Interviste

L’automazione sicura

Safety e security: questo è stato il tema conduttore della presenza di Pilz a SPS Italia e che accomuna tutti i prodotti e i servizi proposti dall’azienda: dalla piattaforma digitale Myzel® ai dispositivi IO-Link Safety (nello specifico, il nuovo sistema remoto PDP67 PN IOLS, che in fiera è stato abbinato a una barriera fotoelettrica PSENoptII IOLS e all’unità di controllo PITgatebox IOLS) dalla soluzione IAM (Identification and Access Management) al laser scanner di sicurezza PSENscan, fino al sistema certificato TÜV Süd PL d/SIL CL 2 per macchine cartonatrici.

di Laura Alberelli

Grande affluenza di pubblico per Pilz in occasione di SPS Italia. Durante i tre giorni di fiera, l’azienda specializzata nella fornitura di soluzioni e servizi destinati all’automazione sicura di macchine e impianti ha ospitato alcune delle sue più recenti soluzioni che grande interesse hanno riscosso tra i visitatori. Per saperne di più, durante la nostra visita allo stand ci ha affiancati Marco Pelizzaro, Divisional Manager Components di Pilz Italia.
Una delle nuove proposte di punta dell’azienda è sicuramente Myzel®, piattaforma software digitale in modalità SaaS progettata per supportare la gestione del ciclo di vita delle macchine industriali, con particolare riferimento agli aspetti di sicurezza, documentazione e conformità normativa. Con Myzel Lifecycle Platform è possibile documentare sempre e con semplicità la conformità rispetto alle leggi vigenti. La piattaforma è pensata per essere utilizzata da figure diverse all’interno dell’organizzazione: progettisti, responsabili safety, manutentori, responsabili di produzione e personale IT. L’approccio è trasversale, in modo da fornire una base dati comune e coerente, riducendo al contempo la duplicazione delle informazioni. Spiega Marco Pelizzaro: Myzel è una soluzione su Cloud Software as a Service con la quale è possibile effettuare una mappatura dell’impianto, della macchina, dei suoi asset e dei suoi componenti al fine di valutarne la conformità. Grazie alla presenza di una serie di funzioni particolarmente interessanti, non solo si rilevano le eventuali criticità della macchina, ma vengono anche velocizzate tutte le operazioni di assesment e il processo digitalizzazione della documentazione necessaria alla certificazione delle macchine. La piattaforma Myzel mi permette anche di tenere sotto controllo l’impianto in termini di security, memorizzando tutte le versioni firmware dei componenti hardware installati. Viene generata una mappatura della macchina che mi consente di sapere in ogni momento come comportarmi in caso di vulnerabilità”.

