Attualità

L’alluminio campione di sostenibilità a Metef 2025

Le sfide della decarbonizzazione e dell’economia circolare sono state al centro del nutrito programma di incontri e dibattiti ospitati dalla Metef Arena

di Eugenio Paroletti

nautica_1
Federico Rossi, direttore operativo di Rossinavi (a sinistra), con il professor Franco Bonollo, ordinario presso l’Università degli Studi di Padova

L’edizione di Metef 2025, la fiera internazionale per la filiera dell’alluminio che si è tenuta a BolognaFiere dal 5 al 7 marzo 2025, è stata l’occasione per approfondire le lavorazioni e l’impiego intelligente dell’alluminio, per fornire una panoramica sulle principali tendenze del mercato, sulle sfide della decarbonizzazione e sulle soluzioni tecnologiche più avanzate per l’economia circolare. A tale scopo Metef ha proposto un interessante e stimolante programma di dibattiti e tavole rotonde, a cominciare dall’Aluminium Energy Summit, una fortunata iniziativa giunta alla terza edizione nata come occasione di dibattito e di confronto sulle diverse strategie per l’efficienza energetica e la decarbonizzazione, un tema divenuto oggi cruciale e testimonianza del valore dell’alluminio come “banca di energia”. Come di consueto, un momento di grande interesse è stata la premiazione del Metef Award, il concorso che si propone di valorizzare e dare visibilità alle diverse eccellenze nell’intera filiera del metallo leggero. La giuria ha premiato le aziende ASG Superconductors e il sistema di manutenzione predittiva Perpetuo di Gefond nella categoria Macchine, impianti e tecnologie; l’azienda baier & michels per la categoria Prodotti, componenti e finiture, mentre Q8Oils Italia è stata premiata nella categoria Materiali e processi ecologici. La Metef Arena allestita nel Padiglione 32 ha ospitato una serie di incontri tematici su temi molto caldi dal punto di vista tecnologico ed applicativo, come “Alluminio primario e da riciclo nel settore dell’estrusione” e “Leghe di alluminio da riciclo: le nuove sfide”, focalizzato sui risultati del progetto europeo SALEMA per produrre nuove leghe di alluminio ad alte prestazioni ricavate da rottame per applicazioni automotive.

nautica_2

I cantieri italiani puntano sull’alluminio

Ottimo successo dal punto di visto dello spessore tecnico e partecipazione la Tavola Rotonda “L’alluminio e l’eccellenza italiana: Innovazione, Design e Sostenibilità nelle Costruzioni Navali”, promossa dalla rivista A&L Alluminio e Leghe che ha portato in primo piano una particolare area di applicazione delle leghe leggere e l’assoluta eccellenza italiana del relativo settore produttivo, quello delle costruzioni navali ed in particolare dei superyachts. Secondo le rilevazioni di Confindustria Nautica, l’industria italiana della nautica da diporto ha fatto registrare nel 2023 il record storico del fatturato globale con 8,33 miliardi di euro (di cui 4,5 miliardi dall’export), occupa 32 mila addetti e nel comparto specifico della costruzione dei superyachts è in posizione leader, con il 51% della produzione mondiale. Inoltre, l’Italia mantiene il primato di principale paese esportatore mondiale nel settore della cantieristica da diporto, rappresentando il 19,3% dell’export globale nel 2023, la quota più alta mai registrata dal paese. Gli Stati Uniti continuano a essere il mercato più importante per i cantieri italiani. Centrale sui temi della tavola rotonda l’intervento in apertura di Federico Rossi, direttore operativo di Rossinavi, che ha presentato due superyachts recentemente costruiti dall’azienda toscana, dimostrando che la scelta della costruzione leggera in alluminio porta diversi vantaggi rispetto all’acciaio in termini di prestazioni e sostenibilità ambientale. Federico Rossi ha sottolineato che mentre l’analisi di mercato sugli yacht costruiti nel mondo evidenzia che il 75% delle imbarcazioni utilizzano acciaio ad elevata resistenza e solo il 25% è costruito in lega leggera, in Rossinavi questi valori sono invertiti con l’utilizzo dell’acciaio per il 46% del fabbisogno, mentre il 54% della materia prima impiegata è costituita da lamiere e profilati estrusi in lega d’alluminio 5083 H321 per gli scafi e per le sovrastrutture. Secondo Federico Rossi la corretta scelta del tipo di lega di alluminio nel giusto formato consente infatti vantaggi tecnici rilevanti sotto tanti aspetti, come è avvenuto nella costruzione dell’innovativo catamarano full aluminium Seawolf X: “La tipologia dell’imbarcazione, non pensata per le alte velocità, era adatta anche all’impiego di acciaio, ma abbiamo puntato sull’alluminio ottenendo con successo significativi risparmi in termini di consumo di carburante, minori emissioni di CO2, maggiori spazi interni e riduzione del pescaggio”. Il catamarano Seawolf X a propulsione ibrida diesel/elettrica è la più recente espressione dell’innovazione tecnologica di Rossinavi; un superyacht che nasce dopo anni di studio per il raggiungimento di una straordinaria combinazione di prestazioni tecniche con tre scenari operativi:

  • Navigare per un intero giorno in modalità completamente elettrica;
  • Navigare più giorni per il 90% del tempo in modalità elettrica;
  • Lunghe navigazioni oceaniche per l’80% del tempo in modalità elettrica.

