L’industria della fonderia di alluminio è impegnata oggi a giocare un ruolo chiave nella transizione ecologica europea. In un contesto caratterizzato da crisi energetiche, cambiamento climatico, complessità di normative ambientali, nuovi materiali, incertezze su trading e supply chain di materie prime, il settore sta vivendo una profonda trasformazione strutturale verso modelli produttivi sempre più sostenibili. Tutto parte dalle qualità di base del metallo leggero, un materiale riciclabile all’infinito senza degrado di proprietà e caratteristiche, quindi di rilevante valore strategico in un’economia finalizzata al contenimento delle emissioni di CO2. Il riciclo del rottame d’alluminio per produrre metallo secondario, di grande importanza per la fonderia del metallo leggero, consente infatti un risparmio energetico fino al 95% rispetto alla produzione del metallo primario per via elettrolitica da bauxite, e rende disponibile metallo con un’impronta di CO2 nell’intorno di 0,5–1 tonnellata per tonnellate di alluminio prodotto, un valore molto più basso di quello medio mondiale di 16 tonnellate di CO2 per tonnellata di primario. L’Europa e l’Italia sono all’avanguardia nel riciclo dell’alluminio, nello sviluppo di tecnologie a basso impatto ambientale e nell’adozione di principi dell’economia circolare. L’Unione Europea ha inserito il metallo leggero tra i materiali critici e strategici nella sua agenda industriale, per cui diverse iniziative vanno ad incentivare la sostenibilità nel settore: l’EU Green Deal che promuove una produzione a impatto zero entro il 2050, il Piano d’Azione per l’Economia Circolare (2020) che rafforza gli obblighi di riciclo per metalli e leghe, l’ETS (Emission Trading Scheme) che spinge le fonderie a bilanciare le emissioni di CO2, il Regolamento CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), che dovrebbe nella versione definitiva penalizzare le importazioni di alluminio da paesi ad alte emissioni. Gli sforzi dell’intero settore della moderna fonderia di alluminio puntano alla decarbonizzazione attraverso nuove tecnologie produttive, nuove leghe, nuove procedure di recupero e riciclo; ricordiamo al riguardo la transizione verso forni elettrici alimentati da fotovoltaico o eolico, le sperimentazioni sull’uso dell’idrogeno come combustibile alternativo, lo sviluppo di leghe secondarie certificate ad alte prestazioni, l’integrazione del riciclo con la progettazione dei getti di fonderia (eco-design). Tutto questo ha portato a creare un vero e proprio mercato premium per l’alluminio da riciclo certificato a basse emissioni, circostanza che va nella direzione di valorizzare le produzioni in metallo leggero, in particolare nella fonderia. In un quadro di forte spinta per sviluppo ed innovazione di tecnologie, materiali e prodotti, la fonderia di alluminio, da tradizionale statico comparto metallurgico dello scorso secolo, è oggi un motore della sostenibilità industriale europea. Il nostro paese è in prima linea grazie a un solido pregresso storico di know-how tecnico, una filiera del riciclo efficiente, ed una crescente attenzione ambientale. Con circa il 75% dell’alluminio impiegato proveniente dal riciclo ed un’industria proiettata verso l’autosufficienza energetica, la fonderia alluminio moderna e matura rappresenta oggi in Europa ed in Italia uno degli esempi più concreti di economia circolare applicata, che al di là delle innegabili contingenti difficoltà di percorso del segmento specifico, come la crisi del settore automotive, pone solide basi per un futuro in crescita a basse emissioni.