Minimizzati i tempi di fermo macchina

In fiera, riflettori puntati anche sui sensori IO-Link Safety, caratterizzati da grande flessibilità e che aprono alla possibilità di essere configurati in modo automatico dalle schede IO-Link Master safety in caso di sostituzione. Questo semplifica la sostituzione di componenti e minimizza i tempi di fermo macchina. Al contempo, si riduce la varietà dei tipi di dispositivi richiesti, rendendo meno complesso l’approvvigionamento e creando spazio all’interno del magazzino.
Il collegamento punto-punto semplifica notevolmente il cablaggio dei sensori in campo. I cavi a 3 fili non schermati vengono collegati direttamente al dispositivo IO-Link Safety Master. La configurazione del dispositivo avviene tramite parametrizzazione PLC e con il tool di configurazione Pilz, che semplifica significativamente l’installazione e la messa in servizio. A tal scopo Pilz Italia propone il nuovo IO-Link Safety Master PDP67 PN 8FDIO 4IOLS decentralizzato per il collegamento delle barriere fotoelettriche di sicurezza PSENopt II advanced IOLS, con possibile funzione muting integrata, e l’unità di controllo PITgatebox IOLS. Quest’ultima funge da “IO-Link Safety hub” per i sensori PSENcode e per quelli di bloccaggio sicuro PSENmlock e PSENslock.
Uno dei dispositivi IO-Link Safety presentati da Pilz a SPS Italia è il nuovo sistema remotato PDP67 PN IOLS, abbinato per l’occasione a una barriera fotoelettrica. “Si tratta del primo sistema remotato IP67 certificato per l’IO-Link Safety formato da quattro porte master IO-Link Safety alle quali è possibile collegare quattro sensori, sempre IO-Link Safety. Oltre alla possibilità di gestire sensori sicuri normali a contatto pulito o OSSD”, spiega Marco Pelizzaro “al nuovo sistema remotato PDP67 PN IOLS è stato collegato in una delle 4 porte IOLS una barriera fotoelettrica, anch’essa in IO-Link Safety. Con questa barriera ho la possibilità di avere in maniera sicura il valore di ogni singolo beam: non si tratta più di una semplice barriera con le OSSD, dove con l’interruzione della barriera le OSSD si spengono. Con questa barriera IO-Link Safety si può infatti conoscere, in qualsiasi momento e in maniera sicura, in quale punto viene interrotta e – di conseguenza – creare alcune funzioni di sicurezza a seconda del punto in cui è interrotta. Inoltre, tutto ciò mi permette anche di avere maggiori dati di diagnostica che mi assicurano una maggiore flessibilità e un migliore utilizzo del prodotto.
Insieme alle quattro porte IO-Link Master Safety abbiamo anche quattro porte semplici dove trovo quattro connettori M12 cinque poli che mi permettono di collegare dei sensori semplici come funghi di emergenza, particolarmente interessanti laddove non ci sono prodotti con configurazione IO-Link.
Il modulo IP67 PN IOLS in mostra oggi è quindi costituito da quattro connettori M12 semplici (che possono avere ingressi o uscite sicure) e da quattro connettori M12 che fungono da Master IO-Link Safety. Il modulo attualmente comunica verso il livello superiore via Profinet con profilo safety Profisafe, ma in un prossimo futuro contiamo di adottare anche altri protocolli. Il vantaggio sarà che il bordo macchina non cambierà perché sarà sempre in IO-Link Safety”
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Training e soluzioni in linea con le normative

Partendo dall’impatto che la security e la cybersecurity possono avere sulla safety, Pilz propone soluzioni e servizi ad hoc. Pilz Academy organizza una serie di corsi e training con diversi gradi di difficoltà e specializzazione. Si parte dai corsi base che riguardano i fondamentali della cybersecurity fino ai corsi più avanzati la cui frequenza permette di conseguire un attestato, come ad esempio il corso destinato a ottenere la certificazione TUV CESA (Certified Expert for Security in Automation)”, spiega Pelizzaro. “Oltre ai corsi, Pilz fornisce anche una serie di servizi che garantiscono una valida protezione contro gli attacchi informatici, e dalle minacce derivanti da modifiche dolose o involontarie alla macchina attraverso l’accesso fisico. In pratica, proponiamo un assessment in modo da guidare i nostri clienti nella scelta corretta dei componenti e in particolare della criticità dell’impianto.
L’obiettivo dell’Industrial Security è garantire la disponibilità e la continuità operativa di macchine e impianti, assicurando al contempo l’integrità, la riservatezza e l’autenticità di dati e processi industriali.
Stiamo lavorando affinché tutti i nostri prodotti siano conformi sia con il nuovo Regolamento Macchine UE 2023/1230 (che sostituirà la Direttiva 2006/42/CE e che entrerà in vigore a partire dal 20 gennaio 2027) che con le linee guida della CRA (Cyber Resilience Act), regolamento europeo che introduce requisiti obbligatori di cybersecurity per tutti i prodotti con elementi digitali (hardware e software) venduti nel mercato UE e che diventerà pienamente obbligatorio a partire dall’11 dicembre 2027”
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Velocizzare l’accesso ai PC o HMI con la massima flessibilità

