INTERVISTA

Chiari Bruno, approccio artigianale e tecnologie innovative

Il traguardo dei 50 anni di attività, festeggiato nel 2025, diventa una nuova linea di partenza: investimenti in tecnologie di ultima generazione per il taglio e la lavorazione di profili metallici, digitalizzazione spinta dei processi e un piano di miglioramento continuo per lo sviluppo professionale dei collaboratori e un nuovo servizio per le urgenze: Cutting by Night.

La sede di Chiari Bruno si trova nella periferia di Chiari, cittadina di origine medievale pochi chilometri ad est di Brescia, dove una tradizione agricola millenaria convive con un distretto industriale diffuso di piccole e medie aziende, nate a partire dal dopoguerra e cresciute fino a raggiungere traguardi d’eccellenza in Italia ed Europa. È qui che nel 1975 Bruno Chiari decide di fare il grande passo da dipendente di un’azienda produttrice di estrusi d’alluminio a imprenditore, fondando la ditta Chiari Bruno per produrre serramenti in alluminio, all’epoca un’applicazione emergente degli estrusi d’alluminio. Un tipico esempio di azienda familiare cresciuta grazie alla determinazione e all’ingegno del suo fondatore, oggi Chiari Bruno articola la propria attività su due distinte linee produttive: il taglio di precisione e le lavorazioni accessorie di estrusi di alluminio in conto lavorazione, accanto alla storica produzione di serramenti in alluminio, in particolare per il segmento residenziale premium. Due attività distinte, collegate in parte dalla condivisione di macchine e tecnologie, che insieme impiegano oltre 50 dipendenti specializzati e che nel 2025 hanno generato un fatturato complessivo di circa 8 milioni di euro, di cui oltre il 60% riconducibile alla sola attività in conto lavorazione. Numeri rilevanti, dietro ai quali si riconoscono la passione e la capacità di visione di Roberta, Daniela e Raffaele Chiari, che insieme a Domenico Codoni, marito di Roberta, guidano l’azienda con un approccio attento all’innovazione tecnologica e organizzativa, seguendo il percorso avviato dal padre Bruno. Abbiamo incontrato Roberta Chiari e Domenico Codoni per conoscere le ultime novità riguardo l’andamento dell’azienda in questo complesso momento del mercato, le strategie e i progetti futuri.

Lo scorso anno avete festeggiato i cinquant’anni di attività dell’azienda, un traguardo di tutto rispetto per un’azienda familiare. Vi considerate un caso di successo di passaggio generazionale?

Roberta Chiari: “In un certo senso sì. Alla guida dell’azienda siamo in quattro, abbiamo suddiviso le aree operative senza imporci un organigramma rigido, ma le decisioni strategiche di fondo sono sempre prese di comune accordo: questo approccio ‘manageriale-familiare’ sta funzionando bene da alcuni decenni, come dimostrano i risultati. Non è affatto scontato che si possa lavorare in armonia con i propri familiari, ma evidentemente abbiamo trovato una formula efficace che mescola autonomia operativa e sostegno reciproco”.

Quali sono i ruoli principali della famiglia nella gestione di Chiari Bruno?

Roberta Chiari: “Mio fratello Raffaele segue la Business Unit Serramenti, l’anima artigianale e in un certo senso sartoriale dell’azienda, con la responsabilità dell’intera attività, dagli aspetti tecnici e produttivi a quelli commerciali ed economici. Lo affianca mia sorella Daniela, che si occupa soprattutto dell’amministrazione e di tutti i servizi pre e post vendita. Il servizio è una funzione molto importante per l’azienda, in quanto operiamo nel settore residenziale premium di porte e serramenti, prevalentemente in Nord Italia, con clienti privati che si rivolgono a noi per effetto del passaparola o su indicazione di studi di architettura. Non abbiamo distributori né agenti di vendita. È fondamentale avere referenti diretti con i clienti, sempre disponibili a chiarire dubbi e pronti a proporre soluzioni, dalla prima visita al nostro showroom fino alla conclusione dell’installazione dei serramenti e anche oltre”.

