Lungo il percorso della digitalizzazione, il primo passo è innalzare il livello di innovazione presente nella macchina, per poi collegare la stessa a sistemi di supervisione, a sistemi di robotica avanzata, gemelli digitali e così via…

Digitale + Elettrico = Sostenibile

Nell’industria del futuro il ruolo del software e dei servizi sarà sempre più in primo piano. Con una conferenza stampa on-line, Schneider Electric ha illustrato il suo approccio per un’automazione universale, un concetto che, nel concreto, prende il nome di Ecostruxure Automation Expert: una piattaforma che abilita l’intelligenza distribuita e mira alla portabilità, riutilizzo e interoperabilità delle applicazioni.

Con una conferenza stampa in streaming online Schneider Electric ha presentato, lo scorso 23 febbraio, la sua visione dell’industria del futuro. Un’industria che, secondo lo specialista in gestione dell’energia e automazione, dev’essere fondata su tre pilastri: universalità, sostenibilità e digitalizzazione.

Questo per far fronte ai cambiamenti in atto nello scenario competitivo ed economico in cui si muove l’industria manifatturiera italiana, che si trova ad affrontare sfide legate soprattutto al costo dell’energia, al cambiamento climatico, alla trasformazione della supply chain. Trovare rapidamente soluzioni innovative è fondamentale per far sì che le aziende italiane possano crescere e rimanere competitive sul mercato. 

La strategia per ridurre le emissioni secondo Schneider Electric

“Per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 serve un cambio di paradigma – ha affermato Giancarlo Terzi, VP Field Services di Schneider Electric Italia. In considerazione dell’aumento esponenziale del fabbisogno e del consumo di energia elettrica nei prossimi decenni, la strada non può che essere quella dell’efficienza. Se oggi il 20% dell’energia utilizzata è elettrica, in un futuro prossimo questa percentuale arriverà al 50%, con il contributo della mobilità elettrica, e delle infrastrutture di carica per gestire la stessa, ma non solo; anche l’edilizia e i plant industriali faranno la loro parte”. 

Schneider Electric suggerisce quattro azioni per ridurre le emissioni. Le tecnologie a supporto sono già disponibili; parliamo di incrementare gli interventi di retrofit, installare impianti sempre più green, realizzare infrastrutture future-proof e puntare in modo sempre più massiccio sull’innovazione, dall’idrogeno “verde”, alla CCU fino alla tecnologia di accumulo … L’equazione per il futuro sarà questa: Digitale + Elettricità = Sostenibilità.

Il ruolo del software e dei servizi per sviluppare il concetto di automazione universale

In questo contesto l’industria del futuro secondo Schneider Electric sarà basata su tre pilastri: automazione universale, digitalizzazione e Life Cycle Management. È Marco Gamba, Industry Innovation and Communication Leader di Schneider Electric Italia, a illustrare la vision della sua azienda. “L’automazione oggi fa parte di un disegno più ampio, che abbraccia anche il software. Hardware e software saranno sempre più legati. Mi riferisco a un software aperto, “agnostico”. Nel mondo industriale di oggi i produttori di software e hardware sono molteplici, ma la portabilità è scarsa. Un componente di automazione nasce per svolgere un dato compito e la sua funzione rimane invariata nel tempo… Difficilmente i componenti sono riconfigurabili, a scapito della flessibilità. In genere i sistemi di automazione sono molto chiusi rispetto ai sistemi di IT.

Con un approccio di “automazione universale” Schneider Electric si prefigge di svincolare l’hardware dal software. Ciò significa, in parole semplici, portare il software applicativo da un dispositivo all’altro: possiamo parlare di interoperabilità, di portabilità applicativa e intelligenza distribuita”.

Questo concetto, in Schneider Electric, ha un nome: Ecostruxure™ Automation Expert, una piattaforma già ampiamente utilizzata in svariati ambiti applicativi. La piattaforma abilita l’intelligenza distribuita e mira alla portabilità, riutilizzo e interoperabilità delle applicazioni, definendo, di fatto, un nuovo paradigma dell’Automazione.

