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Dal CO₂ al laser fibra: Marchesini Group rinnova il taglio lamiera con la soluzione Salvagnini

Salvagnini ha risposto alle esigenze di Marchesini Group fornendo un impianto di taglio laser L3 in grado di integrarsi con un ambiente produttivo consolidato, convivendo con il magazzino pre-esistente e il software già in uso, e capace di incrementare l’affidabilità e la flessibilità operativa. Un impianto che garantisce quel buffer produttivo indispensabile per le logiche produttive della multinazionale italiana che produce impianti di confezionamento per l’industria farmaceutica e cosmetica.

Una soluzione in grado di garantire flessibilità e affidabilità nel taglio laser di lotti minimi ad elevata variabilità e che si integrasse con un magazzino automatizzato pre-esistente. Questo è quel che Marchesini Group, eccellenza nel settore delle macchine automatiche, chiedeva al mercato del taglio laser trovando risposta nell’impianto di taglio laser a fibra L3 fornito da Salvagnini. Per capire meglio questa collaborazione è però necessario fare un passo indietro e approfondire lo scenario produttivo in cui si è realizzata.

Un successo frutto anche della capacità di personalizzare

Fondata nel 1974 a Pianoro, nel cuore della Packaging Valley emiliano-romagnola, Marchesini Group è una multinazionale che ha saputo mantenere salde le proprie radici nel territorio italiano, dove concentra interamente la sua produzione, a garanzia dell’alta qualità dei suoi prodotti. Con quasi 3.000 collaboratori e una presenza in oltre 116 paesi, il gruppo realizza l’87% del suo fatturato grazie alle esportazioni. La sua offerta spazia da linee complete a macchinari singoli che vanno dal processo al fine linea, destinati principalmente al settore farmaceutico e, attraverso la sua Divisione Beauty, anche al mondo della cosmetica.

Un elemento distintivo di Marchesini Group è la sua capacità di realizzare macchinari su misura, rispondendo a specifiche esigenze dei clienti. Questa vocazione alla personalizzazione si riflette anche nella gestione della propria produzione interna, dove la flessibilità e la reattività sono fattori critici. Nel contesto della produzione di macchinari complessi per il settore farmaceutico e cosmetico, Marchesini Group, infatti, si trova spesso a dover gestire tempistiche ristrette e urgenze, producendo particolari in lamiera sempre diversi, con forme spesso complesse e in quantità limitate. Una parte significativa della produzione viene realizzata internamente grazie ad alcuni reparti che fungono da terzista interno occupandosi della lavorazione della lamiera.

Una piccola officina interna svolge invece un ruolo cruciale nella realizzazione di prototipi, pezzi urgenti, e nel ripristino dei mancanti spesso necessari in fase di assemblaggio dei macchinari. La reattività necessaria per gestire questa produzione impone a questa officina un modello in grado di adattarsi rapidamente a richieste impreviste: contrariamente a realtà manifatturiere focalizzate sulla massimizzazione della produzione continua su tre turni, Marchesini Group necessita di un flusso produttivo in cui sia possibile trovare lo spazio per gestire le urgenze.

Efficientare il taglio laser per essere più flessibili

L’impianto di taglio laser a fibra L3 da 4 kW di potenza fornito da Salvagnini a Marchesini Group.
L’impianto di taglio laser a fibra L3 da 4 kW di potenza fornito da Salvagnini a Marchesini Group.

Il taglio laser è una delle lavorazioni principali all’interno di questa officina. La produzione è costituita da un mix giornaliero di nesting da realizzare con diversi materiali e spessori e da un impianto laser integrato al magazzino che permette di lavorare a ciclo continuo, concatenando programmi di taglio tutti diversi tra loro. Si tratta quindi di lotti unitari, o comunque di piccolissime dimensioni: la logica operativa prevede che si realizzi un nesting di poche parti su una lamiera, in modo che siano tagliate rapidamente e inviate direttamente alla piegatura o all’assemblaggio.

Se non sono previste ulteriori lavorazioni sullo stesso materiale e spessore, lo spezzone non utilizzato di lamiera viene riportato a magazzino, evitando lo spreco di materiale. Il laser diventa in questo modo un vero e proprio buffer produttivo, in grado di rispondere rapidamente a esigenze specifiche senza interrompere il flusso principale. Questa produzione è stata realizzata a lungo con un impianto laser CO2 integrato con un magazzino automatizzato da 75 vassoi.

La qualità di taglio del laser CO2 era veramente ottima – spiega Mirko Fortunati, Coordinatore Reparti interni di Lavorazione Marchesini Group – Tuttavia, negli ultimi anni, sono emersi via via problemi di affidabilità, consumi elevati e manutenzione onerosa. In un contesto produttivo dove i fermi macchina non sono permessi, la necessità di una soluzione alternativa si è fatta sempre più pressante”. L’automazione asservita all’impianto laser CO2 era particolarmente dispendiosa dal punto di vista del tempo, ma anche di impegno dell’operatore, a cui era richiesto un certo livello di intervento: al cambio del materiale in lavorazione, nel caso in cui fosse necessario riportare a magazzino lo spezzone di lamiera non tagliato, era l’intero letto di fachiro a essere movimentato.

