Fonderia

Amafond: l’importanza di fare sistema

Dal convegno annuale di Amafond emerge un orientamento condiviso per affrontare i profondi cambiamenti in atto nel mercato internazionale: spingere sulla collaborazione e le sinergie tra fonderie e fornitori di materiali e tecnologie

Sullo sfondo della meravigliosa cornice di Palazzo Fenaroli a Rezzato (Brescia), lo scorso ottobre si è tenuto l’annuale convegno internazionale organizzato da Amafond (Associazione Italiana Fornitori Fonderie), col titolo “Fondere il futuro”.
Molte e tutte di alto livello le presentazioni dei relatori. All’apertura del convegno, moderato da Rosalba Reggio, del quotidiano Il Sole 24 Ore, il Presidente di Amafond Andrea Todeschini lancia un messaggio di cauto ottimismo: pur in un momento apparentemente sfavorevole, cominciano ad emergere segnali positivi per il futuro.
Tra le diverse e tutte interessanti presentazioni, abbiamo avuto modo di apprezzare quelle di Paolo Streparava, Presidente di Confindustria Brescia, di Roberto Vavassori, Presidente di Anfia, di Marco Bonometti, CEO di OMR di Brescia e quella di Fabio Zanardi, Presidente di Assofond. L’intervento di Paolo Streparava ha segnalato la necessità crescente di incrementare le sinergie tra le aziende del comparto. Roberto Vavassori, in controtendenza rispetto ad altre relazioni, ha mostrato i vantaggi ed il progressivo avanzamento dell’auto elettrica, un processo che dal punto di vista dei costruttori di autoveicoli è inevitabile. Marco Bonometti richiama energicamente la politica alla realtà dell’industria manufatturiera, urge la necessità di evitare la deindustrializzazione con provvedimenti più aderenti alle esigenze delle industrie ed allo stato dell’arte dell’industria automotive in particolare. Infine Fabio Zanardi lancia un grido d’allarme: le PMI energivore italiane sono condannate a morte! Il costo dell’energia è un’emergenza nazionale che drena ricchezza dalla manifattura. Serve un forte richiamo alla responsabilità da parte della Politica in Italia e in Europa.

Voci dal convegno Amafond

Abbiamo avuto modo di raccogliere i commenti e le impressioni di alcuni partecipanti al convegno.

Fabrizio Carmagnini, Direttore di Amafond: “L’organizzazione di un convegno con più di 250 partecipanti ha richiesto molto impegno da parte di tutta l’organizzazione Amafond. Fondamentale in questo particolare momento fare il punto della situazione a livello nazionale, dando un’importante apertura ai produttori europei. Il mondo dell’automotive che si connette direttamente con quello delle fonderie. Penso che il messaggio apparso oggi sia fondamentalmente positivo anche se la congiuntura internazionale sta navigando in acque agitate”.

Maurizio Sala, Presidente di Foundry Ecocer: “I costi energetici stanno strozzando le PMI e le fonderie Italiane. Dall’altro lato l’imminenza delle normative sul CBAM, argomento discusso anche di recente a Bruselles, ampiamente e completamente criticato nella metodologia e nei principi di attuazione. Ho apprezzato le parole di Paolo Streparava che condivido in pieno: la sinergia tra le aziende e l’unione delle forze è oggi più che mai indispensabile se vogliamo evitare la deindustrializzazione del nostro sistema manufatturiero”.

Tiziana Tronci, CEO di Gefond: “Innovazione, digitalizzazione e risparmio energetico: sono i messaggi forti che vengono da questo convegno, a cui si aggiunge il fare squadra tra costruttori europei. Dobbiamo collaborare anche con i nostri concorrenti per poter essere più competitivi e difendere l’industria europea. Chi guida un’azienda deve avere l’apertura mentale per affrontare il cambiamento, anche se il cambiamento fa un po’ paura perché ci obbliga ad uscire dalla nostra comfort zone”.

Carmelo Maria Brocato, Engitech: “Per quanto ci riguarda le prospettive per il 2026 sono eccellenti perché ci sono progetti in Europa che dipendono dal PNRR e ci sono progetti negli Stati Uniti per la rilocalizzazione. Onestamente ho ascoltato messaggi contrastanti per quanto riguarda il futuro della mobilità elettrica. Personalmente credo che l’Unione Europea dovrebbe fare un passo indietro”.

Luca Albertini, Albertini Machine Srl: “Approvo il messaggio lanciato sulla importanza delle sinergie tra aziende. La sfida sul futuro dell’automotive lo richiede”.

di Alberto Pomari

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