Editoriale

L’alluminio offre un quadro positivo, ma in UE i problemi vanno finalmente affrontati

di Mario Conserva

Non è un momento storico molto tranquillo, valutando nell’ottica del mercato dell’alluminio entrano in gioco molti fattori anche contrastanti tra loro, che rendono complicato indicare precise linee guida.

Un primo segnale è quello di un possibile deficit globale per quest’anno, si teme che la scarsità di metallo primario possa aggravarsi a causa delle interruzioni produttive e di movimentazione nella zona del Golfo, per le restrizioni ai flussi di allumina e di metallo primario nello Stretto di Hormuz, e del conseguente progressivo calo globale delle scorte. Cresce il timore per la reale mancanza di alluminio primario per quest’anno, si confermano le stime di un deficit vicino a 2 milioni di tonnellate, ricordiamo che nel 2025 la produzione mondiale di primario era stata di 74 milioni di tonnellate e la stretta sulla disponibilità di primario dal Golfo pesa molto sull’offerta destinata in particolare all’ Europa.

Allo stato attuale, la scarsità di metallo primario mediorientale e la concorrenza che EU e Stati Uniti stanno sostenendo in termini di richieste, danno tenuta al mercato, ci sono comunque timori per possibili effetti negativi sulla domanda asiatica. La realtà è che nonostante il rallentamento del contesto macroeconomico, i premi regionali restano elevati poiché i consumatori competono per assicurarsi materiale, e le problematiche di offerta continuano a rappresentare il principale fattore di supporto del mercato. Difficile azzardare ipotesi: possiamo solo rilevare che al momento dall’inizio dei recenti conflitti in MO, l’alluminio è stato il metallo con la migliore performance tra i non ferrosi.

 I problemi sull’offerta globale di alluminio primario stanno aumentando l’attenzione sul metallo secondario da riciclo, con crescita della richiesta di rottame in tutti i principali mercati mondiali. I prezzi del rottame sono saliti sensibilmente nel 2026, sostenuti sia dalla limitata disponibilità fisica sia dall’aumento dei costi di sostituzione del metallo primario. La situazione continua a sostenere i prezzi delle leghe secondarie e alimenta preoccupazioni sulla disponibilità di rottame, in un quadro di richiesta poco brillante, con moderata domanda dall’industria automotive, una situazione guidata quindi dall’offerta più che dalla domanda, con il mercato in una certa difficoltà di a reperire la materia prima rottame.

Le nostre conclusioni restano sempre quelle: l’industria dell’alluminio è vitale a livello globale, l’Europa non può fare difesa passiva senza affrontare, impostare e risolvere le gravi questioni aperte: inarrestabile calo della produzione di materia prima, insufficiente difesa e sviluppo di recupero e riciclo, controllo intelligente di import – export in tutta la filiera, affrontare con fatti veri e proposte concrete la questione energetica.

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