La decisione di Marchesini Group di investire in una nuova tecnologia di taglio laser è stata guidata così da alcune necessità ben precise: in particolare era fondamentale che l’impianto laser scelto garantisse affidabilità e flessibilità di utilizzo, e che potesse integrarsi con il magazzino esistente, riducendo in modo consistente anche il tempo dedicato al carico/scarico della lamiera e degli spezzoni. Tra le diverse soluzioni disponibili sul mercato, la proposta di Salvagnini con la sua macchina L3, abbinata a un dispositivo ADLU per il carico della lamiera, è apparsa fin da subito la più adatta alle esigenze specifiche del Gruppo Marchesini.

“La macchina taglio laser Salvagnini – prosegue Fortunati – ci è sembrata da subito ben costruita e con le giuste opzioni per la nostra produzione, ma a convincerci definitivamente è stata la soluzione di carico della lamiera con la relativa gestione dello sfrido. Sul mercato non ci sono molte altre soluzioni paragonabili e, soprattutto, nessun costruttore ha dimostrato la disponibilità a personalizzare l’impianto sulle nostre esigenze come ha fatto Salvagnini”.

In questa applicazione non è quindi protagonista solo la macchina di taglio, una L3 da 4 kW di potenza, ma anche l’automazione ADLU, personalizzata per alimentare il laser direttamente dal magazzino esistente. Invece di ingegnerizzare una nuova automazione estremamente complessa che consentisse di movimentare l’intero letto di fachiro, Salvagnini ha proposto una soluzione più agile e flessibile.

ADLU, infatti, preleva il materiale grezzo dal magazzino, lo posiziona sull’area di lavoro dal laser perché venga eseguito il taglio; a questo punto l’operatore preleva manualmente i particolari tagliati, che, come detto, sono solitamente un numero molto ristretto, e li indirizza verso la fase di lavorazione successiva. ADLU, in automatico, preleva la porzione rimanente di lamiera e la riporta a magazzino, a disposizione per nuovi nesting. Una customizzazione fondamentale di ADLU è rappresentata dalle ventose indipendenti.

La soluzione fornita a Marchesini Group sfrutta l’esperienza di Salvagnini nella gestione automatica dell’attivazione delle ventose, tutte indipendenti fra di loro, utilizzata nei sistemi di sorting automatico: in questo caso, ogni ventosa dell’organo di presa può essere controllata singolarmente in automatico, garantendo la massima flessibilità nel prelievo di spezzoni di lamiera di diverse forme e dimensioni, che possono presentare ampie aree vuote dovute a lavorazioni svolte precedentemente. Una soluzione ideata proprio per garantire la massima flessibilità.

La programmazione dell’intero sistema è affidata a un software già in uso presso Marchesini che, in questo contesto customizzato, si occupa anche del riconoscimento automatico delle forme da prelevare. Salvagnini si è integrata con il software già in uso, scambiando con esso le informazioni che permettono appunto la gestione automatica delle prese.

I plus del nuovo impianto

L’adozione della soluzione Salvagnini ha introdotto significativi vantaggi nel flusso di produzione del Gruppo Marchesini. Il principale beneficio riscontrato è la flessibilità, che si manifesta nella possibilità di concatenare nesting di materiali e spessori diversi, consentendo una produzione a ciclo continuo. Grazie a ADLU è ora possibile riutilizzare lo sfrido prodotto precedentemente per un nuovo nesting, ottimizzando l’impiego del materiale, con tempi ciclo molto più brevi.

“I tempi di produzione sono diminuiti a livello di taglio puro – conferma Fortunati – e la gestione dell’automazione ha tempi relativamente bassi; il vero plus è che il tutto avviene in modo automatico, garantendo anche un risparmio energetico importante”.

Questo impianto rientra infatti in quelli incentivati dal piano Transizione industria 5.0. Il laser L3 installato in Marchesini Group sfrutta anche alcune soluzioni proprietarie Salvagnini che consentono di incrementare in modo significativo l’autonomia, l’efficienza e la qualità del processo di taglio. Il sensore APC2, ad esempio, monitora in tempo reale le fasi di sfondamento, ottimizzando il piercing in termini di velocità e qualità, e interviene in caso di anomalie, riavviando automaticamente il processo con parametri corretti.

L’applicazione di visione artificiale NVS, invece, verifica il centraggio del fascio laser e lo stato dell’ugello, suggerendo interventi per evitare scarti e migliorare la qualità grazie ai suoi algoritmi di machine learning. Infine, con l’opzione ACUT il Gruppo può tagliare utilizzando aria compressa opportunamente trattata con prestazioni comparabili a quelle del taglio in azoto, ma con costi operativi notevolmente inferiori.

Sono soluzioni che rendono il laser L3 una soluzione altamente automatizzata, versatile e performante, perfetta per rispondere alle esigenze della produzione dinamica dell’officina. L’investimento nel sistema di taglio laser Salvagnini si inserisce in una strategia più ampia di Marchesini Group volta all’automazione, alla digitalizzazione e all’innovazione. Questo impegno non riguarda solo gli impianti di confezionamento, core business dell’azienda, ma anche tutti gli impianti utilizzati per la costruzione dei particolari a disegno, dalle lavorazioni della lamiera alla fresatura fino all’additive manufacturing.

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