Mario Conserva, Segretario Generale di FACE, ha rappresentato l’Europa nella tavola rotonda “Il mondo dell’alluminio” durante Arabal 2025 in Dubai, insieme a rappresentanti del Medio Oriente, dell’India, della Cina e degli Stati Uniti. La tavola rotonda era moderata dall’International Aluminium Institute.
FACE – Federation of Aluminium Consumers in Europe – ha partecipato ad ARABAL 2025, uno dei principali eventi mondiali dedicati all’alluminio, svoltosi a Dubai dal 4 al 6 novembre e organizzato dal Gulf Aluminium Council.
FACE ha rappresentato l’Europa in questo appuntamento di alto livello, che ha riunito i principali protagonisti industriali, decisori politici ed esperti internazionali per discutere le sfide e le opportunità strategiche del settore.
Nel suo intervento, Mario Conserva, Segretario Generale di FACE, ha presentato un quadro aggiornato del
mercato europeo e delle dinamiche globali che stanno ridisegnando l’industria dell’alluminio, con forte riferimento alle problematiche del riciclo.
“L’alluminio si conferma il metallo centrale dell’industria moderna,” ha dichiarato Conserva, “Continua a crescere tra le sfide strutturali della nuova economia industriale globale. È un materiale vitale per la transizione energetica e, proprio per questo, si trova oggi al crocevia delle sfide geopolitiche e della sostenibilità.”
La domanda mondiale di alluminio è in costante aumento, trainata in particolare dai settori dell’automotive, delle energie rinnovabili, dell’edilizia e dell’elettronica avanzata. Tuttavia, persistono forti squilibri strutturali: la produzione di primario rimane concentrata nelle regioni dove l’energia è più economica e meno sostenibile, mentre in Europa la capacità produttiva di materia prima continua a diminuire a causa dei costi energetici elevati e volatili. Oggi l’Unione Europea deve importare ol-
tre l’85% del proprio fabbisogno di alluminio primario, con una crescente esposizione ai rischi di approvvigionamento e di prezzo; rilevante in compenso la crescita nel recupero e riciclo che renderà meno critico il futuro di approvvigionamento di metallo nel vecchio continente. Parallelamente, il ruolo della regione del Golfo come produttore di metallo primario a basse emissioni di CO2 è in forte espansione, sottolineando, come ha rilevato Conserva, l’importanza di una sempre più stretta coo-
perazione Europa-Golfo attraverso scelte pragmatiche e di ampio respiro: “La politica europea del CBAM, pur fondata su buone intenzioni, resta complessa e di difficile applicazione. Se vogliamo più alluminio ‘green’, le nostre politiche devono aprire le porte, non chiuderle.”
I dibattiti di ARABAL hanno inoltre messo in luce i progressi nelle tecnologie low-carbon, nella diversificazione energetica e nella circolarità, con una forte attenzione alla sicurezza dei lavoratori e sostenibilità dell’intera filiera.
“La attenta gestione di tutta la catena dell’alluminio – dall’energia alla produzione e trasformazioni alle applicazioni finali intelligenti ed ecosostenibili, ed al recupero e riciclo – sarà decisiva per la competitività del prossimo decennio,” ha sottolineato Conserva. “Per l’industria dell’alluminio europea la sfida è chiara: investire in innovazione, riciclo e autosufficienza energetica, dalle rinnovabili al nucleare. Inoltre, dovremmo liberalizzare, non limitare, le forniture di alluminio primario a basse emissioni di carbonio”. Conserva ha concluso ricordando i legami storici tra FACE e l’alluminio del Golfo: “FACE è orgogliosa di aver rappresentato l’Europa in questo importante dialogo, che si fonda su oltre 25 anni di cooperazione con i nostri partner del Golfo. Ringraziamo il Gulf Aluminium Council e il suo Segretario Generale Mahmood Daylami per l’eccellente organizzazione di Arabal e la continua collaborazione per lo sviluppo del metallo leggero, guardando in particolare alle necessità delle aziende del downstream.”