Ha continuato Rossi: “Anche un altro superyacht varato nel 2024, il Bel1, motoryacht full displacement completamente in alluminio, ha comportato uno studio molto accurato, e la scelta della lega leggera si è nuovamente dimostrata vincente per una imbarcazione da 52-53 metri, con il risultato di un minor peso di circa 60 tonnellate rispetto all’impiego dell’acciaio, consentendo così di creare un maggior volume di spazi utili, dimezzare i consumi a velocità di crociera e migliorare la velocità di punta in caso di necessità”.

nautica_3
I vantaggi della costruzione leggera full aluminium rispetto alla costruzione in acciaio per un superyacht da 500 GT (Gross Tonnage o stazza lorda) e 50 metri circa di lunghezza

La filiera italiana dell’alluminio per la nautica

Federico Rossi ha concluso la sua relazione ricordando l’importanza della stretta collaborazione con i fornitori di alluminio per le scelte più efficaci in termini di leghe, di formati, di lavorazioni e di finiture, che hanno consentito di arrivare a realizzazioni vincenti ed innovative. Vincenzo Zinni, CEO di Niche Fusina Rolled Products, l’azienda dove sono state prodotte le lamiere utilizzate da Rossinavi, ha illustrato il quadro attuale della storica azienda di Fusina (Venezia), tra le prime del settore sorte in Italia nel secolo scorso, ricordando le scelte più significative in termini di sostenibilità e innovazione. Zinni si è soffermato non solo sulle straordinarie caratteristiche metallurgiche dell’alluminio, ma anche sulla sua ecosostenibilità, con un focus sul metallo secondario, ricordando che nel 2024 le leghe da laminazione prodotte dalla fonderia di Fusina avevano un contenuto di alluminio da riciclo del 74%, ottenuto anche grazie a partnership strategiche con aziende del territorio come Alluminio di Qualità, rappresentata nella tavola rotonda dal suo CEO Mattia Marconi. Lo stesso Mattia Marconi, fornitore diretto di Rossinavi, è intervenuto ricordando l’importanza delle leghe di alluminio per le applicazioni navali, e sottolineando ancora l’ottimo posizionamento delle leghe leggere in termini di sostenibilità del materiale. Al riguardo ha voluto anche far presente la scarsa consapevolezza di alcuni settori industriali su questo tema oggi centrale: “La nostra filiera alluminio”, ha spiegato Mattia Marconi, “deve prendersi anche la responsabilità di fare educazione sul concetto, sul valore e sulla gestione della ecosostenibilità del metallo leggero: l’upstream si è mosso da tempo, ha preso atto delle nuove esigenze e molti grandi produttori di alluminio primario oggi offrono il loro brand di alluminio green certificato. Tuttavia, lungo la filiera a valle di trasformazioni, lavorazioni, finiture e impieghi, il concetto di sostenibilità sembra perdere gradualmente d’importanza e di chiarezza. Come Alluminio di Qualità abbiamo comunque scelto di avviare un percorso di sviluppo accogliendo la sfida, anche se non sempre richiesta da disinformati consumatori finali, in modo da garantire alla filiera la corretta tracciabilità del prodotto, per puntare avere un impatto ambientale minore. Ho ribadito gli stessi concetti in un’intervista rilasciata ad Alberto Mariotti di Super Yacht 24, presente al nostro meeting”. Altro intervento prezioso quello di Guido Godani, amministratore delegato di Metalluminio di La Spezia, azienda nata 60 anni fa e primo distributore italiano di semilavorati di alluminio nel settore della nautica per la costruzione di scafi e sovrastrutture di navi e superyacht. Guido Godani ha espresso la più ampia condivisione per l’importanza e lo spessore di una tavola rotonda in rappresentanza di una filiera italiana che ha saputo sviluppare la capacità produttiva puntando sull’innovazione: “Non mi riferisco solo a Rossinavi”, ha detto Godani, “ma all’intero comparto nautico italiano e viareggino, ormai di assoluta eccellenza in ambito mondiale”.

nautica_4
Il catamarano ibrido-elettrico Seawolf X visto dall’alto. I pannelli fotovoltaici integrati nell’imbarcazione offrono un’ampia superficie per il recupero dell’energia

La collaborazione tra imprese e Università

Particolarmente significativo l’intervento conclusivo del professor Franco Bonollo, ordinario presso l’Università degli Studi di Padova, che si è soffermato sull’importanza del ruolo che l’Università può avere a sostegno dell’innovazione, lavorando in maniera collaborativa con le aziende per la risoluzione di problematiche tecnologiche ed individuando le tematiche di frontiera. Ha affermato Franco Bonollo: “Rilevante è la capacità dell’Università di essere anche nell’area formazione, preparando nuovi profili professionali di ingegneri e tecnologi con una ampia capacità di visione rispetto ai temi della sostenibilità e della digitalizzazione, supportando chi ha già esperienze lavorative con percorsi di apprendimento permanente per stimolare un costante aggiornamento professionale”. Il professor Bonollo ha concluso il suo intervento ringraziando innanzitutto la rivista A&L e lo staff di Metef 2025 per il supporto organizzativo, rimarcando come il settore dell’alluminio in Italia si collochi all’avanguardia a livello internazionale sia per l’innovazione tecnologica sia per la formazione dei laureati.

nautica_5
+ posts

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio

Adblock rilevato

Considerate la possibilità di sostenerci disabilitando il blocco degli annunci.