Domenico Codoni: “Roberta gestisce la Business Unit Lavorazioni Meccaniche, vale a dire l’attività terzista di taglio di precisione e di lavorazioni accessorie sui componenti tagliati, come burattatura, sbavatura e foratura. Si tratta dell’anima industriale e tecnologica dell’azienda, con clienti dei più disparati settori industriali accomunati dall’esigenza di avere un servizio rapido, di qualità eccellente e a un costo più competitivo rispetto alla produzione diretta. Io collaboro con Roberta per la gestione del reparto Taglio, in particolare sul fronte commerciale, e mi occupo di tutti gli aspetti di marketing dell’azienda, della digitalizzazione e innovazione e del coordinamento strategico, funzioni trasversali alle due Business Unit”.

Da sinistra, Raffaele, Daniela e Roberta Chiari, Domenico Codoni; insieme guidano l’azienda di famiglia Chiari Bruno
Da sinistra, Raffaele, Daniela e Roberta Chiari, Domenico Codoni; insieme guidano l’azienda di famiglia Chiari Bruno

Chiari Bruno si è specializzata in un insieme di lavorazioni molto particolare sugli estrusi d’alluminio, con un knowhow sviluppato in oltre cinquant’anni di lavoro. Oggi come siete posizionati e quali sono i prossimi obiettivi?

Roberta Chiari: “Con cinquant’anni di esperienza siamo in grado di affrontare qualsiasi richiesta. Conosciamo perfettamente le esigenze dei nostri clienti, dalla qualità delle lavorazioni agli imballaggi alla logistica, visto che serviamo settori diversi tra loro e ciascuno con esigenze specifiche. Il fattore critico di un’azienda terzista è il tempo: noi movimentiamo e lavoriamo volumi importanti di profili ogni mese, che devono ritornare al cliente sotto forma di componenti tagliati e lavorati nel minor tempo possibile. Nel corso degli anni i settori per cui lavoriamo sono costantemente aumentati; oggi i nostri clienti operano, per esempio, nell’automotive, nell’oleodinamica e nella pneumatica, nel medicale, nell’arredamento, nel solare e nella bioedilizia: ovunque ci sia necessità di taglio a misura di precisione. Siamo cresciuti gradualmente seguendo le nuove necessità dei nostri clienti, sedimentando così una conoscenza vastissima di tutte le problematiche connesse al taglio dell’alluminio”.

Domenico Codoni: “Oggi siamo in grado di coprire un range dimensionale di profili molto ampio, da circa 10 millimetri a 500 millimetri di sagoma, tagliando in grande serie pezzi a partire da pochi millimetri di lunghezza, nel caso dei piccoli profili. I volumi sono elevati: tagliamo oltre venti milioni di pezzi l’anno, rispettando requisiti dimensionali spesso molto stringenti. Per raggiungere questo livello di precisione abbiamo sempre lavorato insieme ai nostri fornitori di impianti e di lame, che ormai consideriamo dei veri e propri partner insostituibili. Ma il nostro valore aggiunto è offrire un servizio veloce, anche di fronte a commesse molto urgenti e non programmate”.

Taglio di profili di medie dimensioni eseguito da Chiari Bruno.
Taglio di profili di medie dimensioni eseguito da Chiari Bruno.

Come riuscite a mantenere dei ritmi produttivi così elevati? Immagino che la programmazione della produzione sia un aspetto critico del vostro lavoro.

Roberta Chiari: “Il vero fattore critico è il contributo del personale, di tutti gli operatori in officina e in ufficio, sempre disponibili ad affrontare con grande flessibilità ogni situazione imprevista. Al di là delle macchine e della tecnologia, sono le persone che rendono possibile a Chiari Bruno offrire un livello di servizio così elevato. Tanto che stiamo lanciando un nuovo servizio di taglio express con presa in carico del materiale, lavorazione e consegna dei pezzi tagliati entro 24 ore. Lo abbiamo chiamato Cutting by Night e lo stiamo testando con alcuni clienti”.
Domenico Codoni: “La buona programmazione è indispensabile, ma serve un sistema efficace per controllare la produttività e servono macchine e impianti di ultima generazione e un’accorta gestione dei carichi di lavoro. Per esempio, non saturiamo mai la capacità produttiva degli impianti: manteniamo sempre un margine di sicurezza per inserire lotti urgenti imprevisti”.

Il nuovo servizio Cutting by Night: materiale ricevuto entro le ore 17:00 viene lavorato e riconsegnato entro le 24 ore successive

Un servizio come Cutting by Night non rischia di interferire con i flussi di lavoro programmati?