Nell’ottica di offrire soluzioni personalizzate per task di safety e security su macchine e impianti Pilz propone il sistema IAM (Identification and Access Management), anch’esso presentato a SPS Italia. Grazie a IAM è possibile svolgere dalla semplice autenticazione degli utenti alla gestione delle autorizzazioni all’accesso, dalla selezione della modalità operativa sicura fino alla messa in sicurezza di dati e reti.
Protezione e sicurezza sono garantite in un unico sistema, grazie al lettore RFID PITreader compatibile con chiavi, badge (anche di terze parti) e sticker. Spiega Pelizzaro: “Si tratta di una funzione molto interessante perché con il RFID PITreader posso disattivare o attivare l’utilizzo di un sistema o di un software (potrebbe trattarsi dello sblocco di una elettroserratura, piuttosto che cambiare la pagina dell’HMI o avere le autorizzazioni necessarie a connettersi da remoto alla macchina).
Altra novità degna di nota è il software PIT Windows Logon che permette di velocizzare l’accesso ai PC o HMI di linea garantendo il massimo livello di sicurezza. Grazie al nostro lettore RFID PITReader, tramite una chiave o un badge, è possibile accedere a un PC senza dover più inserire username e password. In questo modo, l’utilizzatore del PC non ha più l’incombenza di doversi ricordare ID e password né di doverla rinnovare, come spesso è richiesto in specifici ambiti produttivi”
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Fino a otto superfici di monitoraggio in contemporanea

Oltre a una soluzione di elettroserrature PSENmgate con pulsanti integrati, disponibile in versione con un fungo e due pulsanti oppure con un fungo e quattro pulsanti, in fiera Pilz ha anche presentato il laser scanner PSENscan che permette la comunicazione sicura in Profinet/Profisafe. Riprende Pelizzaro: “Rispetto ai laser scanner con uscita OSSD, PSENscan consente di generare più superfici di monitoraggio in contemporanea, fino a un massimo di otto. A questo si aggiunge la possibilità di gestire fino a 70 scenari differenti”. Il laser scanner di sicurezza PSENscan offre un controllo bidimensionale delle superfici con un angolo di apertura di 275° e una portata del campo protetto fino a 5,5 m. Grazie alla libertà di configurazione dei campi protetti e sottoposti ad allarme e all’adattamento a situazioni strutturali, il laser scanner di sicurezza può essere integrato in modo ottimale nelle più diverse applicazioni. PSENscan è particolarmente adatto alla protezione fissa e mobile delle zone e al controllo di accesso.

Azzerato il rischio di infortunio

Sempre nell’ottica di un monitoraggio sicuro, in questo caso di un magazzino cartoni per macchine per il packaging, a SPS Pilz ha presentato la soluzione certificata TÜV Süd per PL d/SIL CL 2 che impedisce che un operatore intervenga nell’apertura di caricamento del materiale della macchina quando è vuota e che quindi rischi di infortunarsi.
Conclude Pelizzaro: “Il materiale di imballaggio presente nel magazzino copre l’apertura impedendo di fatto la possibilità di accedere alla zona pericolosa quando l’impianto è in funzione. Il materiale d’imballaggio stesso, quindi, costituisce una protezione naturale. Una volta che il cartone nel magazzino scende alla quantità minima e/o al di sotto di tale quantità, i due sensori ottici rilevano la situazione e disattivano le uscite mediante il modulo di sicurezza compatto PNOZmulti 2 o i relè di sicurezza modulari myPNOZ. La macchina rimane quindi in stato di arresto fino a quando il magazzino non viene nuovamente alimentato.
Si tratta di una soluzione che abbiamo sviluppato qualche tempo fa, ma oggi la presentiamo arricchita con nuove fotocellule. In particolare, sono stati introdotti i nuovi sensori ottici O200 (con housing ridotto) che arrivano fino a 16 centimetri, O300W (in inox) soprattutto destinate al mercato farmaceutico e O500, con differenti distanze di lettura fino a un massimo di 55 centimetri”.

Per continuare a fornire componenti, sistemi e servizi per l’automazione di macchine e impianti in Pilz l’attività di ricerca e sviluppo è dunque continua e in costante aggiornamento, con un focus sempre puntato sulla sicurezza.

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