Camozzi secondo Fabio Bottarelli: “Alle tre di notte? Dev’essere un falso allarme!” L’Head of Product Management di Camozzi Automation racconta di componenti progettati per passare dalla manutenzione tradizionale a quella predittiva, della gestione delle soluzioni custom e di una trasformazione in cui il componente continua a svolgere un ruolo centrale, mentre i dati diventano sempre più un elemento chiave per abilitare efficienza, monitoraggio e servizi evoluti.
di Alberto De Bernardi
Lo scenario è il preferito del vodcast – Tre di notte, macchina ferma: cosa pensa il responsabile della manutenzione della tua tecnologia?
Bottarelli coglie l’assist e risponde con ironia: “Di sicuro pensa: dev’essere un falso allarme!”, ma la battuta sottintende una direzione strategica: spostare la manutenzione da correttiva a predittiva, evitando la logica della manutenzione preventiva (sostituzioni di parti a intervalli predefiniti, non sempre necessarie).
Per i componenti a più alto contenuto tecnologico c’è CoilVision®, tecnologia proprietaria che monitora lo stato di salute del componente (delle elettrovalvole, in particolare). Per cilindri e valvole tradizionali, viceversa, dove il guasto viene preannunciato da un consumo d’aria crescente, Camozzi Automation sta introducendo componenti che monitorano quel consumo.
Customizzazione sì, ma senza eccessi
Accontentate gli OEM che chiedono personalizzazioni? “La customizzazione c’è sempre stata, c’è e ci sarà sempre,” – risponde Bottarelli – “ma va gestita, non esasperata”. Il mondo sta passando da una “mass production” a una “mass customization”, e questo è evidente già dalle modalità di acquisto oggi proposte ai clienti: oggi, spesso, anche una scarpa sportiva può essere personalizzata con il proprio nome.
Per la fabbrica, questo significa produrre pezzo per pezzo, con conseguenze e difficoltà facilmente immaginabili.
Da qui, la necessità di non esasperare inutilmente la tendenza. Ciò detto, spiega Bottarelli, Camozzi Automation opera da molti anni in settori come il trasportation, Life Science, Food & Beverage e il Packaging, dove la capacità di rispondere a requisiti applicativi specifici rappresenta un elemento imprescindibile. Questa esperienza ha portato l’azienda a sviluppare un approccio basato su flessibilità, competenze trasversali e collaborazione con il cliente, evolvendo ben oltre il semplice concetto di personalizzazione del componente.
“Il nostro obiettivo – conclude Bottarelli – è mettere a disposizione competenze, tecnologie e prodotti che ci consentano di affiancare gli OEM come un vero partner nello sviluppo di soluzioni integrate, capaci di rispondere alle esigenze applicative di oggi e di accompagnare l’evoluzione dei sistemi di automazione di domani”.
Standard aperti ma… non troppo!
Si fa presto a dire “Open”, ma se provo a far parlare uno dei vostri componenti con quello di un vostro concorrente, devo chiamare l’esorcista?!?
Bottarelli evidenzia come una delle principali sfide introdotte dalla digitalizzazione riguardi oggi la gestione della comunicazione dei dati provenienti dai componenti installati sul campo. L’obiettivo non è più soltanto raccogliere informazioni, ma renderle disponibili in modo strutturato e interoperabile lungo l’intera architettura dell’automazione. Secondo Bottarelli, la necessità è quindi quella di mettere i componenti in condizione di dialogare con piattaforme comuni, indipendentemente dall’infrastruttura utilizzata dall’utilizzatore finale. Questo è reso possibile dagli standard aperti promossi dalla OPC Foundation, in particolare OPC UA, oggi compatibile anche con il protocollo di trasporto MQTT (ISO/IEC 20922), che favoriscono uno scambio dei dati sicuro, interoperabile e orientato all’integrazione dei sistemi. Restando in tema di dati da scambiare, si passa alla domanda successiva: il vostro componente è ancora venduto per quello che FA, o già per quello che SA? Oggi, secondo Bottarelli, i componenti si acquistano ancora per la funzione primaria. “Sfido chiunque – dice – a sostenere che sta vendendo la maggior parte dei componenti per i dati che raccolgono”.
Il percorso di valorizzazione del dato richiede tempo, perché coinvolge tutti gli attori della filiera – dal produttore del componente, all’OEM, fino all’end user – e ogni nuova funzionalità viene realmente adottata solo quando è in grado di generare benefici concreti, come un incremento della sicurezza, un miglioramento dell’efficienza energetica o una maggiore produttività.
La vera sfida è quindi dimostrare il valore che i dati possono offrire, trasformandoli in strumenti capaci di ottimizzare i processi industriali. In questo scenario, sottolinea Bottarelli, “chi non sta già lavorando sul fronte del dato è probabilmente in ritardo”. Da tempo Camozzi Automation collabora con gli early adopter del mercato per sviluppare, testare e affinare le proprie soluzioni direttamente sul campo, raccogliendo indicazioni preziose sulle reali esigenze degli utilizzatori finali. Grazie all’esperienza acquisita, questa nuova generazione di prodotti sarà in grado di offrire un valore sempre maggiore, contribuendo a rendere i processi dei clienti ancora più ottimizzati, efficienti e pronti ad affrontare le sfide dell’industria del futuro.
Le parole proibite
Cosa dovrebbe rimanere impresso nella testa di un automation manager di un OEM dopo aver parlato con te, senza citare: digitalizzazione, performance, sostenibilità, one stop shop, innovazione e IA.
Bottarelli sceglie altre tre parole: credibilità, coerenza e fiducia, che si costruiscono credendo in ciò che si propone, evitando di creare false aspettative, e proponendosi come un interlocutore capace di ascoltare e capire i problemi.

Chi è Camozzi Automation
Camozzi costruisce tutto ciò che serve per muovere macchine automatiche. Il suo catalogo comprende cilindri pneumatici, valvole, raccordi, attuatori e soluzioni per il controllo dei fluidi, con una crescente espansione verso l’attuazione elettrica e intelligente.
È un brand internazionale che abbina sostanza e affidabilità, apprezzato per la flessibilità delle varianti fuori catalogo e per l’intercambiabilità dei pezzi. Tutto consentito dalla conformità agli standard, e probabilmente anche da una “vicinanza spirituale” tra i costruttori e i progettisti Camozzi.
AUTOMAZIONE inDISCRETA
AUTOMAZIONE inDISCRETA è il vodcast creato e condotto da Nicoletta Ghironi, volto noto dell’automazione industriale con esperienza ventennale come marketer e divulgatrice tecnica, e realizzato in collaborazione con PubliTec.
Dotata di una profonda conoscenza della tecnologia e del mercato, in questo vodcast pungola i maggiori player dell’automazione industriale, sfidando i luoghi comuni, gli slogan e le mezze verità, con confronti diretti, qualche domanda “scomoda” e una buona dose di ironia.