Roberta Chiari: “Una caratteristica fondamentale dell’azienda è appunto che non saturiamo le macchine al 100% e i lotti express non impegnano le macchine solamente durante la notte: questa è solo una delle possibilità. Il materiale ricevuto entro le ore 17:00 viene lavorato e riconsegnato entro le 24 ore successive. Abbiamo previsto alcuni parametri vincolanti, come il tipo di taglio o lavorazione, il lotto massimo e la prenotazione degli ‘slot’ su un portale dedicato. I risultati sono molto incoraggianti, ma soprattutto è un servizio che sta incuriosendo molto i nostri clienti e che nessun nostro concorrente sta offrendo. Lo possiamo realizzare grazie al livello di digitalizzazione dei nostri processi e, naturalmente, alla grande flessibilità e disponibilità del personale, che abbiamo coinvolto fin dall’inizio nella messa a punto di questo servizio e che ne ha fatto propria l’importanza per l’azienda”.

La digitalizzazione è un elemento molto importante per Chiari Bruno. Avete seguito il modello Industria 4.0?

Domenico Codoni: “Guardando al passato, possiamo dire che abbiamo avviato il nostro percorso Industria 4.0 già all’inizio degli anni Duemila, quando questo concetto non esisteva ancora. L’automazione da sola non bastava: avevamo bisogno di controllare in tempo reale produttività e processi, perché il taglio in conto lavorazione richiede tempi molto brevi e grande precisione. Abbiamo quindi iniziato a connettere le macchine e sviluppare internamente i sistemi, adattandoli progressivamente alle nostre esigenze. Oggi l’intera azienda è digitalizzata: utilizziamo portali intuitivi che monitorano in tempo reale produzione, commerciale e amministrazione, e ogni macchina è dotata di un pannello 4.0 con indicatori chiari e immediati, non solo numeri ma anche sistemi “smart” per segnalare eventuali problemi. La digitalizzazione ci ha permesso anche di integrare i nostri sistemi con quelli di alcuni importanti clienti tramite EDI (Electronic Data Interchange), rendendo automatico il ciclo ordine-lavorazione e migliorando il controllo delle giacenze. È un servizio avanzato, oggi indispensabile per collaborare con i grandi gruppi industriali internazionali.”

State sviluppando nuove funzioni basate sulla digitalizzazione?

Roberta Chiari: “La digitalizzazione è un pilastro importante dell’azienda, ma è il risultato di un percorso più ampio di sviluppo e miglioramento che coinvolge tutta l’organizzazione. Un percorso avviato molti anni fa per rafforzare la coesione tra le nostre persone, strutturando in modo più solido quello stile imprenditoriale attento all’ascolto e al coinvolgimento che è sempre stato nel DNA dell’azienda. In questo contesto abbiamo introdotto il metodo Hoshin Kanri, un sistema di gestione strategica che allinea obiettivi di lungo periodo, condivisi con tutta l’organizzazione, alle attività operative quotidiane. Il punto di partenza è stato porci insieme una domanda semplice ma fondamentale: dove vogliamo essere tra 10 o 15 anni? Da lì abbiamo costruito un percorso condiviso di crescita, coinvolgendo progressivamente tutte le persone dell’azienda. Parallelamente stiamo sviluppando anche strumenti digitali interni, come il progetto Chiari Bruno People: un software pensato non solo per gestire attività quotidiane come permessi, ferie o DPI, ma soprattutto per rendere i collaboratori protagonisti su temi chiave come i Quick Kaizen, la sicurezza e il benessere aziendale”.

Domenico Codoni: “Stiamo lavorando su nuove applicazioni che integrano l’Intelligenza Artificiale e, allo stesso tempo, stiamo sviluppando dashboard tematiche per il commerciale e l’amministrazione, con l’obiettivo di avere strumenti di lettura sempre più semplici e immediati. Il nostro sistema informativo genera una grande quantità di dati: la vera sfida è trasformarli in informazioni utili per prendere decisioni rapide ed efficaci, ad esempio nella preventivazione o nella valutazione degli investimenti produttivi”. In genere sono le grandi aziende, con organizzazioni complesse, che attivano progetti di questo genere.

Avete incontrato resistenze?

