Attualità

Continua la tragicommedia dei dazi sull’alluminio

di Mario Conserva

La decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di raddoppiare i dazi sulle importazioni di alluminio crea serie preoccupazioni per uno scontro epocale con l’Unione Europea. Per entrare meglio nella complessa situazione delle tariffe sollevate dal presidente Trump riguardo all’alluminio, è prima di tutto essenziale precisare che parlare dei dazi trumpiani sul metallo leggero non significa riferirsi ad una tariffa unica all’importazione in US, ma ad una larga tipologia di materiali della filiera, dal metallo primario grezzo, ai semilavorati, ai particolari e prodotti finiti sino ai rottami nuovi e vecchi, dagli scarti di lavorazioni industriali ai prodotti giunti a fine vita dai trasporti alla meccanica, all’edilizia e così via, preziosa materia prima secondaria da sempre largamente raccolta, selezionata ed impiegata in UE, apprezzatissima in tutte le aree extraeuropee e per questo soggetta ad un significativo flusso in esportazione. Il rottame di alluminio è in realtà una materia prima fondamentale non solo per il mercato europeo ma anche per quello statunitense del metallo leggero, che infatti negli ultimi anni è molto lontano, come d’altra parte ed in misura maggiore anche l’UE, dalla autonomia produttiva dell’alluminio di base che è il metallo primario. Proprio per questo i rottami sono esplicitamente esclusi dalla lista delle tipologie di materiali di alluminio sottoposti a dazio all’import in US, e qui siamo chiaramente di fronte ad un chiaro segnale di forte volontà di scontro. È naturale che a questa scelta debba corrispondere una opportuna contromisura tariffaria dell’UE, come d’altra parte da tempo richiesto dagli operatori in Europa. E sarà bene prendere decisioni tempestive, in quanto già dall’inizio dello scorso con le prime avvisaglie delle scelte trumpiane, l’aumento delle importazioni statunitensi di materiali di alluminio da riciclo dall’Europa ha assunto il carattere di un fiume straripante. La naturale contromisura di questa guerriglia dei dazi non potrà essere altro che controbattere con la pronta risposta di fermare la fuga dei preziosi rottami di alluminio dall’UE, si aprirà così un ulteriore capitolo di una serie di scelte nel cui merito non è facile oggi capire chi può vincere e chi può perdere, ad oggi sembra che a farne le spese sia essenzialmente il mercato statunitense a valle del metallo leggero, ma l’incertezza regna sovrana.

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