Il progetto Scambio dati digitali ha preso il via con l’invio del questionario per la realizzazione della survey. Proposto dalle aziende associate FEDERTEC, è stato accolto dall’associazione che coordina e spinge il progetto con la collaborazione degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano e del MADE – Competence Center Industria 4.0 di Milano. L’obiettivo? Introdurre uno standard unico per un interscambio di documenti e dati tecnici di prodotto all’interno della filiera della trasmissione di potenza.
di Silvia Crespi
Al via il progetto ‘Scambio dati digitali’ promosso da FEDERTEC a beneficio dei propri soci. E’ un’iniziativa portata avanti grazie alla collaborazione con realtà eccellenti quale il MADE Competence Center di Milano e il suo partenariato esteso. Inoltre, grazie al suo accreditamento come ente attuatore del PNRR, MADE4.0, oltre ad aver costruito e identificato i fornitori più giusti per la realizzazione del progetto, ha potuto permettere all’associazione di godere di finanziamenti per lo sviluppo del progetto stesso. Come detto MADE4.0 è un soggetto accreditato per la gestione dei fondi del PNRR e può permettere alle imprese di accedere ai servizi che eroga, con percentuali di sconto. Obiettivo del progetto è l’introduzione di uno standard unico per un interscambio informatico di dati all’interno della filiera. Il passo iniziale è stato proprio quello di lanciare una survey tra le aziende per capire lo stato dell’arte per poi valutare, in base alle risposte delle aziende, quali possono essere gli strumenti operativi più adatti. Per promuovere ulteriormente l’iniziativa e presentare alle aziende coinvolte lo stato di avanzamento dei lavori è stata organizzata una tavola rotonda informale presso gli uffici dell’associazione. Presenti oltre a Marco Ferrara e Cristian Son, rispettivamente Direttore e Referente Comunicazione e Marketing di FEDERTEC, Paola Olivares del Politecnico di Milano, la sottoscritta ed alcune delle 26 aziende che hanno aderito e sponsorizzato il progetto.
Il progetto di FEDERTEC spiegato nel dettaglio
Realizzare uno standard di comunicazione dei dati informatici all’interno di una filiera produttiva porta molteplici vantaggi che impattano direttamente sulla competitività e sulla sostenibilità delle imprese. I principali benefici sono una maggiore fluidità e trasparenza nei processi: uno standard condiviso permette a tutti gli attori della filiera di scambiarsi informazioni in modo rapido, sicuro e senza errori di interpretazione. Questo migliora la trasparenza, riducendo ritardi e inefficienze, pianificare meglio la produzione, riducendo gli sprechi e migliorando la gestione delle scorte. Migliore integrazione tra sistemi IT permette di integrare sistemi diversi (ERP, MES, CRM) senza la necessità di adattamenti complessi o costosi, favorendo una digitalizzazione uniforme lungo tutta la filiera, ma soprattutto ogni anello della filiera può tracciare e monitorare la qualità dei processi e delle materie prime in tempo reale, riducendo gli errori e migliorando la customer satisfaction. Integrarsi significa riduzione dei costi operativi, facilità di collaborazione e sicurezza e protezione dei dati. MADE ha costruito il team di lavoro che ha poi sviluppato operativamente il progetto, coinvolgendo gli Osservatori del Politecnico di Milano.
Paola Olivares, Direttore Osservatorio Digital B2b e Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata presso Osservatori Digital Innovation, Politecnico di Milano, partner tecnologico coinvolto da MADE Competence Center per l’execution del progetto, ha illustrato questo interessante progetto. Gli Osservatori rappresentano un centro di ricerca all’interno del Politecnico di Milano, con ben 25 anni di storia alle spalle, che si pone l’obiettivo di fare ricerca, e diffonderla, su tutti i temi legati all’innovazione digitale. Ad oggi sono una cinquantina di Osservatori attivi che si occupano di questo tema, alcuni in modo trasversale, focalizzandosi su una tecnologia applicata in più settori, mentre altri sono più settoriali, quindi focalizzati sui singoli ambiti dove le tecnologie digitali possono offrire un contributo importante. L’Osservatorio Digital B2b è stato uno dei primi fondati, oltre vent’anni fa, proprio per studiare la digitalizzazione e l’automazione dei processi aziendali focalizzandosi sulle relazioni clienti/fornitori.