Roberta Chiari: “Non parlerei di resistenze, ma di un comprensibile scetticismo iniziale. In realtà la gestione del metodo Hoshin Kanri è molto semplice, a patto di mantenere un’attenzione continua: chi dirige l’azienda deve dimostrare costantemente con i fatti che è coinvolto e crede in questo metodo. Occorre realismo: non bisogna mettere troppo carne al fuoco o puntare a obiettivi troppo elevati. Ma se alla fine dell’anno si raggiungono risultati concreti e visibili, questo diventa uno stimolo ulteriore per perseverare e si attiva un circolo virtuoso che coinvolge tutti i collaboratori in modo positivo. Nel corso degli anni abbiamo condotto progetti strategici di miglioramento in tutti gli ambiti aziendali. Attualmente abbiamo progetti in corso sulla lean production, sulla digitalizzazione, sul commerciale e anche nella gestione delle risorse umane, dove stiamo lavorando sulla capacità di delegare, a tutti i livelli”.

Abbiamo parlato di fabbrica digitale, ma ciò implica il costante aggiornamento degli impianti e delle macchine. Quali sono stati gli investimenti più recenti?

Domenico Codoni: “Ci impegniamo per mantenere il passo con l’innovazione tecnologica. Nel corso degli ultimi cinque anni abbiamo rinnovato tutte le linee produttive, anche per poter allargare la gamma dei materiali da lavorare. Oggi il 99% dei nostri tagli è su profili di alluminio, ma stanno aumentando le richieste per altri metalli non ferrosi, come l’ottone, e per tecnopolimeri, che richiedono know-how e macchine specifiche. Nel 2025 abbiamo inserito anche una marcatrice laser per i QR code e i codici prodotto, mentre un investimento ben più importante è stato invece il nuovo centro di lavoro a cinque assi, fornito da Emmegi, uno dei nostri fornitori-partner storici. Avevamo cinque centri di lavoro a quattro assi: due macchine per pezzi compatti e tre per lavorazioni su profili lunghi. Una di queste, arrivata a fine vita, è stata sostituita con il nuovo centro di lavoro a cinque assi, che ci permetterà di offrire lavorazioni più rapide e precise”.

Lo showroom di Chiari Bruno espone oltre 200 combinazioni di soluzioni tecniche ed estetiche per porte e serramenti
Lo showroom di Chiari Bruno espone oltre 200 combinazioni di soluzioni tecniche ed estetiche per porte e serramenti

Fin qui abbiamo approfondito l’anima industriale e tecnologica di Chiari Bruno. Che rapporto ha con la seconda vostra attività storica di produzione di serramenti?

Roberta Chiari: “Tra le due divisioni esiste un legame profondo e un trasferimento reciproco di know-how. Nei nostri serramenti il cliente trova un livello di cura artigianale del dettaglio e di alta tecnologia che pochissimi concorrenti possono offrire. Operiamo da sempre nel segmento residenziale medio-alto e solo il controllo diretto di tutte le fasi del progetto garantisce il risultato superiore che il cliente si aspetta. È un approccio sartoriale, che ci permette di esaltare le caratteristiche dell’alluminio sia nelle prestazioni termiche e acustiche del serramento sia nel design. Per questo motivo curiamo direttamente anche l’installazione, con nostro personale esperto: i posatori conoscono le caratteristiche costruttive del serramento e sanno come intervenire per un’installazione perfetta. Del resto non abbiamo linee standard di prodotti, ma ogni progetto prende forma in base alle caratteristiche dell’abitazione e alle preferenze del cliente. Ogni nuovo progetto inizia dalla visita del nostro showroom, dove possiamo accompagnare il cliente nella scelta del prodotto ideale per le sue esigenze. Espone oltre 200 combinazioni di soluzioni e il cliente può sperimentare direttamente non solo l’effetto estetico ma anche le prestazioni termiche, acustiche e di comfort: un’anticipazione dell’effetto reale del serramento installato, che aiuta moltissimo a una scelta consapevole”.

Come vedete il futuro delle vostre due attività?

Roberta Chiari: “L’anno è iniziato con molta incertezza: gli sconvolgimenti a livello mondiale stanno iniziando ad avere effetti concreti sulle catene di fornitura, sia per la materia prima sia per i prodotti finiti. La visibilità sugli ordinativi si è ridotta, anche se al momento il flusso sembra mantenersi costante. In questo contesto ci aiuta molto la flessibilità che abbiamo costruito nel tempo. L’impegno che ci siamo presi con i nostri clienti – quello di ‘metterli tranquilli’ – sta dimostrando il suo valore proprio in questa fase di mercato. La nostra intenzione è proseguire in questa direzione: il nuovo servizio Cutting by Night ne è un esempio concreto, pensato per garantire continuità, rapidità e affidabilità anche nei momenti più complessi.”

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