Il convegno annuale dell’Istituto Italiano Imballaggi dedicato al packaging in alluminio ha approfondito l’innovazione tecnologica, la sostenibilità ambientale dei processi produttivi e le novità normative in arrivo, in particolare il nuovo Regolamento europeo 2025/40 (PPWR) sugli imballaggi
di Roberto Guccione

Si è tenuto a Firenze il 19 febbraio scorso l’Aluminium Packaging Conference 2025, l’appuntamento che l’Istituto Italiano Imballaggio dedica alle novità tecnologiche e ai temi caldi di interesse specifico per questo importante comparto della filiera alluminio. All’evento hanno partecipato i rappresentanti di produttori e utilizzatori di imballaggi in alluminio, ma anche fornitori di materiali, tecnologie e servizi specializzati. Raffaella Bonacina, responsabile Area Materiali e Certificazione dell’Istituto Italiano Imballaggio, ha aperto la Conference presentando il focus della giornata di lavoro: le innovazioni tecnologiche che si stanno imponendo nell’utilizzo dell’alluminio nel packaging, le novità normative in arrivo per materiali e oggetti a contatto con gli alimenti, il Regolamento europeo 2025/40 (PPWR) sugli imballaggi e la sostenibilità ambientale dei processi produttivi. In effetti le relazioni presentate nel corso della giornata hanno spaziato da argomenti tecnici come “La nanotecnologia organometallica nel trattamento norinse preverniciatura”, presentata da Heros Zocchi e Cristiano Mariani di Est Chemie, o “L’imballaggio rigido in alluminio: Tecnologia e Controlli” presentata da Alfonso Lenza di Eviosys Sonoco Spa, ad argomenti più trasversali legati agli aspetti ambientali e all’economia circolare. Per vincoli di spazio, non possiamo riassumere tutte le nove interessanti relazioni che abbiamo ascoltato e ci limitiamo a riportare sinteticamente le suggestioni e le novità di maggior interesse per l’intero settore.

Il mercato italiano del packaging
Barbara Iascone, responsabile Area Economica dell’Istituto Italiano Imballaggio e curatrice del report Imballaggio in Cifre pubblicato ogni anno dall’Istituto, ha illustrato la situazione e il trend evolutivo del mercato dell’imballaggio. Dopo un 2023 decisamente negativo per il settore, con un fatturato complessivo di 38,4 miliardi di euro (-5,5% rispetto al 2022), il 2024 mostra una leggera ripresa trainata prevalentemente dall’andamento positivo del settore alimenti e bevande. Secondo le elaborazioni dell’Istituto, nel 2024 il fatturato totale dell’industria dell’imballaggio in Italia ha raggiunto il valore di 39,1 miliardi di euro, con una crescita di +1,8% e una produzione di 17,332 milioni di tonnellate. Nonostante la leggera ripresa delle esportazioni (+2,1%), anche nel 2024 le importazioni di imballaggi superano le esportazioni, con un saldo negativo di -289 mila tonnellate. Nel 2023, la produzione totale di imballaggi in alluminio in Italia ha raggiunto 243 mila tonnellate, in calo del -2,5% rispetto al 2022. Il fatturato ha segnato oltre 4,1 miliardi di euro (-7,1% rispetto al 2022) e rappresenta il 10,7% dell’intero settore. La produzione di imballaggi in solo alluminio ha raggiunto 155 mila tonnellate, unico materiale in trend positivo, e le stime per il 2024 indicano un’ulteriore crescita del 2,9%, legata soprattutto all’aumento della domanda nei comparti cosmetico e farmaceutico.

Sostenibilità e innovazione
La sfida della decarbonizzazione sta impegnando i produttori e gli utilizzatori di imballaggi d’alluminio, con strategie che contemplano l’utilizzo di leghe a basso contenuto di CO2, ma anche con l’ecodesign e un’attenta analisi del ciclo di vita degli imballaggi per facilitarne il recupero e il riciclo. Patrizia Collina, Technical Sales & Development di Scandolara Spa, storico produttore di tubetti d’alluminio e di polietilene, ha sottolineato come le proprietà funzionali ed ecologiche del materiale abbiano reso il tubetto d’alluminio un “evergreen” del packaging, ancora largamente utilizzato come imballaggio premium in tutti i settori, dal farmaceutico al cosmetico, dall’alimentare all’industriale. Elisa Teramo, Sustainability Specialist, ha illustrato il percorso di sostenibilità che Carcano Antonio Spa, uno dei principali produttori italiani di foglio sottile per imballaggi flessibili, ha intrapreso da diversi anni. Il Bilancio di sostenibilità pubblicato nel 2024 presenta tre grandi obiettivi strategici da raggiungere entro il 2028: offrire al mercato prodotti a base di alluminio a bassa intensità di carbonio; proporre alternative monomateriale per le principali famiglie di prodotti rivolti ai settori alimentare e farmaceutico, eliminando il PVC da accoppiati e lacche; promuovere lo sviluppo delle competenze e migliorare il benessere e l’engagement dei dipendenti. In parallelo procede il piano di riduzione delle emissioni climalteranti (GHG), con l’obiettivo di riduzione del 33,6% nel 2028 rispetto al 2022 (Scopo 1+2) e del -44% delle emissioni indirette (Scopo 3). A maggio 2024 Carcano ha ottenuto la certificazione ISO 14067 per l’emissione di carbon footprint di prodotto (PFC) e lo scorso febbraio la certificazione ISO 14025 per l’emissione di dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD). L’uso di leghe ad alto contenuto di alluminio da riciclo è una concreta opportunità per ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi. A questo proposito Ciro Sinagra, Senior Advisor R&D Manager di Laminazione Sottile, ha illustrato gli importanti vantaggi ottenuti elaborando un’innovativa lega da laminazione ad alto contenuto di alluminio da riciclo, che al termine di un completo Life Cycle Assessment porta a una riduzione sensibile di tutti gli indici d’impatto ambientale rispetto alle leghe tradizionali 3035 e 5052. In particolare, la categoria Global Warming Potential (GWP – kg CO2eq./kg) si riduce rispettivamente del 42% e del 55,5%. Laminazione Sottile ha già testato con successo la nuova lega nella produzione di imballaggi rigidi e vaschette per alimenti. Il rottame d’alluminio è quindi una risorsa preziosa per l’economia circolare e gli imballaggi d’alluminio ne sono una fonte importante. Come ha sottolineato Gennaro Galdo, responsabile Comunicazione e relazioni esterne di CiAl, nel 2023 sono state immesse al consumo in Italia 84.300 tonnellate di imballaggi in alluminio, con 59.300 tonnellate avviate a riciclo, pari al 70,3% del totale. Questi numeri confermano che l’Italia ha già superato gli obiettivi europei fissati per il 2025 (50%) e per il 2030 (60%). Un appuntamento che porterà grandi cambiamenti nell’intero settore degli imballaggi è quello con il nuovo Regolamento europeo 2025/40 noto come PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), pubblicato il 22 gennaio 2025. Come ha spiegato Dario Zanoni, responsabile Regulatory Affairs dell’Istituto Italiano Imballaggio, il regolamento ridefinisce in modo vincolante la gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio, superando la Direttiva 94/62/CE. Il regolamento, che entrerà in applicazione effettiva dal 12 agosto 2026, stabilisce obiettivi di prevenzione, riutilizzo, riciclabilità e contenuto riciclato (il 50% minimo per l’alluminio entro il 31 dicembre 2025) per tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo. A partire dal 2030, solo gli imballaggi progettati per il riciclo dei materiali potranno essere immessi nel mercato europeo.