EcoStruxure™ Automation Expert: un sistema di automazione incentrato sul software

EcoStruxure™ Automation Expert, giunto alla versione 21.2, è il primo sistema di automazione industriale centrato sul software, che consente di costruire applicazioni di automazione usando componenti software asset-centrici, portabili, di uso collaudato, a prescindere dall’infrastruttura hardware sottostante. Il sistema permette all’utente di distribuire applicazioni su qualsiasi architettura di sistema hardware scelga – altamente distribuita, centralizzata o con entrambe le caratteristiche – con attività di programmazione aggiuntiva minima o nulla.  

Inoltre supporta l’utilizzo di consolidate best practice software, per semplificare la creazione di applicazioni di automazione interoperabili con i sistemi IT. 

Durante la conferenza stampa di febbraio sono state presentate alcune novità nel quadro dell’architettura Ecostruxure. Un esempio è EcoStruxure™ Plant Advisor, evoluzione nella gestione digitale degli impianti abilitata dall’IIoT. Si tratta di una piattaforma IIoT scalabile e aperta, che offre alle aziende industriali informazioni specifiche per comprendere al meglio processi e dati operativi, e abilita in modo unico nel suo genere la condivisione di dati cross-funzionali, il monitoraggio in tempo reale, la condivisione di dati applicativi. Questo permette di migliorare più velocemente le performance operative, migliorando il controllo della qualità, riducendo il consumo di energia e materie prime, rendendo più efficace la manutenzione e aumenta la profittabilità. 

Infine, con UniversalAutomation.org (UAO) Schneider è andata oltre, creando un consorzio che oggi comprende diversi player nel mondo dell’automazione, sia produttori che end user, oltre a centri di ricerca e università. Per la prima volta, vendor software IT e OT, utenti finali industriali, costruttori di macchine e rappresentanti del mondo accademico condivideranno un livello software di automazione comune e trasversale per le tecnologie di automazione – indipendente dal brand.

Puntare sulla digitalizzazione per connettere gli asset: un pilastro della strategia SchneiderElectric

E veniamo al secondo pilastro: la digitalizzazione. Claudio Giulianetti, VP Industrial Automation di Schneider Electric Italia, pone l’accento sul valore dell’interconnessione per la gestione degli asset produttivi, di processo e le persone. In concreto ciò significa collegare gli asset e raccogliere i dati mettendo in grado le persone di prendere decisioni. 

Schneider Electric suggerisce di partire operando sugli impianti già esistenti, il cosiddetto brown field, e di connetterli a sistemi di livello sempre più alto, in un’ottica di scalabilità, fino al cloud. I nuovi modelli permettono di gestire in cloud anche le attività di manutenzione, sia da parte dell’azienda stessa, sia da parte di provider e consulenti esterni, come la stessa Schneider Electric.

In termini operativi, il primo passo da fare è innalzare il livello di innovazione presente nella macchina, per poi collegare la stessa a sistemi di supervisione, a sistemi di robotica avanzata, gemelli digitali e ampliare i servizi digitali sulla macchina. 

Il tutto grazie alla piattaforma Exostruxure, declinata su tre livelli. Design, Build, Operate & Maintenance.

L’offerta digitale di Schneider Electric per il Life Cycle Management

E veniamo all’ultimo pilastro della strategia. Per il Life Cycle Management, Schneider Electric ha sviluppato un’offerta digitale completa che comprende consulenza, upgrade, messa in servizio, formazione, fino alla riparazione e manutenzione.

“Con Exostruxure service Plan – conclude Giancarlo Terzi -, il digitale diventa la chiave del servizio. L’attività di manutenzione è definita dai dati provenienti dal campo, in modo da ridurre al minimo eventi critici: il passaggio è da una manutenzione statistica a una manutenzione basata sulle condizioni. E Schneider Electric sta rendendo questa tecnologia scalabile, quindi interessante soprattutto per le PMI, anche grazie al fatto che non richiede grossi investimenti”.