che vale circa 3,5 miliardi di euro. Secondo i dati presentati da Carlo Contasta, Vice Presidente FEDERTEC, le aziende associate hanno sovraperformato il mercato con una crescita del +1,3% nel 2025, a fronte invece di una stasi generalizzata pari allo 0,6% rispetto all’anno precedente. Questa performance è legata alla gestione strategica degli stock. In periodi di incertezza, il distributore agisce da ammortizzatore della filiera: un aumento del magazzino (sell-in) può sostenere la produzione anche quando il mercato finale (sell-out) rallenta. Tuttavia, il settore soffre di una frammentazione critica: il 50% del mercato è in mano a grandi player, mentre la restante metà è polverizzata in una miriade di operatori con fatturati spesso inferiori ai 10 milioni di euro. Come evidenziato da Carlo Contasta, la resilienza superiore è stata mostrata dalle imprese capaci di integrare la catena produttore-distributore. Il mercato è frammentato, ma chi adotta una visione di filiera aperta al confronto sta già sovraperformando la media.

Parliamo (anche) di distribuzione

Uno sguardo macro, ma anche un focus su settore di sbocco

L’analisi macroeconomica di Ciro Rapacciuolo del Centro Studi Confindustria ha inserito nella Giornata Economica un tema di stretta attualità: le conseguenze del conflitto in Medio Oriente sui costi energetici: nelle prime tre settimane di guerra, i prezzi del petrolio sono saliti del 66% e quelli del gas dell’84%. L’Italia è particolarmente vulnerabile a livello energetico e, in caso il blocco del Canale di Hormuz proseguisse a lungo, si rischierebbe un gravissimo shock energetico per la nostra economia.
Se invece concentriamo l’attenzione sui settori di sbocco vediamo dinamiche divergenti.
Nelle macchine agricole, come spiegato da Federica Tugnoli, Responsabile Ufficio Studi e Statistiche di FederUnacoma – Federazione Nazionale Costruttori Macchine per l’Agricoltura – siamo di fronte a un cambiamento epocale nei volumi e delle dinamiche: ad esempio, l’India è oggi il vero motore di crescita del mercato dei trattori. La Cina sta scalando invece le gerarchie dell’export. “La Cina – ha spiegato Federica Tugnolipotrebbe diventare il primo fornitore mondiale di macchine agricole sopravanzando paesi come Germania, Stati Uniti e Italia”.
Spostandosi nel comparto delle macchine per packaging, plastica & gomma, ceramica, legno, di grande interesse è stato l’intervento di Luca Baraldi, Chief Research Manager MECS Srl, centro studi specializzato proprio nell’analisi di questi settori. Baraldi ha confermato la tenuta anticiclica delle macchine per il packaging, trainate dall’automazione nei mercati emergenti, che segnano un bilancio preconsuntivo 2025 in positivo del 3,0%. Questo andamento positivo è stato contrapposto ai “punti neri” di altri settori. Il legno, in particolare, sta vivendo una crisi profonda con una contrazione della produzione del 10,4%, alimentata da crolli verticali nei mercati chiave: la Francia ha registrato un -33% e la Germania un -20% nel 2025. L’industria delle macchine per la ceramica ha segnato nel 2025, dati di preconsuntivo, una flessione del 3,2% nel fatturato, mentre le macchine per la plastica e gomma ha sentito una contrazione più forte con un preconsuntivo 2025 che segna -5,4%.

Uno sguardo macro, ma anche un focus su settore di sbocco

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