L’aspirazione industriale dal cuore italiano e dall’identità europea

Affrontare il trattamento delle polveri secche in modo efficace non è solo una buona prassi, ma un obbligo per garantire la sicurezza e rispettare le normative vigenti. Lo sa bene HF Group, produttore e fornitore di impianti di filtrazione aria inquinata derivante da processi industriali. A occuparsi della progettazione e della produzione degli impianti è la filiale italiana HFiltration, con sede a Legnano, in provincia di Milano.

di Laura Alberelli

Nell’industria manifatturiera le polveri secche sono un sottoprodotto inevitabile di numerosi processi: dalle lavorazioni meccaniche alla lavorazione della plastica, fino alla produzione chimica.
Spesso sottovalutate, queste polveri possono rappresentare un pericolo invisibile ma significativo. Affrontare il problema del trattamento delle polveri secche in modo efficace non è solo una buona prassi, ma un obbligo per garantire la sicurezza e rispettare le normative vigenti.
La presenza di polveri secche in un ambiente industriale, se non adeguatamente trattata, può portare a conseguenze gravi.
Il rischio di esplosioni è particolarmente elevato quando si tratta di polveri con un alto potenziale esplosivo: se queste si accumulano e vengono a contatto con una scintilla o una fonte di calore, possono generare incendi di vasta portata e detonazioni pericolose, mettendo a rischio la sicurezza di persone e impianti.
Tuttavia, le problematiche non si fermano qui: l’inalazione prolungata di particelle fini, come il PM10 o PM2.5, può infatti causare malattie respiratorie croniche e, in alcuni casi, le esposizioni a sostanze tossiche possono risultare letali.
Ma non è solo la salute a essere in pericolo: anche i macchinari possono risentire dell’accumulo di polveri, che può compromettere le prestazioni degli impianti e aumentare notevolmente i costi di manutenzione.
Negli ultimi anni, l’Unione Europea e numerosi governi nazionali hanno introdotto normative più stringenti per regolamentare il trattamento delle polveri secche. Conformarsi a questi standard è cruciale non solo per evitare sanzioni, ma anche per proteggere la salute dei lavoratori e preservare gli ecosistemi circostanti.
Per affrontare il problema alla radice, è dunque fondamentale adottare soluzioni efficaci di trattamento. I moderni sistemi di aspirazione e filtrazione costituiscono la prima difesa, catturando le particelle direttamente alla fonte, prima che possano diffondersi. A questi si aggiungono pratiche di manutenzione regolare: controlli periodici garantiscono che filtri e componenti restino efficienti e performanti.

Un approccio integrato e consapevole

Trattare correttamente le polveri secche contribuisce allo sviluppo di un futuro più sostenibile, prevenendo la dispersione di particelle inquinanti e rispettando le normative sempre più stringenti sulle emissioni.
Questa è la mission di HF Group, specializzato nella produzione di impianti di filtrazione aria inquinata.
La sede operativa di HF Group è a Legnano, in provincia di Milano. HFiltration rappresenta di fatto il “cuore” pulsante del gruppo, perché è qui che “prendono vita” progetti, evoluzioni tecnologiche e soluzioni su misura.
Oltre alla filiale italiana, HF Group conta altre due sedi: una in Svizzera e una in Polonia.
La sede HF Swiss Filtration Systems SA a Stabio (CH) fornisce soluzioni per il controllo dell’inquinamento atmosferico, offrendo una selezione completa di sistemi e macchine per soddisfare le esigenze di depurazione dell’aria in ambito industriale.
HF Polska SP z o.o. (con sede a Bielsko Biala in Polonia) svolge invece attività di consulenza e vendita di sistemi e macchine per la captazione e il trattamento degli inquinanti dell’aria in diversi settori industriali.


Cinque modelli di depolveratori a cartucce

Per la filtrazione e l’eliminazione delle polveri secche, HF Group propone quattro tecnologie diverse: i depolveratori con filtri a cartucce, i depolveratori con filtri a maniche, il depolveratore idrodinamico e il separatore ciclonico.
I filtri a cartucce del depolveratore (il cui principio si basa sulla separazione fisica dell’inquinante) agiscono come barriera contro le polveri e le particelle solide sospese nell’aria, intrappolandole sulla superficie del filtro. Più precisamente, l’aria contaminata entra nel filtro attraverso una precamera progettata per separare le particelle più grandi. Successivamente, il flusso d’aria attraversa una serie di cartucce, sulle quali si depositano i contaminanti. L’aria purificata viene infine rilasciata dall’esterno.
Per soddisfare le più diverse esigenze di utilizzo, HF Group ha realizzato cinque diversi modelli di depolveratori a cartucce (Pulsatron Compact Standard, Pulsatron Compact Mini, Pulsatron Compact Atex, Pulsatron H, HJL Cart) dal concetto modulare e con portate d’aria da 800 m3/h fino a oltre 100.000 m3/h. In linea con le norme ATEX, questo tipo di depolveratori prevedono una manutenzione ridotta e in sicurezza e garantiscono prestazioni emissive inferiori o uguali a 1 mg/Nm3s.