Spiega Olivares: “Il nostro lavoro si articola lungo tre direttrici. L’attività di ricerca è il nostro core business: una ricerca empirica, portata avanti in stretta collaborazione con le aziende, realizzando survey, interviste, e così via per arrivare a ottenere un report sullo stato dell’arte nel mondo aziendale e individuare delle direttrici di sviluppo. La seconda è legata al networking: organizziamo una serie di incontri misti tra domanda e offerta e istituzioni, che hanno l’obiettivo di fare il punto della situazione su un tema, mentre la terza consiste nell’attività di comunicazione ha l’obiettivo di diffondere i risultati della ricerca. In questo contesto si inserisce il progetto che portiamo avanti con FEDERTEC che ha l’obiettivo di introdurre uno standard unico nella filiera di riferimento”.

Cosa significa introdurre uno standard unico?
“Tecnicamente – continua Olivares – introdurre uno standard unico significa convergere verso un formato per lo scambio dei documenti del ciclo dell’ordine: documenti di trasporto, fatture e qualsiasi altro documento presente in questo flusso, dati tecnici di prodotto inclusi. Quali opportunità offre? Sicuramente snellire i processi aziendali, renderli più digitali, ridurre l’utilizzo di carta, automatizzare i processi… sostanzialmente ridurre le attività manuali. Questo consente di risparmiare sui tempi e sui costi, di ridurre l’errore umano, ma non solo: significa anche collaborare più efficacemente con i partner di business. Ma quale standard va definito? Da una parte è fondamentale capire qual è lo stato dell’arte della filiera, per andare a proporre uno standard o un sistema di comunicazione già utilizzato all’interno della filiera stessa. Dall’altra parte è fondamentale tenere d’occhio lo scenario europeo, prevedere quali saranno le prossime sfide, quali standard verranno introdotti, ad esempio, sul fronte della fatturazione elettronica internazionale, senza dimenticare il Regolamento eFTI, che ha proprio l’obiettivo di introdurre documenti di trasporto digitali a livello europeo, per allinearci a questi standard”.
Quali sono i benefici per le aziende coinvolte?
“Abbiamo calcolato – prosegue Olivares – che la diffusione di uno standard unico all’interno di una filiera, può portare a un risparmio dai 25 ai 65 euro per ogni ciclo dell’ordine (ordine, documento di trasporto e fattura): un risparmio calcolato sviluppando dei modelli activity-based che mappano puntualmente le attività svolte in un processo e calcolano i risparmi derivanti dall’introduzione di soluzioni digitali. Abbiamo visto come varia il processo, se si usano documenti esclusivamente cartacei, se si usa una formula mista, o ancora se si usano documenti solo digitali. Sono stati considerati il risparmio di tempo, la riduzione degli errori, la riduzione di materiali consumabili, la riduzione dei tempi di ricerca dei documenti negli archivi… sono queste, in sintesi, le aree di beneficio“.
Il progetto rappresenta sicuramente una sfida complessa, ma è già stato messo in atto da diverse filiere nel corso degli anni, per esempio nel largo consumo, nel settore farmaceutico, negli elettrodomestici ed elettronica di consumo, nel materiale elettrico e così via. Ognuna di queste filiere ha un’associazione di riferimento che ha fortemente sostenuto l’introduzione di uno standard e la diffusione di progetti di digitalizzazione. La tempistica di realizzazione del progetto dipende, naturalmente, dalla complessità della filiera, dal numero di attori in gioco, dalla dimensione delle aziende: più sono piccole, più tempo ci vuole per raggiungere una piena diffusione e maturità.