Maniche di tessuto con capacità filtranti personalizzabili

Il depolveratore a maniche HJL BAG, detto anche filtro a maniche, è anch’esso indicato per rimuovere le particelle di polvere dall’aria in ambienti industriali. Per il processo di filtrazione viene utilizzato un set di maniche di tessuto con capacità filtranti personalizzabili che catturano le particelle di polvere sospese nell’aria.
Come per il depolveratore a cartucce, anche in questo caso l’aria attraversa le maniche mentre le particelle di polvere si depositano sulla loro superficie. Periodicamente, un sistema di pulizia, basato su getti di aria compressa, scuote le maniche per far cadere le polveri raccolte sul fondo del macchinario.
I depolveratori a maniche di HF Group, capaci di assicurare un’efficienza di emissioni inferiore o uguale a 5 mg/Nm3s, sono collegati alla linea di messa a terra evitando così l’accumulo di elettricità statica e riducendo il rischio di innesco di esplosione (in conformità con le norme ATEX). Anche in questo caso, viene garantita la modularità con portate d’aria che vanno da 1.000 m3/h fino a oltre 100.000 m3/h.


Micro-miscelazione dell’aria da trattare con l’acqua

Altra tecnologia sviluppata da HF Group per la filtrazione delle polveri è il depolveratore idrodinamico (detto anche filtro idrodinamico) Idrodust Compact. Per l’abbattimento di polveri, vapori e gas di tipo idrodinamico, questo sistema utilizza l’effetto della micro-miscelazione dell’aria da trattare con acqua. Il filtro idrodinamico utilizza infatti l’acqua come elemento separatore. Le polveri vengono dunque catturate, inglobate nell’acqua e trasformate in fango. L’acqua risulta efficace anche nell’assorbire alcune sostanze gassose migliorando ulteriormente il processo di filtrazione.
Idrodust Compact non ha parti soggette a usura o a intasamenti, aspetto che contribuisce a ridurne la manutenzione. Alla fine del processo di purificazione, l’aria pulita, prima di essere espulsa, passa attraverso un separatore di gocce depositando su di esso le particelle d’acqua rimaste intrappolate nel flusso d’aria. Su questo sistema, le portate d’aria possono variare da un minimo di 2.500 a 24.000 m3/h. Compatibile con gas caldi o umidi senza compromettere la depolverazione, con Idrodust Compact il rischio di incendio ed esplosione è nullo grazie alla presenza di acqua.


Per filtrare polveri con granulometria superiore

Infine, per la filtrazione delle polveri secche HF Group propone il separatore ciclonico PC Cyclone che agisce come un pre-separatore, ovvero trattiene principalmente le particelle di polvere con granulometria superiore. In questo caso il processo si basa sulla forza centrifuga che separa le particelle grossolane dall’aria. Tale sistema viene solitamente abbinato a un filtro principale come quelli a cartucce o a maniche, per garantire un’efficienza di filtrazione ottimale.
Il separatore ciclonico è adatto per la rimozione di particelle solide e liquide da un flusso di gas e funziona sfruttando la forza centrifuga per separare le particelle più pesanti dal gas. Trova soprattutto impiego in vari settori industriali, grazie alla sua semplicità costruttiva, all’affidabilità e alla bassa manutenzione. In caso di applicazioni gravose, il pre-separatore può essere realizzato in acciaio antiusura (Hardox).
La portata d’aria del PC Cyclone va da un minimo di 2.500 m3/h fino a un massimo di 28.000 m3/h.
Per saperne di più sui sistemi di filtrazione industriale proposti da HF Group è possibile visitare lo showroom presso la sede italiana HFiltration di Legnano, dove le aziende interessate possono “toccare con mano” le potenzialità delle diverse soluzioni. Nella sede di Legnano, si svolgono anche corsi di aggiornamento per fornitori, installatori e clienti.

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